Siamo tutti farisei?

Chi è un fariseo? È colui che fa mostra delle proprie qualità ( e fin qui non ci sarebbe troppo male, tranne fosse un’ po’ di vanagloria ) ma questa mostra viene fatta allo scopo di impressionare gli altri e, soprattutto, col fine di farli sentire inferiori.

Se io mi sento superiore a te, non posso fare a meno di comportarmi di conseguenza, con lo scopo recondito ( o non ) di fartelo notare. Se penso di essere più intelligente di te, troverò sempre l’occasione di far sfoggio della mia qualità mettendo in risalto, di conseguenza, la tua “stupidità”. Se mi sento più buono, più generoso di te, ci sarà sempre il modo per farti sentire meno virtuoso, meno magnanimo del sottoscritto.

Se la tua donna si considera una donna perfetta, onesta, lavoratrice, fedele, parsimoniosa, probabilmente lo è.

Sarebbe splendido, però, se non usasse queste sue virtù per criticare più o meno velatamente i tuoi difetti.

“Guarda quanto lavoro io!”. Significa: “Tu te la prendi comoda!”.

“Se non ci fossi io a fare economia, in questa casa!”, è una frecciata che significa: “Tu hai le mani bucate!”.

Chi, specialmente nella vita sentimentale, è senza peccato, scagli la prima pietra!.

Senza arrivare al punto del fariseismo vero e proprio, un’ po’ tutti dovremmo fare un piccolo esame di coscienza e rivedere i nostri atteggiamenti nei riguardi degli altri, e specialmente dei nostri familiari.

Se ci sforziamo di avere un po’ più di comprensione verso gli altri, troveremo sicuramente delle ragioni, più o meno valide, però reali, che in certo qual modo giustificano quel loro comportamento che noi disapproviamo.

Chiediamo poi: “Sono io veramente cosi perfetto da non meritarmi il più piccolo appunto?”.

È provabile che, se non veniamo apertamente criticati, questo è dovuto al fatto che l’altra persona è più paziente e comprensiva di noi, e preferisce passare sopra a molte cosa per amore di pace.

Riflettete su ciò è importante per migliorare la qualità della nostra vita, per incentivare l’armonia familiare che sembra sempre più in pericolo a causa dei troppi “Io, io, io” che ci stanno sempre sulla bocca. Diamo un po’ di credito anche agli altri, perché essi pure sono creature umane, come noi.

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