Mistero d’amore

Virgilio aveva appena finito di mangiare e come tutte le domeniche verso le 14,00, Bivio era desolato, tutti o quasi stavano finendo di mangiare e si stavano preparando per uscire o si riposavano; Virgilio, usci subito, e con passo deciso andò dall’Oracolo, non c’era molta strada da casa sua, ma abbastanza per fargli fare una bella passeggiata, cosa che fece molto volentieri, anche perché aveva il bisogno di pensare e svagarsi un poco, ma molto velocemente, troppo velocemente si trovò davanti il portone della residenza di Candalù, suonò il campanello, Din, Don, Din, Don……
“Chi è?”, “Sono io”, “Entra….. “
Virgilio, spinse il cancello, e con passo veloce seguì il sentiero che portava alla casa dell’Oracolo.
Aperta la porta, l’Oracolo lo abbracciò, “Entra carissimo, come stai?”, “Bene, grazie, ho il mio carissimo Ercole, è ricoverato e ieri ho avuto una serata galante”, accennando un sorriso, “Si benissimo, siediti”, l’Oracolo già sapeva cosa gli frullava per la testa, mica per niente era il suo Guru, con una espressione quasi di superiorità, l’Oracolo ribadì la sua domanda, “Tutto bene?”, a questo punto Virgilio capì che era il momento di gettare la maschera, anche perché l’Oracolo già sapeva che le cose non erano andate bene, li aveva visti con i suoi sofisticati strumenti, a questo punto Virgilio attacco il discorso: “Ieri sera sono andato a mangiare fuori, con la mia nuova compagna, siamo andati in un bellissimo posto, era tutto stupendo e maglifico, ero partito con tutte le buone intenzioni, e cosi, come sai già, ho cercato con mia grande fatica a tenere allegra la serata, cosi gli ho raccontato tante cose, le più divertenti che conoscevo, tutta la sera, ero gasato da quella occasione, cosi gli raccontavo e raccontavo, e lei era zitta e impassibile a tutto questo, quasi non gli interessava, allora io gli raccontavo ancora di più, e più mi accorgevo che rimaneva indifferente, più mi arrabbiavo, quando gli facevo qualche domanda, non mi rispondeva o restava molto vaga, due, tre volte, poi non ce la facevo più, ho pagato il conto, e una volta in macchina gli ho chiesto cosa avesse, ma niente, rimbalzava ogni mia domanda, era generica e vaga, fino a quando l’ho lasciata a casa, allora li mi ha salutato come si doveva, ma non siamo andati oltre, poi questa mattina come se fosse niente siamo andati da Ercole, era felice e contenta, come se fosse stata lei che aveva passato una bellissima serata e io la avessi delusa, tutta affettuosa, con suo fratello e con me, anche se stava sulle sue, io non ce la facevo più, ma la soddisfazioe non gliela do!, anche perché appena ha saputo che questo pomeriggio avevo da fare, ha voluto subito sapere cosa, con chi e dove, ma niente, l’ho lasciata sbattere, anche se la cosa mi fa molto soffrire”, poi si fermò e aspettò una risposta, l’Oracolo, aspettò qualche minuto, guardava in giro come se stesse cercando una risposta, ma la risposta la aveva già, poi rivolse tutto il suo corpo verso Virgilio e con le mani sulle ginicchia, cominciò: “Ma tu la vuoi, si o no?”, Virgilio rimase sbalordito, si sarebbe aspettato chi sa quale risposta, invece chi ha fatto una domanda, rimase sbalordito, poi sottovoce, “Si la voglio!”, “Allora va bene cosi!”, “Almeno dammi un mistero”, “Si va bene, ma ti volevo chiedere una cosa”, Virgilio a sentirgli dire questa cosa, aveva capito subito che gli serviva qualche cosa, e per lui sarebbe stato disposto a qualsiasi cosa, avrebbe fatto per lui quasi tutto, di scatto si mise in ginocchi davanti all’Oracolo, “Dimmi o mio Maestro!”, “Calma, alzati, non fare cosi”, anche se a lui non dispiacevano questo tipo di onoranze, non voleva che Virgilo si prostrasse davanti a lui, in fondo era sempre stato uno scolaro modello, “Alzati!”, lo prese per un braccio e fece per alzarlo, Virgilio si rimise a sedere, poi l’Oracolo gli espose quello che gli interessava, “Caro Virgilio, ho bisogno che tu mi porti qua una persona”, “E chi è?”, “Si tratta del Cosmico, è già molto tempo che sento parlare di lui, dall’Oboe orante, e lo volevo qui”, “Mi sembra sia tornato con la Principessa”, “So anche questo, tu digli solo che qualcuno lo stà cercando, non dirgli chi sono, lo capirà a suo tempo, sicuramente si opporrà alle tue richieste, ma tu devi dirgli solo di seguirti, il resto lo faccio io, insisti e basta!”, Virgilio non volle sapere altro, anche perché l’Oracolo quando faceva cosi voleva dire che aveva già deciso tutto, e non era necessario fare altre domande, “Va bene, farò tutto il possibile”.
L’Oracolo, sicuro che Virgilio avrebbe portato a termine la sua piccola missione, si alzo e gli disse di aspettare li, che gli avrebbe dato il suo mistero, prese e fece come tutto il solito, andò sulla sua stanza, Virgilio uscì dalla casa e dal giardilo lo aspettava, poco dopo, uscì dalla finestra, appoggiò le mani sulla ringhiera e annunciò: “L’amore conosce ragioni, che la ragione non conosce”.
Virgilio ascoltò con attenzione il mistero, lo mise in tasca e uscì dalla residenza, pensieroso, non tanto per il mistero, quanto per la piccola missione che l’Oracolo gli aveva appena dato e su come avrebbe potuto fare….

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: