Il tempo scorre

Ercole aprì la busta dei libri, i suoi libri preferiti, ne tirò fuori uno rosso, le Sacre scritture, uno marroncino, l’Imitazione di Cristo e due tomi oro, che erano il messale completo di ogni giorno, con la busta tra le mai e i quattro volumi in fila sul letto, questi erano i libri che gli avevano dato molte emozioni, avrebbero benissimo sconvolto la sua vita, solo se ne avrebbe avuto il coraggio, ma per fortuna aveva una sorta di saturazione naturale, quando esagerava nel’ leggerli andava in palla e quindi le parole gli scorrevano addosso, un vero e proprio rapporto atipico con questi volumi; ora visto che aveva molto tempo nel reparto si promise di leggere e riconsiderare quanto aveva davanti, cosi cominciò con le Sacre scitture, rimise gli altri libri nel sacchetto e cominciò a leggere…..
La Genesi gli piaque abbastanza, alcune letture erano un classico nella sua cultura, come Caino e Abele, le piaghe del deserto e altre letture, con il passare delle pagine, Ercole non si accorse che stava cominciando a perdere la cognizione del tempo, ma preso completamente dalle letture andò avanti, Esodo, Deuteronomio, Numeri……, il tempo correva più velocemente, per un momento alzo la testa e le persone nella stanza si muovevano velocemente, anzi quella non era più la sua stanza, era cambiata, il sole e la notte si succedevano velocemente, non capiva, riabbasso la testa e andò avanti, i libri storici non lo interessarono molto, una lunga serie di notizie storiche che a lui non interessavano, la storia non lo aveva mai interessato veramente e poi gli avvenimenti raccontati non gli davano nessuna emozione, ne tanto meno insegnamenti; rialzo la testa, e ancora tutto correva, tutto tranne quello che era sopra il suo letto, guardò l’orologio, ma le lancette correvano cosi veloci che non si vedevano, le voci delle persone le sentiva come un lontano eco, , queste voci le sentiva senza riuscire a capire da dove arrivassero, le cose in movimento e le persone si muovevano cosi veloci che le parole non avevano più nessuna connessione, frastornato abbassò ancora la testa sul libro, ancora non capiva cosa gli stava succedendo, continuò la lettura, riprese con i libri sapenziali, questa volta avrebbe letto qualche cosa d’interessante, i Salmi, i Proverbi, Siracide, e altri gli passarono sotto la muso come un vento, ma stranamente non attrassero la sua attenzione, incappato sul Vangelo, lo saltò interamente, lo avrebbe letto in un secondo momento, cosi saltò alle lettere si San Paolo; per l’ultima volta alzò la testa, e questa volta non vide nessuno, il tempo correva cosi veloce che era impossibile vedere gli oggetti in movimento, solo quelli fermi, il sole e la luna si rincorrevano in un continuo susseguirsi di giorno-notte, neanche le voci si sentivano più, tanto il tempo correva, cosi senza perdere altro tempo abbasso ancora la testa; lettere ai Romani, quelle agli Efesini, ai Galati, fino all’inizio dell’Apocalissi, a quel punto trattenne il respiro, anche se ormai non ne poteva più e lo fini, quando ebbe finito il libro, chiuse gli occhi e pensò venti minuti, che per lui furono come dieci secondi, poi esclamò: , a quel punto riaprì gli occhi e destatosi da questo sogno scosse la testa e rivide quanto aveva visto ritornare indietro, come se stesse riavvolgendo il nastro di un video registratore, prima cominciò lentamente, poi sempre più velocemente, velocemente, fino al momento in cui aprì il libro, si ricordava cosa gli era successo e le conclusioni a cui era arrivato, le letture ripetitive e monotone, il Signore è grande, il Signore è misericordioso, il Signore punisce i malvagi, tutta una lunga serie di frasi ripetitive che lo lasciavano indifferente, frasi che lo stufavano facilmente, noiose, non gli dicevano niente, molto meglio il Vangelo, cosi decise.
Tornato nel momento in cui ebbe le Sacre scritture in mano, decise cosa fare di quel tomo, il Vangelo lo aveva in casa, piccolo, circa un centinaio di pagine, quando le Sacre scritture ne contava dalle mille trecento alle duemila, non ricordava il numero con esattezza, quindi per lui era diventato ingombrante, cosi decise cosa farne, scese dal letto, si legò in vita il suo marsupio giallo dove teneva il telefono, ci mise dentro anche il foglietto che si era trovato tra le mani, poi, preso il libro andò giù, al piano terreno del Medical Bivio, c’era una cappella, seduto qualche minuto su una panca guardò l’arredamento, poi si alzò di nuovo, avvicinato a uno scaffale dove erano riposti giornali e riviste, appoggiò il tomo e andò via.
Pensieroso, tornò nel suo reparto…..

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