La mossa

Dinamiche dominanti
Una cosa che per me è sempre stata estranea, quando si esce in compagnia è quell’atteggiamento di offrire qualche cosa ad altre persone, non per qualche cosa, ma solo perché non mi è mai stato insegnato, una cosa che a molti può sembrare scontato, e lo è per certi versi, un gesto di “comunione” verso la persona di fronte, un gesto che viene interpretato come amichevole, ma che per me non ha questo valore comune, o meglio, per dimostrare la mia amicizia verso un’altra persona, ammesso che la conosca, non uso questo metodo, più tosto sono capace di rischiare qualche brutta figura o espormi più del dovuto, per aiutarla secondo il mio modo di vedere le cose, che magari offrirgli una pizza, anche perché la pizza finisce, mentre un’consiglio potrebbe restare per molto tempo, ammesso e non concesso che sia recepito e interpretato nel modo giusto, e anche questa cosa non è per niente scontata, molto spesso la persona che ascolta ha già una impalcatura mentale che non gli permette di percepire quello che sente, ma solo quello che ha in testa, e quelle poche volte che qualcuno ha avuto l’intelligenza e la sensibilità di ascoltare e comprendere quello che dicevo, indipendentemente dalle sue decisoni, spesso ha mostrato un’anima non comune, che nel tempo ha ripagato il soggetto in questione.
Siccome le persone hanno sempre bisogno di gesti tangibili e immediati, mi sono accorto in questo ultimo periodo, che ogni volta che ho provato a fare la mossa di offrire il caffè a qualcuno, in tutta risposta mi viene impedito e la persona in questione di solito me lo offre a me, in un primo momento percepisco in lieve disagio, che dimentico dopo poco tempo, ma ancora non ho capito perché avviene tutto questo, di certo, se faccio quella mossa, non è perché ho intenzione di comprare una persona, anche se ci sono persone che si fanno comprare con un caffè, e io non sono una di quelle persone. Mentre molto tempo fa solo il tentare di fare la mossa, mi era impedito da qualche cosa che avevo dentro di me, come un freno che bloccava le ruote, un reale impedimento che spesso mi ha creato problemi, ma che per me sarebbe stato impossibile da attuare, mi sono sempre chiesto perché avveniva tutto questo, quell’evidente fastidio nel petto, l’ostacolo nella mia testa era troppo reale per non essere preso in considerazione, cosi mi rifilavo, atteggiamento mai capito dalle persone che mi vedevano.

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