1:L’altra faccia della medaglia

E’ difficile nel nostro immaginario pensare che le malattie possano produrre qualcosa di positivo. In genere si affrontano gli aspetti diagnostici, terapeutici, chirurgici o le ripercussioni psicologiche dovute alla costatazione di una ridotta qualità della vita. Contrariamente a tutto questo, da un confronto reciproco in un gruppo di ammalati, emerge che ciò che più accomuna non sono le storie cliniche e gli stati d’animo del momento, ma sono l’essenza delle storie psicologiche che accompagnano i pazienti dall’esordio della malattia.
Ognuno percorre si in modo personale la propria vita, ma i tratti comportamentali sono quasi univoci e si rispecchiano in stadi ben precisi che poi andrò ad elencare.
Il lato positivo delle malattie croniche è rappresentato dal fatto che, nel corso del tempo, generano una maturazione straordinaria dell’individuo ed una maggiore consapevolezza di sé difficlimente rintracciabile nelle persone che hanno avuto la fortuna (sfortuna) di provare esperienze similari.
Succede quando la persona ha fatto tesoro della propria esperienza, è ingrado di accettarsi in quanto ammalato e di aiutare gli altri a fare altrettanto, nel rispetto dell’avoluzione psicologica della malattia.
Possiamo distinguere quattro fasi salienti che accompagnano questa evoluzione.

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