Tedesco, cinema

Sviluppo storico del cinema in Germania
Nel periodo antecedente la prima guerra mondiale, la Germania conobbe una fiorente industria cinematografica la cui produzione era incentrata, in particolare, sul genere fantastico. Paul Wegener, famoso attore teatrale, produsse, diresse e sceneggiò una serie di lungometraggi basati su temi tratti dalla letteratura fantastica del XIX secolo, tra cui Lo studente di Praga (1913) e Il Golem (1914). Dopo il primo conflitto mondiale si affermò Ernst Lubitsch, il quale, se da un lato assimilò la lezione americana nello stile della commedia e del dramma, dall’altro utilizzò tecniche derivate dalle ricerche sul disegno grafico, allora molto avanzate in Germania (La bambola di carne, 1919). Lubitsch, soprattutto dopo il suo trasferimento a Hollywood, divenne un maestro nel genere della commedia, dirigendo capolavori come Il principe consorte (1929) e, dopo l’avvento del sonoro, Ninotchka (1939). Il cinema tedesco degli anni Venti, come del resto anche il teatro, risente molto dell’espressionismo: tra i film più emblematici del periodo vi fu Il gabinetto del dottor Caligari (1920) di Robert Wiene. Importanti registi caratterizzarono questo periodo della cinematografia tedesca: Friedrich Wilhelm Murnau, Fritz Lang, Georg Wilhelm Pabst e Ewald Andreas Dupont, tutti accomunati dalla scelta espressionista, anche se ognuno viene contraddistinto da peculiari tratti che rivendicano uno stile personale. Per quanto concerne le pellicole di minore qualità, la produzione dell’epoca del muto era costituita dalla stessa mescolanza di stili e generi rintracciabile negli altri paesi europei e subì lo stesso processo di consapevole “americanizzazione” accettato dalle cinematografie britannica e francese alla fine degli anni Venti.
Nel 1926, l’UFA, la più grande società di produzione cinematografica tedesca, venne a trovarsi in difficoltà economiche a causa di ingenti perdite, provocate in parte dagli elevati costi di produzione di film come L’ultima risata (1924) e Faust (1926) di Murnau, e Metropolis (1926) di Fritz Lang. La società si fuse con le divisioni tedesche della Paramount e della MGM e in seguito ne assunse il controllo il finanziere Alfred Hugenburg.
Il cinema sonoro tedesco

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