Siamo perfetti e non lo sappiamo

Quando pensiamo ai santi, alle persone eccezionalmente evolute dal punto di vista spirituale, ci viene spontaneo immaginarle come degli esseri superiori, al di fuori della natura umana. Siamo abituati a considerare l’umano come imperfetto per cui ciò che appare essersi elevato a un livello superiore perde quasi le caratteristiche che distinguono noi uomini e donne normali.
L’intuizione ci dice che questo non è vero. L’illuminazione e la santità o il misticismo sono delle qualità del tutto umane, anzi sono proprio ciò che contraddistingue l’uomo, quale creatura di origine divina, e lo rende superiore a ogni altro elemento della creazione.
Siamo stati creati tutti perfetti e, in potenza, lo siamo realmente. Il fatto è che non lo sappiamo, o non ce ne rendiamo conto.
Non abbiamo ancora affinato la capacità di percepire questa nostra perfezione intrinseca perché abbiamo dimenticato la combinazione per aprire la cassaforte del nostro spirito. All’interno di essa si trova tutto quanto abbisogniamo per essere ciò che in potenza siamo già. Come il bocciolo racchiude in sé il fiore perfettamente sbocciato, che ha raggiunto cioè la piena maturazione, anche noi – pur perfetti al nostro stato attuale di “boccioli” – abbiamo però bisogno di perseguire nel nostro cammino di manifestazione totale. La combinazione segreta per aprire la nostra cassaforte spirituale è il “risveglio”. E’ un’altra definizione di “consapevolezza”. Diventare consapevoli ed essere illuminati è la stessa cosa. E’ un tutto unico, in cui l’uno è conseguenza dell’altro e viceversa. E’ un “avvenire” contemporaneo e permanente. Finché dormo, non mi rendo conto di stare dormendo, né ho nozione del significato di veglia. I miei sensi sono assopiti, e vivo una vita onirica che – al momento – mi sembra l’unica reale. Nell’attimo in cui mi sveglio, però, mi rendo automaticamente conto di aver dormito e i sensi risvegliati mi mettono a contatto con la vita “reale”. Ora, a livello spirituale, proseguendo il nostro cammino di elevazione, vediamo che questa vita “reale” è come un sogno anch’essa, rispetto al gradino superiore. Quello del risveglio spirituale. Apriamo perciò gli “occhi” della nostra anima e mettiamoci in stato ricettivo. Non più atteggiamenti tipicamente umani quali l’impazienza, la rabbia, il risentimento, l’antipatia, che bloccano il flusso dell’energia divina, ma stati d’animo di pace, di amore, di buona volontà che ci faranno ricordare la combinazione che avremo dimenticato.

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