Crisi e sanità

La crisi economica si stà facendo sentire anche in quei settori dove per forza di cose non la dovrebbero sentire.
Un’italiano su tre accetta lunghe liste d’attesa, anche per patologie serie, quando prima era disposto a pagare di tasca sua, preferendo le visite private.
Un’italiano su cinque rinuncia completamente a presentarsi dal medico per visite che ritiene meno urgenti.
Lo studio ha confermato quanto segnalato dalla Caritas, che ha notato l’aumento delle persone che si rivolgono a loro, non più solo stranieri irregolari o persone senza fissa dimora, ma ora si sono aggiunte persone della classe medio-bassa, che non riescono ad arrivare alla fine del mese o hanno perso il lavoro, e quindi non si possono più permettere il pagamento del tiket della sanità pubblica.
Tutto questo, ovviamente diminuisce il volume di guadagni incassati dalla sanità, e quindi le strutture devono essere rese più efficenti, sia come strutture che come personale, perché ormai le finanze sanitarie sono ridotte.
Questa riduzione di capacità sanitaria, potrebbe allungare le liste di attesa, in maniera spropositata, e quindi i pazienti sarebbero costrette a utilizzare delle strade preferenziali per accedere alle strutture sanitarie, come la corruzione o le raccomandazioni.

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