Uno scuro reparto

I visitatori stavano arrivando, anche se in largo anticipo, di certo Virgilio sarebbe arrivato più tardi, conoscendolo, e quindi Ercole poteva fare qualche giro e osservare le persone che arrivavano, anche se non era quello il suo vero pensiero, ma camminando nel reparto, arrivò sull’ultima stanza, dove c’era qualche paziente che aveva conosciuto e che stavano parlando animatamente, cosi si avvicina e si fa vedere, “Buona sera signore”, “Ciao”, “Sai devi sapere che poi il mio medico mi ha dovuto operare, e poi ho avuto delle complicazioni che mi hanno riportato in sala operatoria, poi alla fine si è capito cosa c’era, ma è stato solo l’inizio di una lunga serie di interventi, tanto che ormai mi considero uno spezzatino e non so più quanti interventi ho fatto”, “Lascia stare”, aggiunge la sua compagna di letto, “Io stavo male e nessuno ci capiva niente, esami su esami, ospedali ne ho passati un casino, visite private a go go, e poi alla fine, abbiamo capito cosa c’è, lei ha un sacco di polipi nella pancia, aspettiamo che diventano maligni, poi leviamo tutto”, Ercole ascoltava inerme e stupito, da tutte queste cose forti, lui percepiva la sofferenza e aveva una forte empatia verso le persone ammalate, dando grande importanza a queste cose invece che al mero divertimento, poi delle due ragazze si rivolgono a lui, “Ti vedo meglio, oggi”, “Ma ti dirò, non saprei cosa dirti”, “Ascolta, prima che arrivano i nostri parenti, andiamo a trovare quella signora, su al terzo piano, almeno gli facciamo compagnia un po’”, “Va bene, vado a prendere una cosa e poi andiamo”, “Va bene”, Ercole và velocemente nella sua camera, prende il libro e torna da loro, erano già sulla porta che lo aspettavano.
Ercole e le due ragazze imboccano la rampa delle scale, e salgono al terzo piano, reparto di Oncologia, entrati nel reparto Ercole viene investito dall’angoscia, una sensazione cupa e insopportabile, un silenzio inreale, una luce bassissima aumentava il peso delle sue sensazioni, le due ragazze cercano la stanza della signora che avevano conosciuto nel loro reparto, ed Ercole le segue, ogni stanza che passavano era completamente al buoi, le tapparelle abbassate, si vedevano delle persone che giravano nelle stanze, tutte completamente in silenzio, qualcuna sembrava che piangesse, altre semplicemente tenevano per mano il loro caro paziente, Ercole percepiva tutte queste cose e la grande sensazione di morte lo urtava, una sensazione che cominciava a non sopportare più, il terrore lo assaliva e a fatica seguiva le due ragazze, più vedeva tutte quelle cose e più si immaginava quale vita abbiano potuto avere quei pazienti, se fossero state delle persone brave o cattive, tirchie o generose, il loro carattere da sane e le loro storie, con tutto il suo carico di esperienza, tutto questo ridotto in un corpo che molto provabilmente sarebbe morto a breve, i pensieri di tutte queste cose ormai eramo insopportabili e sconvolgenti, arrivato alla stanza della signora, si scusa subito per la fretta, inventa una scusa, “Scendo, che stà arrivando mio fratello, le riconsegno il suo libro, arrivederci”, appena gli ha dato il libro, va via, scappa in realta, da quelle sensazioni sgradevoli, e più cammina, quasi corre, e più non vede l’ora di uscire da quel reparto, apre la porta e esce, quasi si sente meglio, ma si sente seguito, seguito da quei pensieri, scende le scale, comincia a respirare meglio, la tensione si allenta, gli sembra di aver scampato qualche cosa, e forse è proprio cosi, il colpo si sente ancora, ma adesso è nel suo reparto, l’aria è tutta un’altra, si avvicina alla sua stanza, e poi si siede sul suo letto, cercando di dimenticare quella esperienza, esperienza che lo segnerà per molto tempo, avvenimento che difficilmete dimenticherà.

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