Nokia siemens networks

Per avere le idee vagamente chiare per capire cosa stà succedendo in questo complesso industriale bisogna dire solo che venti anni fa chi veniva assunto in questa azienda si poteva ritenere, a ragione, molto fortunato, sicuro che avrebbe avuto il lavoro fino alla pensione, non aveva molta importanza se doveva fare dei sacrifici, ma l’unica cosa che contava era la sicurezza di quel posto di lavoro, una vera fortuna, come se si fosse stati assunti al comune di Milano, da un’istituzione o un’ospedale.
Oggi non è più cosi, qualche centinaio di dipendenti stanno realmente combattendo per conservare un posto di lavoro, dove si stanno verificando tutti i presupposti e provabimente sono già reali, perché la ditta chiuda i battenti, dopo vari giri trà società che cercano di accelerare la chiusura, settori interi vengono spostati o sospeci, cassaintegrati, la minaccia dell’eliminazioni di alcuni macchinari, i dipendenti e i delegati di fabbrica stanno cercando di tamponare e controllare ogni spostamento sospetto che l’azienda cerca di attuare per conseguire il suo obbiettivo, cercando di ridurre il personale e spostare le cose da un’altra parte, per poi ricominciare a spingere la chiusura da un’altra parte, ma i dipendenti di questo paese sono molto decisi e determinati, sono molto presenti e agguerriti, forgiati da lunghi anni di lotte e proteste fuori e dentro l’azienda, decisi a tenersi stretto il lavoro, fino a quando potranno.
Ultimamente le cose si sono fatte più pesanti, per l’ennesima volta l’azienda ha dichiarato la volontà di chiudere, cosi i dipendenti hanno ripreso per l’ennesima volta il picchetto fuori dal cancello, impedendo di fatto ogni movimento dei corrieri, il picchetto di solito ha diverse modalità, in base all’attenzione che i delegati di fabbrica decidono sia opportuna, se necessario viene fatto il presidio permanente, che consiste nel presidio o meglio, l’assemblea permanente 24 ore su 24; o scoperto tutto questo all’inizio di quest’anno, passeggiando per il paese e vedendo che in quell’angolo c’era casino mi sono avvicinato, poi da quel momento mi sono avvicinato spesso, ho assistito alle riunioni in comune, agli scoperi, a ogni attività che potevo assistere da esterno, rendendomi conto della combattività e delle volte della parte simpatica, anche se realmente drammatica, della presenza e della simpatia dei manifestanti, le preoccupazioni e gli sfoghi di chi si vede levare ogni certezza, con una prospettiva futura quanto meno nera, tutto questo mi fa riflettere, prima di tutto come già disoccupato, poi come persona, rendendomi conto che veramente la situazione si fa veramente seria, aspettando una vera e propria rivoluzione, che se andiamo avanti cosi, succederà veramente.

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