La seconda vita del pane

Interi sacchi di pane buttati nella spazzatura, un vero pugno nello stomaco per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, l’allarme sul pane sprecato è ritornato, ma questo è un trend inarrestabile?
No. Da tempo ci sono associazioni che si occupano di raccogliere le eccedenze e distribuire gli alimenti che stanno per scadere o non sono più utilizzabili dal mercato, anche se sono ancora buoni da mangiare, dandole ai poveri, emarginati o alle persone che ne hanno bisogno.
Nelle scuole si stà cercando di invertire la tendenza, spiegando ai bambini la fatica e il lavoro che c’è dietro al cibo e in modo particolare nel pane, in questo modo si è avvertito una maggiore consapevolezza nel consumi di questo alimento.
L’obbiettivo delle associazioni Last minute market è quello di trasformare uno spreco, in questo caso il cibo, in risorsa, infatti si è calcolato che se questo modo di agire prende veramente piede, si potrebbero recuperare 244.252 tonnellate di cibo l’anno, risparmiando una cifra di 928.157.600 Euro, senza contate le tonnellate di anidrite carbonoca risparmiata.

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