Slow economy

Ho letto in poco tempo il libro di Federico Rampini, che ha scritto nel 2009, l’argomento del momento è l’economia, visto anche che lui è stato per cinque anni nell’ambasciata in Cina e conosce molto bene gli sconvolgimenti economici di questo paese e delle conseguenze mondiali.
Il sottotitolo di questo libro è “rinascere con leggerezza”, nella prima parte racconta tra le altre cose, come possimo vivere cercando di sfruttare meglio le cose che abbiamo, ma soprattutto come non sprecare niente, per esempio, fare la spesa utilizzando saccetti o borse riutilizzabili, usare l’acqua della pasta per innaffiare i fiori, sciogliere e utilizzare i pezzetti di sapone, e altre cose, visto che questa crisi mondiale sta e deve cambiare le nostre tendenze sui consumi.
Altre cose che ricordo, anche se credo di rileggerlo, è l’inquinamento assurdo che esiste a Pechino, in quella città dove in pocho tempo ha avuto grandi cambiamenti economici, per esempio, nella costruzione di nuovi grattacieli lo stato chiede l’esproprio del terreno abitato, e per tutelare i cittadini gli danno la casa e delle sovvenzioni se perdono il lavoro, allora le coppie sposati si divorziano per ottenere due case e due sovvenzioni, visto che lo stato fornisce l’assistenza minima ad ogni nucleo familiare, in quel modo essendo divorziati ogni persona riceve un sussidio, poi una volta ottenuto, si risposano; altre cose, come le potenze mondiali oggi non sono più, la Russia e l’America, l’Europa non conta più niente, ma le vere potenze oggi sono Cina e India (Cinindia), con l’aggiunta dell’America, infatti l’ultimo G20 poteva essere fatto benissimo, G2, Cina e America, ma non si poteva, non si poteva mettere da parte l’Europa, anche se non aveva più niente da dire, e neanche l’America ha potuto molto sulla Cina, in fatto di ambiente e di economia, visto che la Cina ha investito gia molti soldi in America, gli economisti prevedono che nel 2030, la Cina avrà il 53 per cento di ricchezza mondiale, mentre l’America solo il 33, quindi gli Americani non hanno potuto niente per l’impatto ambientale delle loro industrie, anche se dalla fine delle Olimpiadi del 2007, hanno notato che a Pechino l’inquinamento è diminuito molto, ma poi si sono accorti che questo cambiamento non era dovuto a qualche evento meteorologico o a qualche misura per abbatterlo, ma semplicemente, l’inquinamento era scieso solo perchè molte aziende erano fallite e quindi non producevano inquinamento; l’ultima cosa che mi ha lasciato stupito è stata quella della conduzione che il Giappone ha adottato per combattere questa crisi, loro che hanno sempre avuto degli stipendi molto alti, dal primo operaio all’ultimo dirigente, hanno deciso di non utilizzare la cassa integrazione, come si fa da noi, loro continuano comunque a lavorare, aumentando il personale anche in quei compiti dove ne occorrerebbero molto meno, ma in questo modo sono riusciti a mantenere l’economia interna, visto che le persone trovandosi comunque dei soldi in mano sono più propensi a spendere.
Questo è quello che mi ricordo di quanto ho letto.

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