La meta

….Ercole si sedette due posti più in la della signora e Adele alla sedia di fronte a loro, Virgilio era appoggiato alla spalliera della sedia di Adele, Ercole teneva l’asta sella sua flebo con due mani, e appoggiava i piedi sui raggi delle cinque ruote, che permettevano di spostare l’asta con facilità, poi la signora comincio il suo racconto.

“Mio marito ha sempre avuto una vita forte e sana, abbiamo fatto cinquant’anni di matrimonio e ci siamo sempre dati da fare, lavoro, figli, genitori, fino a quando il buon Dio ha permesso di lasciarceli, lavoro, duro lavoro, ma niente lui era sempre stato sano, non una influenza, un raffreddore, sempre in forza, ma ogni tanto mi diceva, sai cara ho quasi timore di andare in pensione, mi hanno detto che è l’anticamera, mi sentirei inutile, che senso avrebbe fare quella vita, seduto in una panchina o a giocare a bocce, io sono ancora giovane, mi diceva, sono ancora in gamba, ho ancora tanto da fare, non voglio essere un pensionato seduto alla panchina, cosi, ogni tanto usciva con queste frasi e io cercavo di sviare il discorso, per un certo periodo sembrava non pensava a quelle cose, ma ogni tanto ci cascava, non capivo perché diceva queste cose, anche perché avevamo messo in programma molti viaggi da fare appena fosse stato in pensione, dovevamo visitare molti parenti, vicini e lontani, questo volevamo fare, e mentre il giorno della sua pensione si avvicinava, aveva sempre di più la voglia di viaggiare e fare tutte quelle cose che non avevamo potuto fare prima, per molti motivi, il giorno del suo pensionamento fu memorabile, abbiamo fatto festa, sia in compagnia, che da soli, eravamo molto contenti, anche io lo ero, finalmente avevo mio marito tutto per me, i nostri figli si erano sistemati e quindi eravamo completamente liberi, resta di fatto che due settimane di pensione, cominciò ad accusare un leggero fastidio alla spalla, niente di serio, avevamo pensato fosse stato un colpo di freddo, anche lui sottovalutava questo piccolo dolore, passa, ritorna più forte, strano, andiamo dal medico di base, mi disse: Signora lo porti subito al pronto soccorso, visto che era molto convinto e deciso, andammo, anche li appena lo videro, qualche semplice esame, poi l’immediato ricovero, nel reparto tutto fu un veloce susseguirsi di eventi, gli esami, la diagnosi, l’intervento e la convalescenza, in poco tempo sono andati in fumo i nostri sogni, tutto, ora non sarà più come volevamo, tutto è cambiato, per lui l’infarto è stato un duro colpo, ma pensa te come è strana la vita”, la signora quasi accennava un pianto, ma riuscì a trattenersi, ma loro tre non aggiunsero altro, solo Virgilio riuscì a trovare le parole giuste per fargli coraggio, la salutarono e ripercorsero il corridoio, ritornando nella stanza di Ercole.

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