La noia

Appena finito di mangiare Ercole tornò nella sua stanza, non c’era la televisione perché non volevano pagare l’affitto per averlo, cosi, la serata si prospettava lunga e silenziosa, l’unico conforto era una piccola radiolina, mezza scassata, ma che funzionava.
Ercole si siede sul letto, guarda in giro, quasi gli gira la testa, si accorge di non essere molto pulito, di certo non avrebbe fatto il bagno in ospedale, non vuole rischiare di prendersi qualche infezione, ma per tentare di lavarsi in qualche maniera ci avrebbe pensato domani; scende dal letto, esce dalla stanza, si guarda in giro, un lungo corridoio, dalla luce insolita, ritorna a letto, si sdraia, guarda il soffitto, tenta di leggere, ma le parole gli sfuggono, gli passano sul muso, ma non si ricorda niente, una parola dopo l’altra, tante parole senza senso, per lui, ci prova ancora e riprova, ma tutto ha lo stesso significato, il nulla, cosi preso dallo sconforto e dalla noia abbandona il libro, si rialza, nervosamente esce dalla stanza, e comincia a passeggiare nel corridoio, le mani sui fianchi, come voler aumentare la superfice del proprio corpo, con passo lento continua a passeggiare nel corridoio, gli altri pazienti sono già a letto, chi dorme, anche se è abbastanza presto, chi legge, chi guarda la televisione, Ercole li vede, ma percorre tutto il corridoio e poi torna, guarda le sale per gli ospiti, la sala mensa, l’infermeria e le varie camere, senza farsi notare cerca di vedere chi ci fosse in quella stanza e prova a immaginare cosa avesse, ma ovviamente non poteva immaginare iniente se non era il paziente stesso a dirglielo, e sinceramente in quel momento non gli interessava molto, era preoccupato per se, quindi, ma la serata era ancora lunga da passare, gira e rigira per il reparto, al petto sentiva una discreta pressione, come di un motore su di giri, ma che ha sempre il cambio in folle, e la cosa non gli dava una sensazione piacevole, anche perche i pensieri cominciavano a correre, correre, correre dove lui non voleva, continuava a pensare cosa avrebbe voluto fare, quello che non aveva ami avuto il coraggio di fare, la cosa più forte che avrebbe mai potuto fare, secondo i luoghi comuni, andare a ballare, passare una serata indimenticabile in discoteca, ballare e divertirsi come un matto, e non solo questo la sua mente gli proponeva, leggere di tutto, farsi una cultusa superiore, conoscere veramente le persone, riconoscerle, cercare nuovi amici, anche perché ne aveva pochissimi, anzi praticamente nessuno, viaggiare, recuperare tutto quello che si era perso nella vita, tutto, fino a che non cominciò a sentire le gambe stanche, non tanto per la passeggiata che stava facendo, ma più che altro per la grande stanchezza che gli procurava quello che gli stava succedendo, anche se lui si sentiva bene, ma il suo corpo non era concorde con i suoi pensieri.
Sdraiato a letto si sentiva le gambe a pezzi, un forte formicolio gli percorreva tutti gli arti, gli occhi erano un poco pesanti, ma la mente era riposata, dopo la dormita che si era fatta di pomeriggio, sentiva la testa abbastanza frastornata, anche se non era una sensazione nuova, cosi riposa, fa finta di chiudere gli occhi, fino a quando non gli danno più fastidio, si sveglia di nuovo, tutto è calmo, passano anche le infermiere per vedere i pazienti; ora Ercole non ha più sonno, spengono le luci, ma Ercole non vuole dormire, sono le 22,00, ormai tutti sono pronti per andare a dormire, ma lui no, cosi va in bagno, torna a letto, si rialza, fa un altro giro nel reparto, si siede su una sedia, guarda in giro, si rialza, torna a letto,ascolta la musica, continua a cambiare canale, niente attrae la sua attenzione, tutto scorre lentamente, lentamente, piano, molto piano, questa è la sensazione che Ercole percepiva in quei momenti, la noia lo assaliva e lui rimaneva allangolo a incassare i colpi, la noia gli rubava ogni cosa, ogni interesse, anzi l’unico interesse che aveva veramente era sapere quando sarebbe tornato a casa, ma ncora nessuno aveva preso questo discorso.
Essere ricoverato in un’ospedale è veramente noioso, l’unica cosa che veramente può ammortizzare lentamente questa noia è quella di dormire, ma appena ti svegli ricominci tutto da capo.

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