Il piccolo voto

Ormai il tempo in cui mio padre doveva tornare a casa si stava avvicinando, e anche io mi stavo stancando a fare tutti quei chilometri con la macchina, orma la sua dimissione era vicina.
Durante il soggiorno in quel reparto la visione della zona era molto buona, dal sesto piano si poteva vedere molto lontano, e la cosa che più si notano sono i campanili, che svettano sopra i tetti delle casa, e proprio dalle due vetrate, quella del corridoio e quella della stanza dove dormiva mio padre potevo vedere, da una parte l’alto campanile del grande paese dalla grande T, e dall’altra parte, quasi nascosta da una grande chioma di un’ albero, si vede l’enorme cupolone del famosissimo Santuario, nel paese dove il suo nome ricorda un famosissimo pittore dei tempi andati, che comincia con la C, comunque in quel luogo ricordavo l’enorme vasca con dentro enormi carpe e trote, mica pappa e fichi, e cosi mi sono ripromesso che appena mio padre sarebbe tornato a casa, la domenica successiva sarei andato in quel luogo e avrei sentito la messa come ringraziamento e avrei comprato degli oggetti promemoria per mio padre e altre cose.
Appena sarebbe tornato a casa.

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