L’anno che verrà….2012

Ormai manca poco alla fine del 2012, la fine dell’anno si presenta ogni volta con la stessa regolarità, occasione di festa, di divertimento, per festeggiare il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, dove ogni persona si affaccia con speranza al futuro che porti cose buone e possa risolvere buona parte dei nostri problemi, cosa che succede quando ci avviamo verso una cosa che non conosciamo, e la cosa potrebbe essere veramente cosi, l’anno prossimo, uno dei tanti, potrebbe portare cose buone, soldi, salute e felicità, cose che tutti vogliono, cose che tutti sperano più di ogni cosa nella propria vita, anche se poi non sempre si ha la forza o il coraggio di cercarle veramente, spesso si spera sempre che qualche forza ancestrale ci pervada di tutto quello che ci serve, senza fare fatica, tutto per incanto, tutto per grazia ricevuta, ma non è cosi….anche qui c’è la controstoria.
Il 2011 mi è sembrato un’anno al quanto strano, pieno di colpi di scena, sia a livello internazionale che a livello personale; quello che è successo e stà succedendo a livello internazionale, ma in maniera più particolare a livello sociale, si sono presentate e si prospettano con scenari sconvolgeti, la pesante crisi economica prima Americana, e ora Europea, stanno cambiando in modo radicale tutti gli assetti sociali, le vite delle persone stà cambiano profondamente, perché tutte le sicurezze che si avevano e che i nostri padri avevano comquistando, si stanno sgretolando, si stanno perdendo tutti i diritti e molti non li hanno veramente conosciuti, minando non solo il futuro del singolo, ma tutto il sistema, perché un vero sistema economico e poi quello sociale, per vivere ha bisogno di autosostenersi, per mantenere delle persone nella loro attività, è necessario che altre comprano e consumano un determinato prodotto, creando quel circolo virtuoso che permette a tutti di sostenersi e lavorare, facendo girare il denaro che poi alla fine ci ritorna sotto forma di salario per il nostro lavoro, chiudendo il cerchio, ma questa catena si stà spezzando, stà succedendo qualche cosa, la catena economica si stà rompendo, anche se si cerca sempre di nascondere o rimandare il problema, ma secondo me, siamo già da tempo ad un punto di non ritorno, dove il sistema è già in ginocchio, e chi comanda cerca di non farlo, rimandando i nodi al pettine alle generazioni future, perché attualmente e nel passato, si è sempre vissuti nel “Chi se ne frega !”, pensando solo a se stessi, a tutti i livelli, sia personale che politico, credendo che il problema non fosse mai esistito, dove il vero problema è sempre degli altri, visto che si aveva una certa sicurezza, che quella sicurezza ormai era un diritto aquisito e intoccabile, inalienabile, ma che ormai i fatti, e la storia smentiranno in tutta la loro brutalità, che ancora non si è presentata in tutta la sua potenza, ma che già fa percepire le sue pesanti ombre; il 2011 ha già buttato le basi per il 2012, troppe persone stanno perdendo il proprio posto di lavoro, in nome di una crisi economica che viene fatta passare come reale, ma che in realtà è nata nelle stanze virtuali dell’alta finanza, la crisi dei mutui Revolving Americani, ha innestato un circolo vizzioso, che ha travolto, prima l’America stessa, e poi come un gigante ciclone ha investito l’Europa, e li stà facendo un casino di danni, tutto in nome di quel mero guadagno e speculazione, ma forse ancora nessuno ha veramente capito, che se il sistema non si sostiene, anche i palazzi alti crollano, e per sostenersi, è necessario che la popolazione lavori, perché solo loro sono il vero volano dell’economia, non di certo chi ha molti soldi, che di solito spendono nei grandi patrimoni e che per loro natura non creano l’indotto di crescita, quindi se la base si ferma, cosa che stà già accadendo, tutto crolla, e di questo ne sono sicuro, si può andare avanti ancora avanti per un certo periodo di tempo, ma quando ogni singola persona avrà finito i propri soldi e non ha un nuovo lavoro, tutto finisce, si è costretti a fare la vita del barbone, e ormai questo è in forte aumento, l’incremeto delle persone che si rivolge alla Caritas è aumentato del quaranta per cento, persone che non riescono a pagare il mutuo o l’affitto cominciano ad essere troppe, i disoccupati hanno raggiunto percentuali record, e quelli che sono riusciti a mantenere il proprio lavoro sono costretti a straordinari massacranti, per compensare i licenziamenti che le loro stesse aziende hanno voluto per abbattere i costi, sostituendo i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato, con lavoratori precari, a metà stipendio, senza tutele e diritti, cosa che permetteva di programmare il futuro, anche a lungo termine, oggi tutto questo è finito, oggi si vive giorno per giorno, oggi ci sono e domani non ci sono più, si razzola nel proprio pollaio, con il paraocchi, questo vuol dire: appattere i consumi, non potersi neanche permettere di comprarsi una casa, con tutta l’incertezza che c’è le banche non ti fanno il prestito neanche con due stipendi a tempo indeterminato, diventa impensabile avere un figlio, molte coppie preferiscono non avere figli perché è costoso, e non metterebbero mai al mondo una persona che potenzialmente si troverà in dificoltà, condizione per cui mette in moto tutta una serie di reazioni a catena, la popolazione invecchia e non c’è ricambio, meno persone lavorano per mantenere i pensionati, meno forze giovani e relative innovazioni possono essere messe in atto per progredire e mogliorare la società, anche se ancora si può fare molto, lo stato Italiano è assente su questo fronte, cosa che in altri paesi è messa in grande importanza l’attenzione verso i giovani, quale fonte di rinnovamento e di progresso, nei paesi più evoluti vengono fatti investimenti a perdere sui giovani, cosa che in realtà ha un forte ritorno sociale, economico e d’innovazione portato dai giovani che sono stati aiutati e resi indipendenti, mentre in Italia avviene tutto il contranio, i giovani vengono abbandonati a se stessi, resi indifferenti a ogni stimolo e interesse verso il futuro, apatici e demotivati, i più intelligenti scappano da questo paese e vanno in quei paesi evoluti, vengono accolti a braccia aperte, sono assistiti, supportati collocati in posizioni adeguate, e questi ragazzi vedendo tutto questo interesse si impegnano in quello che devono fare, e cosa succede, molto spesso questi nuovi ricercatori fanno scoperte interessanti, utili e innovative, che poi vengono appropriate dalle nazioni o aziende di loro competenza, sfruttando e incassando ogni profitto da quella invenzione, e a dire che avrebbero potuto farlo in Italia, sarebbero stati più contenti fare quello che fanno nel loro paese, ma l’Italia non li vuole, non gli interessa, sono solo dei bamboccioni, viziati e incapaci, per questo e per altri motivi l’Italia va a capofitto, una caduta che sarà difficile arrestare.
A livello personale i colpi di scena sono stati meno di quelli Macro economici, ovviamente, ma per me comunque di una rilevante portata, il licenziamento, la rabbia, lo sbandamento di trovarsi in mezzo alla strada e faticare solo a trovare la forza di pensare a cercare un lavoro, un lavoro che dicono ci sia, forse per pochi, ma dove? di certo non come quindici anni fa, il vuoto della vita avendo perso ogni certezza, tranne quella familiare, che mi sostiene, ma fuori di casa mi sembra di camminare sopra una fune, senza rete di sicurezza, combattendo con me stesso, mi inganno nelle poche cose che faccio, mi tengo occupato con le faccende di tutti i giorni o leggendo qualche cosa, ma tutto questo tempo, forse non è tutto completamente buttato, in attesa di un giudice, forse il tempo che mi scorre tra le mani ha una ragione d’essere, l’esperienza in fatto di lotta operaia potrebbe essere impagabile, se tutto dovrebbe andare per il meglio, se dovessi trovare o riottenere un lavoro, il presidio, i lottatori, le interazioni e reazioni, gli avvenimenti che si susseguono, il loro licenziamento, la loro causa, sentire cosa diceva il loro avvocato, passare tutta l’estate con loro, sei mesi di presidio vissuto non possono lasciare indifferente, non si può rimanere indifferenti alla dignità del lottatori, dei loro discorsi, delle loro speranze, che poi sono anche le mie, mi fanno capire ulteriormente la situazione generale, sia Micro che Macro sociale, tutti i volti dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, le notizie sul telegiornale, ogni giorno preoccupanti, sentire come si orientano per il futuro, le strategie che adoperano per trovare un lavoro, e se lo trovano, cosa trovano, molti di loro sono scoraggiati per il loro futuro e vedere una persona di quarant’anni che si dispera e comincia a ventilare l’idea di vendere la casa e andare a vivere in tenda, è una cosa che non può lasciare nessuno indifferente, dando le prospettive per l’anno nuovo, molti percepiscono il futuro molto pesante e preoccupante, e devo dire che hanno veramente ragione, a meno che non succeda una vera e propria sommossa sociale, e se succederà anche io mi presenterò all’appello.

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