Nessuno senza

Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. Rm12,5
Sulla via di Damasco Paolo ha conosciuto Cristo formante un tutt’uno con i credenti in lui.
Usando l’anologia del corpo, egli sottolinea soprattutto la sinergia soprattutto la sinergia tra tutte la membra: traendo dal capo – Cristo- la vitalità e il principio dell’unità, esse sono tra di loro in stretta relazione di servizio, sottomettendosi le une alle altre. Molte funzioni, un vantaggio comune. L’Apostolo invita perciò a prendere coscienza di questa mistica realtà per saper vivere gli uni per gli altri. Nella nostra vita quotidiana la cooperazione dovrebbe verificarsi a tutti i livelli, poiché nessuno può vivere senza gli altri. E’ assurdo, pertanto, mettersi in opposizione con chi fa un tutt’uno con noi. Tale assurdità si verifica però continuamente e costituisce la causa di tutte le tensioni, le rivalità, le guerre di cui ci danno notizia i mezzi di comunicazione sociale. Ci rendiamo conto che senza una visione anche soprannaturale della vita, l’umanità si autodistrugge, ma siamo ancora lontani dal sentirci “membra gli uni degli altri” in Cristo. Non cediamo tuttavia al pessimismo. A noi è chiesto di impegnarci con costanza a fare comunione, poiché crediamo che l’ultima parola della storia sarà l’Amore e Dio tutto in tutti.

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