Lo stantuffo e il pistone

In un paese, non un piccolo paese di campagna, ma un paese che poteva benissimo essere provincia, un ragazzo veniva chiamato “Lo stantuffo di città”, perché ogni settimana aveva una ragazza nuova, ogni settimana la faceva contenta, o meglio, la castigava, la portava a letto, di certo lui era un bell’uomo e con le donne ci sapeva fare, aveva una certa presenza e la vita gli aveva insegnato a stare al mondo, deciso e intraprendente, di certo con le donne aveva polso, quello che le donne amano di più, comunque ogni settimana portava a casa le sue belle e facevano quello che dovevano, e anche se gli capitava una brava ragazza che avrebbe potuto sposare, lui non si curava di questo, le donne gli correvano dietro, il suo carisma era troppo invitante per loro, di certo le donne non erano un problema per lui, fino a che un giorno, un suo amico lo invita da una sua amica, per fargli riparare un divano, anche perché oltre che saperci fare con le donne, sapeva fare molte cose, in casa e al lavoro, era decisamente in gamba; arrivato dall’amica, fa il lavoro per cui era stato chiamato, e va via, alla ragazza, stranamente non gli era stato a genio, troppo deciso, troppo intraprendente, si sbarazza di lui con due parole, lo stantuffo incurante di quella li và via, ma caso vuole che i lavori in casa di quella donna aumentano e cosi il suo amico gli porta lo stantuffo a casa, cosi un lavoro qui, un lavoro li, comincia a nascere una storia, provabilmente all’inizio lei resiste allo stantuffo, ma poi con li tempo, il carisma fa breccia nel suo cuore, fino a che non la porta a casa, stessa scena, entra dalla porta e si infilano nella camera da letto, la madre di lui la vede, come tutte le altre e gli dice: “Sei una delle tante!”, al momento la ragazza non capisce e sorvola, cosi, avanti e indietro, avanti e indietro, fino a che non nasce una bella bambina, a questo punto lo stantuffo si prende carico delle sue responsabilità, mica è stupido, cominciano a convivere, prendono la casa in affitto, e convivono felicemente, lo stantuffo mette la testa a posto, la bambina cresce, cresce con le sue caratteristiche, ma le cose con lo stantuffo e la sua compagna cominciano a non andare bene, un giorno li vado a trovare e parlando con lui gli dico che sarebbe meglio se cominciasse a prendere in considerazione il fatto di andare a trovare suo zio, a questa mia affermazione mi risponde: “Sai, i parenti vanno e vengono!”, a questa sua affermazione mi sono messo a ridere come un matto, la aveva detta molto grossa, anche la sua compagna era rimasta di gesso, dopo due minuti esco di casa, e per parecchio tempo non sono andato a trovarlo, ma le notizie sul suo conto mi arrivavano, arrivavano da molto lontano, fino a che me lo sono trovato a casa, cosi parlando del più e del meno, una anziana signora di mia grande conoscenza, gli chiese: “Ma poi cosa avete combinato?”, “Sai, ormai siamo grandi e emancipati, siamo moderni, indipendenti, non siamo compatibili, devi sapere che non conviene restare assime a qualcuno se ci tradiamo a vicenda, cosi abbiamo deciso di lasciarci e tradirci con tutta tramquillità, magari troviamo qualcuno con il nostro carattere compatibile, abbiamo fatto una scelta, invece di metterci le corna incrociate, ce le mettiamo in parallelo!”.
Oggi “Lo stantuffo di città” non viene chiamato più cosi, ma viene chiamato “Il pistone del naviglio”.

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