Antonia Arslan

Oggi 8 Marzo si è svolto il primo incontro di “Pomeriggi d’Autore, Profumi letterari”, quinta edizione.

La sala era meno adornata dell’anno scorso, meno tavoli anzi quasi niente, ma molte più sedie, cosa che poi si è rivelata molto utile, perché l’affluenza alla sala è stata molto più alta del solito, buon segno.

Dopo la solita intervista privata che fanno, l’Autrice, il consulente letterario e una esperta, si sono presentati in sala.

Antonia Arslam, una signora di una certa età attende i convenevoli degli organizzatori, comincia a parlare, laureata in archeologia e stata professore di letteratura italiana moderna e contemporanea all’università di Padova, è stata autrice di molti saggi pionieristici sulla narrativa popolare, il suo primo romanzo è “La Masseria delle allodole”, volume che poi si collega e continua con il suo ultimo libro, “La strada di Smirne”.

Per organizzare l’incontro con questa autrice, ci sono stati due anni di trattative, per non so quale motivo, ma poi alla fine sono riusciti a portarla tra noi, tra l’altro questo è il primissimo incontro per presentare il suo volume, questa è un’anteprima.

Il consulente letterario sempre attento nell’apprezzare i bravi scrittori, ha confessato di essere stato rapito dal suo ultimo lavoro, tanto da averlo letto in una notte, tanto i personaggi si susseguivano e si incrociavano in quel modo coinvolgente.

Prima di commentare il suo ultimo libro, lo introducono parlando del suo primo lavoro, “La Masseria delle allodole”, cosa che tra l’altro ha ispirato un’ film.

L’argomento di questi due libri si ambienta nel 1913, il genocidio di Armenia, che segnò una svolta epocale in Birmania, come se fosse stata la deportazione degli Ebrei al tempo del 1945, quello della Birmania fù il primo genocidio d’Europa, prima del genocidio, in Birmania si viveva una esistenza buona e vivibile, molto meglio di molte altre nazioni europee, con l’avvento dei Turchi, si rompe questo equilibrio e le cose si sfasciano, ancora oggi i Turchi rinnegano gli Armeni, e ancora oggi le condizioni degli Armeni sono pessime, le condizioni sono più pesanti all’interno della Turchia; ancora oggi è radicata la tradizione orale nel trasmettere le esperienze, informazioni e eventi storici.

Per mettere insieme le informazioni per scrivere questi libri ha impiegato molto tempo, ma grazie a un poeta Armeno che ha stimolato le sue origini e una sua amica stufa di continuare a sentire le sue storie, ha deciso di scrivere questi due libri.

In alcuni frammenti del dialogo dei presenti, viene ricordato che nel genocidio succedeva che venivano uccisi i maschi, mentre le femmine erano estradate in un altro paese, cosi qualche ragazzo o bambino veniva fatto passare per femmina, con i dovuti travestimenti, costretti a camminare per mesi, accompagnati dalla fame e dalla sete, mangiavano di tutto per sopravvivere anche lo sterco.

Poi sono cominciate le domande del pubblico, tutte domande di carattere storico sul genocidio.

Alla fine non cela facevo più e sono andato via poco prima che finisse l’incontro, già con l’idea di ripresentarmi la prossima volta.

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