Saper ricompensare

Il capo deve saper elogiare, deve saper ricompensare. E’ un’arte estremamente difficile perché occorre distinguere i più meritevoli da quelli che si presentano meglio, i conformisti, gli ipocriti che lusigano la vanità dei superiori. Il capo non deve mai dimenticare che la sua organizzazione, anche la migliore, è pur sempre formata da persone vanitose e ambiziose a cui importa solo il proprio successo personale, solo il proprio interesse. Che nella sua organizzazione molti dicono di si per opportunismo e che altri sono meschini, avari e danno il meno possibile. Che tutti quelli che si danno del tu e si trattano come amici sono spesso fra loro concorrenti, con rancori, vendette. Che ci sono cricche, manovre politiche, cordate la successo. Quindi prima di fare un elogio o di dare una ricompensa deve domandarsi se è obbiettivo, se non cede a qualche debolezza.
Il capo che ha avuto successo non può mai ricompensare tutti coloro che lo hanno aiutato. Però può perlomeno dimostrare loro un minimo di riconoscenza, questi rapporti personali sono importantissimi anche nelle imprese. Ogni individuo vuol essere considerato per se stesso. Per questo il capo, fin dove è possibile, deve conoscere i suoi dipendenti, o perlomeno, rivolgersi a loro, ricordare il loro nome e informarsi su cosa fanno, intrattenere, sia pure per pochi minuti, un rapporto umano.
Ma come deve saper elogiare e ricompensare, il capo deve saper anche rimproverare e punire. E non solo chi sbaglia sul piano economico, non solo chi non raggiunge gli obbiettivi, ma anche chi si comporta moralmente male con i colleghi, i dipendenti, i fornitori, i clienti. Se l’istituzione deve essere una comunità morale, la gente deve sentire che esiste anche un giudizio morale, una riprovazione morale collettiva dei comportamenti degli individui che sbagliano. Che nessuno può ingannare, mentire, truffare, complottare, caluniare impunemente perché tutti lo giudicano e un giorno ne dovrà rispondere. Oggi, ne sono convinto, troppo spesso tutto questo viene trascurato. Esistono troppi capi che, per primi, danno il cattivo esempio autorizzando così i loro dipendenti a comportarsi nello stesso modo.

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