Ercole Allievi

Ercole era sdraiato sul letto, il silenzio della stanza era assordante, quasi le orecchie gli fischiavano, ma non era questo quello che gli correva nella testa, i suoi pensieri si rincorrevano, si seguivano e cozzavano tra di loro, creandone di nuovi o ripresentandosi più forti di prima, non un solo secondo la sua testa era inattiva, i suoi pensieri erano cosi impertinenti da metterlo quasi in stallo, trovò la forza di mettersi seduto sul letto, con le gambe incrociate, la testa tra le mani, chiuse gli occhi e si mise come al solito a pensare a quello che gli era successo oggi, ma soprattutto a quelle parole, “Una cosa lunga”.
Di diabete ne aveva già sentito parlare, chi non lo conosce, il glucosio nel sangue, ma aveva sempre creduto che era una cosa da vecchi, non certo da una persona della sua età, ancora si considerava giovane, magari non proprio per l’anagrafe, ma di sicuro dentro era poco più che maggiorenne, una malattia di quella portata non la aveva mai presa in considerazione, e poi quelle parole, certo che il diabete potrebbe essere una cosa lunga, una cosa che difficilmente potrebbe guarire, forse si cura, si controlla, ma di guarigione, per quanto ne sapesse, non aveva mai sentito di persone guarite, e poi gli venne alla mente una domanda, fu assalito da un pensiero come una coperta, “Ma cosa ho fatto per meritarmi questa cosa?”, allora cercò di ripercorrere la sua vita come un lampo e ripercorse tutti i punti più significativi, quelli che più gli hanno fatto male, le liti con gli amici, i compagni di scuola, i parenti, tutta quella rabbia che si era sempre portato addosso, le incomprensioni in casa e fuori, le discussioni con suo padre e le incomprensioni, il fatto che anche lui ha sempre preteso da se stesso più di quanto poteva fare, la sua grande timidezza, verso le persone e il fatto che questo gli ha dato molti problemi con il suo carattere non convenzionale, si era sempre sentito attratto dalla compagnia delle persone, ma non era mai riuscito ad avere un rapporto disteso con loro, era sempre sotto tensione, nervoso e non era mai riuscito veramente a entrare in sintonia con loro, tutto questo lo aveva sempre tenuto in scacco, sotto tensione, e molte altre cose lo avevano messo a dura prova.
“E adesso?”, si chiese, “Cosa faccio?”, “Perché?”, erano tutte domande che gli rimbalzavano nella testa, ma di una cosa cominciava a essergli evidente, qualche cosa stava cambiando, forse era già cambiato, molto provabilmente la sua vita era arrivata a una svolta, con questa cosa ormai si sentiva a un Bivio, dove solo lui era il protagonista, e unico artefice del suo futuro.

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