Sciopero generale.6 Settembre 2011

Il 6 Gennaio 2011 è stato proclamato lo sciopero generale, cosi i guerrieri del terzo sito sicuri di quello che c’era da fare si sono preparati a far’ascoltare la loro voce, con i gesti concreti, nello stesso tempo dare un segno alla dirigenza della fabbrica, sperando che proprio i dirigenti avrebbero provato a forzare i cancelli.
Erano le cinque del mattino e i primi guerrieri si avvicinavano al campo di battaglia, alcune semplici direttive, anche se ormai l’esperienza nella lotta è molta, i guerrieri si mettono nei posti di combattimento, tre corpulente donne, hanno fisicamente bloccato i tornelli secondari, mentre gli uomini più determinati hanno bloccato il cancello principale, con un gazebo; quando era tutto pronto erano le ore sei del mattino, alle 6,15 si abbatte sull’area un’improvviso temporale, ma i guerrieri impassibili e abituati a qualsiasi intemperia, restano al loro posto, sicuri di quello che stavano facendo e lo sguardo dritto all’obbiettivo, vesto le 8,00 la pioggia diminuisce e i presidianti potevano muoversi più liberamente, comincia a girare qualche caffe, ma la tensione era molto alta e il pensiero sempre li, “Di qui non passerà lo straniero !”, passa il tempo ma si avvicinano solo persone amiche, una battuglia dei Carabinieri a debita distanza osserva senza intervenire, ogni movimento viene controllato senza dare apparentemente all’occhio, anche tutti i rappresentanti sindacali erano presenti, per dare ulteriore forza e supporto ai dipendenti che vogliono fare sentire la loro voce e tutelare i propri diritti, dando sempre un segnale alle alte sfere che loro sono presenti e attivi, carte che possono essere vincenti quando si lotta contro l’azienda.
Il tempo passa, e apparentemente non si vede nessuno, orami erano le nove passate e sembrava tutto calmo, ma qualche sprovveduto pensando di andare tranquillamente a lavoro, si accorge che c’era qualche cosa, ma facendo finta di niente, come se fosse niente si avvicina al cancello principale, quasi nascondendosi dietro i presenti, ma appena è sul cancello viene circondato da molti manifestanti, qualche animata discissione, i sindacalisti cercano di calmare gli animi e spiegare al diretto interessato che c’era lo sciopero e che all’interno della ditta non c’era nessuno, qualcuno in un primo momento stentava a credere che altre persone dovessero decidere per lui se quel giorno dovesse lavorare o meno, ma davanti al fatto compiuto hanno dovuto prendere atto dell’avvenimento, cosi la cosa si è ripetuta per qualche volta, in tutto saranno stati solo quattro persone che hanno tentato di entrare in azienda, su forse più di cento dipendenti che in realtà per ora non sentono stringere la corda, visto che provabilmente gli hanno promesso un trasferimento in un’altra sede, ma che poi potrebbero, in un secondo momento diventare degli esuberi, le quattro o cinque persone che hanno tentato il bliz con esito scontato per i manifestanti, sono ovviemente tornati a casa, ma la cosa che ho notato è l’espressione che era comune di tutte quelle persone, erano di sicuro impaurite, quasi cascavano dalle nuvole e davano una vaga impressione di essere succubi di qualcuno, cosa comprensibile, cosa che avevo riportato in alcuni miei vecchi articoli, dove riportavo alcune dinamiche aziendali e le relazioni tra capi e dipendenti, tra chi lavora e chi comanda, quali sono i meccanismi psicologici che si muovono tra diversi tipi di personalità e atteggiamenti conseguenti, tutto questo mi faceva venire in mente quando ripensavo a quello che avevo visto.
Verso le 17,00 finisce il blocco totale dell’azienda e il presidio riprende il suo naturale decorso.
Oh aspettato qualche giorno prima di scrivere questo articolo sullo sciopero, anche se in realtà lo avevo già tutto in testa il giorno stesso dell’evento, ho solo voluto attendere un po’, prima di tutto perché volevo la concitazione emotiva decadesse, anche se io sono esterno, poi volevo ripassare qualche volta il filmato dello sciopero nella mia mente e in fine perché per motivi personali non ho avuto tempo per farlo prima, alzarsi la mattina alle cinque, per cercare di essere al presidio alle 6,30, comporta che alla sera si è molto stanchi e poco concentrati per scrivere.

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