La livella

Questo è un’bellissimo racconto che raccontava Totò, lo faceva con garbo e coinvolgimento e il racconto grosso modo diceva così: Un giorno un povero spazzino viene portato al cimitero e riposto nella sua fossa, quando tutti sono andati via il suo vicivo di tomba si rivolge a lui, “Ma come ti permetti di stare vicino a me, che sono un’aristocratico, io sono un personaggio importante, e non mi posso far’vedere vicino a uno spazzino, ne và del mio onore, che figura ci farei?”, a quel punto il povero spazzino gli risponde, “Che colpa ne ho io se mi hanno messo qui, non è colpa mia, e poi io ho lavorato tutta la vita con fatica e impegno, anche io ho diritto a un posto dove riposare”, “Io che ho girato il mondo, ho conosciuto persone molto importanti e altolocate e potenti, se mi vedessero parlare con voi mi riderebbero in faccia non posso permettermi una tale offesa, quindi vedi di andare via”, “Se potressi lo farei subito, ma non posso, e poi perché deve trattare le persone da sopra il piedistallo, ma dove crede di andare, chi crede di essere gonfiandosi in superbia, umiliando le persone, snobbandole, trattandole con sufficienza, lei crede di essere veramente superiore?, non lo è!, siamo tutti uguali, siamo tutti fratelli, e solo la morte ci ricorda chi siamo veramente, tutti uguali, la morte è una livella!”, a questo punto il povero spazzino chiuse per sempre gli occhi e si mise a dormire.

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