A che serve tutto questo

La consapevolezza permette di conoscere e comprendere profondamente se stessi: essa diventa quindi uno strumento estremamente valido ed efficace di auto-conoscenza e di auto-comprensione.
La consapevolezza è lo strumento per accellenza per cambiare noi stessi: cambiare non solo in superficie.
Non è lo sforzo e la violenza su di sé che permettono di mutare le proprie tendenze, ma la consapevolezza.
“I pochi eccezionali uomini che cercavano pace e vero amore fraterno raggiunsero questa condizione perfezionando la loro consapevolezza, senza sopprimere le loro passioni.
Se è vero che gli istinti ci pervengono come un fatto ereditario, nello stesso modo in cui si eredita la consapevolezza, allora è preferibile perfezionare quest’ultima piuttosto che sopprimere l’animale che è in noi. La consapevolezza è il più alto studio nello sviluppo umano, e, quando è completa, regola armoniosamente le attività del corpo.
Il moglioramento della consapevolezza è preferibile a qualsiasi tentativo di vincere le spinte istintive. Più la consapevolezza dell’uomo si avvicina alla sua completezza, più egli potrà soddisfare le sue passioni senza violare la supremazia della consapevolezza. Ed ogni azione diventerà più umana”.
Il che vuol dire: invece di puntare tutto sullo sforzo di volontà, è molto meglio cominciare a diventare presenti, sempre più presenti alle nostre tendenze negative. Esempio: invece di obbligarsi a non fumare, è meglio cominciare una terapia intensiva di consapevolezza. Continuerò a fumare come prima, senza preoccuparmi del numero di sigarette che consumo ogni giorno: ma in piena consapevolezza.
Invece di sforzarsi per ottenere risultati piuttosto meschini o contraddittori, è molto meglio diventare molto consapevoli del comportamento sbagliato, seguendolo passo passo.
Non è affatto improvabile che dopo qualche tempo ci si renda conto, in profondità, dell’assurdità di quel comportamento o di quella abitudine particolare e che in modo sempre più evidente compaia il bisogno di smettere, di cambiare.
Il mutamento allora sarà completo: non emergeranno i soliti conflitti e le solite smanie che compaiono quando ci si sforza di non fare una cosa che ci piace.
Scomparirà la tendenza negativa: e non scomparirà perché lo hai “voluto” e ti sei sforzato, ma perché ti renderai conto, profondamente, della assurdità, della stupidità di tale tendenza.
Ed allora essa scomparirà senza lasciare tracce o cicatrici.

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