Conferenza A.M.I.C.I., 28-3-2009

Sono partito alla volta di Milano, per assistere alla conferenza di Amici, come il solito ogni circa sei mesi, e come al solito parto molto prima del previsto, giusto per fare qualche giro nei pressi del Duomo di Milano e fare qualche acquisto, se possibile, in una giornata molto nuvolosa.

Arrivato in piazza, con mia sorpresa trovo le preparazioni per la Stramilano, un mucchio di gente si accalca vicino a delle transenne, mi avvicino per vedere cosa stessero facendo e noto che prendono delle sacche di stoffa con dentro dei biscotti e un succo, siccome li buttavano e poi il sacco è sempre buono ho visto di prenderne più che potevo, riempito bene la bisaccia posso partire per per il mio giro, i punti sono i soliti, gira e rigira compro un libro anche se abbastanza caro per quello che è, ma non fa niente, il prossimo giro lo farò forse a fine luglio, per le ferie.

Cosi il tempo corre e arriva il tempo di avvicinarsi vicino alla sede dell’incontro, Casa Ildefonso Schuster, arrivando per primo ne approfitto per parlare con le persone che arrivano, anche se non le conosco, sentendo altre esperienze e convivenza con le nostre malattie, fino a quando non arriva il mio gruppo di Bergamo, e subito mi avvicino a loro, ma non avevano ancora mangiato, e li accompagno a un ristorante li vicino, loro mangiano, io no, avevo soppresso lo stimolo, anche se avevo gia mangiato una piccolissima merendina, niente altro, quei momenti per me sono stati belli, rivedevo quelle persone dopo molto tempo e la cosa mi faceva molto piacere, parlado di piccoli argomenti frammentati, quasi se cercassi di trovare un contatto con loro, poi ci siamo avviati alla conferenza.

Quando siamo arrivati era già cominciata, il primo argomento di solito è sempre di carattere burocratico e informativo, le cose più impotranti che ho percepito e ricordo è quello della volontà dell’associazione di unificare le varie forze regionali, creando un’unica Associazione Italiana, in modo da avere più forza verso le istituzioni nell’ottenimento delle richieste per i pazienti, l’altra cose era che è stata rinnovata la volontà da parte delle istituzioni di aumentare in corredo di prestazioni esenti, cosa che era stata messa in moto dal governo precedente, poi bloccato da quello attuale, in fine approvato di nuovo.

Il primo intervento si intitolava, “Le neoplasie intestinali nelle M.I.C.I.: le dimensioni reali del problema”, relazionato da un chirurgo del Sacco, quello che ha detto è stato molto interessante, anche se l’argomento comporta per sua natura una certa pesantezza, comunque ascolto con molta attenzione, e a quanto ha detto le displasie come si diceva, sono tessuti precancerosi che di solito devono essere trattati con molta attenzione, esistono dei protocolli che danno delle guide linea da seguire e a questi i medici si attengono, cose già studiate e verificate con l’esperienza reale, dunque, le persone che si presentano da lui con delle dispalsie di solito hanno storie che non sono legate alle Mici, solo il cinque per cento di loro ha una storia legata con le Mici, ma ci sono delle differenze sostanziali nel trattamento del paziente, prima di tutto dobbiamo considerare il limite del prelievo del tessuto da analizzare, non sempre è sufficente o da un quadro completo della situazione, per sua natura, ma un piccolo dettaglio potrebbe essere solo il particolare di una cosa molto più ampia, per questo motivo, se il risultato è positivo bisogna trattare il paziente con molta attenzione; le dispalasie si dividono in due categorie, lente o veloci, alla trasformazione in neoplasia o metastasi, le altre due differenziazioni di queste è nel soggetto in questione, se il paziente è Ibd oppure no, facciamo qualche esempio: se un paziente si sottopone all’esame e non vengono riscontrate dispalsie, viene mandato a casa tranquillamente, con il consiglio di eventualmente ripetere l’esame più avanti; se vengono trovate in persone che nella loro vita non hanno una storia di Mici, allora vengono sottoposti a un programma di sorveglianza, ma senza molta fretta, perche si sono accorti che in quei soggetti le neoplasie si sviluppano molto lentamente e con tappe molto precise, forse più rapide nelle displasie veloci; se la stessa cosa viene riscontrata in pazienti Ibd, le cose sono più complicate, perché in questi soggetti le displasie tendono a saltare le fasi conosiute, arrivando improvvisamente a neoplasie o a metastasi, quindi nei soggetti con dispalsie lente si dovranno sottoporre agli esami almeno ogni sei mesi, per vedere se sono diventate o meno veloci, se sono veloci si devono sottoporre all’intervento preventivo, di colonchectomia.

Sicuramente l’argomento è pesante, ma almeno spiega chiaramente perché i pazienti Ibd, come me si devono sottoporre a esami molto fastidiosi, anche se possono salvarti la vita.

Oggi le tecniche d’intervento sono molto migliorate, rispetto a qualche anno fa, fermo restando che il concetto dell’intervento è sempre quello, le cose che stanno cambiando sono la tecnica e gli stumenti, un tempo si svolgeva tutto con il classico taglio lungo tutto l’addome, oggi si tende a usare la tecica della laparoscopia, che richiede personale addestrato e preparato, e in questo momento è ancora in fare di studio la tecnica robotica, ma è ancora troppo giovane come pratica, forse più avanti, comunque, queste due nuove tecniche consentono un’impatto minore sul paziente e una convalescenza più veloce.

Il secondo relatore parlava dei problemi articolari nelle Mici, argomento di second’ordine, quindi non dirò altro.

Poi lentamente siamo tornati a casa, ridendo e scherzando, ma questa volta ho capito veramente per quale motivo mi devo presentare allo svolgimento degli esami.

Ci salutiamo e con i miei amici ci diamo appuntamento agli incontri di Auto-aiuto, quando è possibile.

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