Il metodo della fede e la ragione

La fede: Si può dire che il metodo della fede è quello in cui la ragione è più esaltata?
Perfetto! Mai cosi la fede è cosi impegnata a fondo, in modo cosi vivo e potente come nella fede, come nel metodo della fede.
Perché? perché A, per fidarsi di B, deve impegnare tutto se stesso, non appena una rotella della sua testa, come quando si ragiona con la matematica, è una rotella che va. Quindi, invece, sono tutte le rotelle e tutti gli stessi e connessi con il corpo e con l’anima: è il mio io che ha fiducia del mio amico, sono io. E quando dico “io” intendo: ragione, occhi, cuore, tutto.
Per questo è molto opportuna l’osservazione della nostra amica, la quale dice: mai la ragione è esaltata come in questo caso. Sicuro! Non è messa da parte, è esaltata, è la ragione strettamente connessa con tutta la realtà organica dell’io. Tant’è vero che se l’io fosse, per esempio, cattivo, stenterebbe molto di più a fidarsi e conoscerebbe molte meno cose; se l’io fosse patologico, stenterebbe a fidarsi, non riuscirebbe a fidarsi e conoscerebbe molte meno cose.
Questo è un processo in cui occorre che tutto quanto l’organismo dell’io collabori: è l’io “impegnato con”. Questo gesto, con cui la ragione conosce perché si fida di un altro, implica una ragione più completa, una ragione in tutti i suoi nessi con gli altri aspetti della personalità. Se io vado da uno a dire: “Sai che ho visto una bellissima cosa!” e lui ha il mal di pancia, è li che si tiene la pancia, e fa: “Si, si, si …..”, ma dopo non si ricorda neanche più che glielo abbia detto perché ha troppo mal di pancia per stare attento a quello che gli dico io: non mi sta attento e perciò non capisce. Per capire dovrebbe essere senza mal di pancia, più ordinato, in un ordine più naturale, implicato più teneramente e chiaramente in tutti i suoi ordini. A scuola sfidavo gli alunni citando il proverbio “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”: non c’è nessun proverbio più cretino di questo. Guardate, se c’è in classe un professore o una professoressa acuti, intelligenti, veramente intelligenti, capiscono subito di che si tratta; capiscono subito e sanno molto più facilmente dare un giudizio giusto riguardo allo scolaro X, allo scolaro tale.

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