La notte

Appena arrivato al reparto di mio padre, guardo l’orologio e vedo che sono l’una di notte, vedo anche che la sdraio fornita dagli infermieri era ancora li e che per il momento non dovevo fare altro che sedermi e aspettare, avviso mio padre di essere arrivato e poi lo lascio dormire; cerco di riposare, ma stranamente non avevo sonno, la testa la sentivo leggera, ma tutto questo non aveva importanza, ero molto preoccupato e il resto non contava, nella stanza c’erano altri tre letti, due persone dormivano e l’altro si alzava spesso, i medici giravano e gli infermieri erano presenti, ogni tanto quando mio padre era sveglio gli facevano qualche domanda per vedere se ricordava qualche cosa e il grado della sua coscienza, visto quello che aveva avuto era molto comprensibile il loro atteggiamento, comunque dovevo attendere, e se possibile riposare, cosa che ho fatto molto poco in tutta la notte, anche perché in quella stanza faceva molto freddo, non tanto nella stanza, ma nella corsia, una corrente mica da ridere, e pensare che mio padre aveva addosso solo il lenzuolo.

In questo periodo non ho notato molte cose particolari, e la notte lentamente passò, quando cominciò l’alba mi svegliai definitamene.

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