Chi ha mentalità partigiana e chi no

Esistono due modalità opposte di guardare le azioni degli altri. Quella partigiana che vede tutto il bene degli amici e tutto il male nei nemici e quella non partigiana che riconosce le qualità indipendentemente dal fatto che stiano con noi o contro di noi. la prima è tipica della guerra, della politica, delle lotte religiose, della contrapposizione amico-nemico. La seconda della concorrenza economica, dello sport, della scienza, dell’arte.
Lo sportivo, pur parteggiando, è fondamentalmente obbiettivo. Esalta la sua squadra, il suo campione e si augura che l’avversario perda. Ma è pronto a riconoscerne le capacità e la bravura. E non ne darebbe mai un giudizio morale negativo.
Nella ricerca scentifica avviene lo stesso. C’è competizione, ciascuno vuole emergere, vuole arrivare primo. Ci sono anche invidie e calunie. Ma, almeno nelle scienze esatte, se qualcuno fa una scoperta ineccepibbile, tutti l’accettano e tutti gli tributano elogi.
Lo spirito partigiano invece domina incontrastato nella politica. La politica è una passione fatta di amore e di odio. Come la guerra, è basata sulla contrapposizione di amico e nemico. E, esattamente come una guerra, il giudizio morale non è sereno, oggettivo, ma viene usato come un’arma. I nostri sono sempre giudicati bravi, disinteressati, generosi. I nemici descritti come avidi, feroci, disumani, crudeli. E, quando qualcuno si allea con noi diventa come noi, assorbe istantaneamente le nostre virtù morali. In guerra chiunque venga dalla nostra parte, anche il criminale più mostruoso, si trasforma immediatamente, ai nostri occhi, in un essere moralmente elevato. Mentre chi passa al nemico, anche se un secondo prima lo giudicavamo un santo, diventa un demonio.
La mentalità partigiana ineliminabile nel campo della guerra, della politica, o dei conflitti religiosi, diventa estremamente dannosa, devastante se trasferita nel campo della concorrenza economica, scientifica, nell’arte, nella organizzazione delle imprese. Un buon imprenditore, un organizzatore scientifico deve saper sciegliere le persone capaci senza far pesare le sue preferenze politiche o religiose.
Questo non vuol dire che ciascuno non debba scegliere le persone più fedeli ed attendibili e rifiutare o allontanare quelle infide e nemiche. Soprattutto in tempo di guerra la vigilanza non è mai troppa. In politica non puoi certo affidare i ministeri e i posti chiave dell’amministrazione ai nemici sconfitti. Anche nelle imprese bisogna difenderci dallo spionaggio industriale. Ma questo non significa che non dobbiamo allora guardare al valore, al merito. Le imprese che scelgono solo collaboratori succubi, privi di originalità e colpiscono senza ritegno tutti coloro che non la pensano come loro, che non appartengono al loro cerchio ristretto finiscono inevitabilmente per decadere.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: