Incanto

Poco tempo fa ero dal mio maestro di Go e tra le varie cose mi ha rifilato un libricino, dicendomi che questo scrittore scriveva come scrivo io, questo scrittore non lo conoscevo, ma poi mi sono ricordato di averlo visto da qualche parte, portato a casa comincio a leggerlo, arrivato a metà mi ero reso conto che quello che diceva meritava un’ attenzione particolare, cosi ho finito le cose che avevo lasciato sospese, poi l’ ho ricominciato, prendendo appunti dettagliati, e cosi avevo scritto quasi dieci fogli, quando alla fine ho avuto una sorpresa….

“Il malessere è dovuto spesso alla perdita di contatto con il contatto della vita”.

“Spesso vicino a noi, nascosta dietro l’angolo, c’è una creatura che ci protegge”.

Con queste due frasi veniva aperto il primo capitolo.

La storia sembra incredibile, ma spesso le storie strane nascondono una grande verità.

Il luogo del racconto è Pietrapana, la protagonista si chiama Mariarosa di venticinque anni, una bella donna ma  già provata dal divorzio, e per questo soffre di una profonda depressione, passando momenti bui, anche se cercava consiglio non riusciva ad uscirne, tutto quello che cercava di fare si disperdeva, lentamente si staccava dalla realtà, aveva i classici sintomi della depressione, malattia che era nata da un grande dispiacere o da una grande sensibilità.

Mariarosa non conosce la felicità e ripercorre tutta la sua infanzia, in modo particolare quanto ha percepito dalla vicenda dei suoi genitori, e proprio a quella situazione lega la causa della sua depressione.

Mentre l’autore racconta la storia di Mariarosa, lo scrittore sottobanco passa le massime, come: passeremo molto tempo con noi stessi, e per questo dobbiamo rispettarci molto di più.

Mariarosa essendo depressa non riesce a mettere in pratica i consigli che gli danno, cosa del tutto comprensibile per chi soffre di quella malattia.

Toccato il fondo Mariarosa reagisce e si accosta al crocefisso, e la cosa più semplice da fare è pregare; uscita dalla chiesa incontra un cane che con la coda e tutto il corpo gli fece segno di seguirla, senza farsi troppe domande lo fece, la portò fuori dal paese, fino a che non gli venne incontro un’ uomo che la stava aspettando.

Il contadino Luigi ascolta la ragazza e lei si chiede come mai lo abbia incontrato, un’ uomo anziano che non aveva conosciuto solo di vista.

Dopo che Mariarosa raccontò tutta la sua storia, Luigi gli promette che gli mostrerà il suo stile di vita e l’amore per i libri, la sua unica compagnia.

Anche Luigi aveva avuto un dispiacere, vedovo, sente ancora vicina l’anima di sua moglie e con il suo amore ogni cosa gli sembra stupenda, mostrando una grande sensibilità e restando attaccato alla sua terra.

Ogni avvenimento per Luigi era un dono, anche le piccole cose.

Si siedono sotto un’ albero e Luigi gli spiega che la vita è fatta di momenti e bisogna essere felici di quelli, nella vita non siamo mai soli, ma il ricordo della persona che ci ha lasciato o abbiamo perso è molto più forte di prima, la vera felicità dell’uomo è la speranza.

Luigi prende il suo vecchio quaderno dove ha riposto tutti i suoi pensieri e lo mostra a Mariarosa.

Poi continua con le sue spiegazioni: ogni giorno per noi è molto prezioso a non possiamo buttare via un solo minuto, perché ci è stato regalato, ogni giorno è un vero e proprio miracolo.

“A volte ci sembra di essere su una barca che naviga senza sapere verso quale posto si dirige”.

Dopo che Luigi gli ha raccontato quelle cose , Mariarosa trova il coraggio di raccontarsi, e gli racconta la sua malattia, Luigi ascolta e immedesimandosi in quelle parole, ribatte le sue affermazioni, confermando l’ esistenza di Dio e affermando che lei non doveva dargli la colpa di quello che gli era successo, ma tutto era solo la conseguenza di comportamenti sbagliati, inseguendo i propri interessi senza rendersi conto del valore delle persone che ci stanno vicino.

Anche Luigi era una persona chiusa, ma grazie a sua moglie Emma è diventato più socievole, grazie al suo incontro.

L’ ambiente dove si svolge la storia, in campagna, aiuta a rilassare e distendere gli animi.

Zitto, zitto, l’ autore rimanda l’ attenzione su due libri per lui molto importanti, la Bibbia(guarda caso!) e Pinocchio di Carlo Collodi.

Ogni tanto l’ autore molla la presa, lasciandosi trasportare dal racconto, ma appena il lettore si è rilassato un’ attimo, gli svela un’ altra massima: ricordati che i ciechi non sono quelli che non possono vedere, ma quelli che non vogliono vedere.

Andando avanti con la storia e conoscendo i personaggi, mi sembra di capire che anche Luigi ha sofferto di depressione, ma ne è uscito, grazie all’ aiuto di sua moglie, e ora può aiutare Mariarosa.

Con il passare del tempo, l’amore e la pietà verso gli altri aumenta e le cose materiali cominciano a perdere di valore, dando l’importanza dovuta alla gratitudine, l’unica forza che ci salva dal declino.

A un certo punto Mariarosa si sente dentro un’ incanto, ma come è possibile che mi trovo vicino a questo e ascoltare queste storie?quello che dice mi appartiene, ma come fa?lui è un contadino e un forte lettore, sarà amore tramandato da suo nonno.

Lentamente Mariarosa prende coscienza che le parole di Luigi cominciano ad avere il loro effetto, cosa che anche lo scrittore spera verso il lettore.

“Tu sei felice e non sai di esserlo”, questa è la frase che viene ripetuta più volte.

Un’ altro consiglio Luigi da a Mariarosa, “Devi avere rispetto della tua persona, e quando ti accorgi di lasciare la via maestra, correggiti, altrimenti perderai ogni riferimento”.

Mariarosa, ancora una volta, si rende conto di quanto gli fa bene avere incontrato Luigi.

Luigi invita Mariarosa ad amare quello che fa, e di rendere la sua vita più semplice, apprezzando le piccole cose.

A un certo punto lo scrittore parla in prima persona e conferma in tutto quello che ha fatto dire ai due personaggi.

Più passa il tempo e vanno avanti con gli insegnamenti di Luigi, Mariarosa ascolta e impara con grande avidità.

Luigi prima di esprimere il contatto di vita che vuole spiegare, prima illustra un breve aneddoto, in modo da preparare sia Mariarosa, che il lettore, a capire meglio il concetto.

La nostra vita è nelle nostre mani, solo noi possiamo liberarla o schiacciarla.

Non è necessario darsi tanto affanno per cercare la felicità, basta attendere e se deve arrivare, arriva a suo tempo.

Sempre di più Mariarosa si rende conto che quell’ incontro ”incantato” è utile per lei e ringrazia, ma Luigi la avverte, per finire il lavoro lei deve metterci molta volontà, se no tutto passa, anche l’incanto.

Ora cominciano a trattare la fede, passo obbligato di molti uomini.

“Molte vicende nascono dall’ amore.

Per cogliere questo bisogno bisogna essere in armonia con ciò che pensiamo”.

Spesso molti avvenimenti non ci sono chiari, anche nelle Sacre Scritture ci sono molte contraddizioni, ma in modo particolare lo sono gli uomini, anche se credono di avere la verità in pugno, pensano di essere onesti, invece si raccontano le bugie da soli, credono di essere indispensabili, invece non contano nulla, pensano che tutto è come sempre, invece tutto è cambiato e non vogliono rendersene conto, vogliono essere sempre giovani ma non lo sono più.

Dobbiamo cominciare a vivere la nostra vita, camminare con le nostre gambe e essere responsabili di quello che facciamo, perché noi siamo quello che pensiamo e il male non giunge sempre per distruggere, tutto questo avviene perché non siamo abituati a guardarci dentro, e le nostre emozioni ci vogliono dire sempre qualche cosa, nulla nella vita capita per caso.

A un certo punto racconta di un uomo che cerca la felicità, ma per essere felici bisogna fare le scelte giuste.

Mariarosa ha notato che da quando si è ammalata ha perso molti amici e chiede a Luigi cosa sia la vera amicizia:”I veri amici sono quelli che senza chiederti niente, ti danno tutto quello che possono, si trovano tra le persone umili che ti rimangono fedeli, sia nel bello, che nel cattivo tempo, non ti cercano per interesse e ti seguono sempre; la maggior parte delle persone sono cattive, parlano male degli altri e montano in superbia e arroganza, ma queste cose fanno sempre male a chi ne fa uso, le persone che provano piacere a fare male sono tante e si trovano in tutto il mondo.

Gli amici veramente fedeli sono gli animali!”.

Dopo aver spiegato qualche aneddoto sulla morte, aggiunge qualche pensiero:”Se pensi che la tua vita sia un fallimento, prima o poi tutto ciò accadrà veramente.

Bisogna adottare un’ atteggiamento entusiasta anche nel fare le cose più semplici.

Bisogna imparare a far guidare la nostra vita dal cielo e tutto lentamente cambierà”.

Oggi con tutte le informazioni che abbiamo dobbiamo imparare a stupirci dell’ ignoto, solo così possiamo sognare.

Mariarosa comincia a pensare su come abbia fatto Luigi a imparare tutte queste cose, Luigi risponde: ”le ho imparate dai libri e dalla meditazione, cosa che puoi fare anche tu”, tornando ancora sui libri, “la lettura mi ha fatto conoscere il mondo e le persone”.

Questa volta Mariarosa gli chiede cosa sia il futuro e Luigi risponde: “Se noi ci guardiamo indietro e vediamo le pietre miliari della nostra vita, allora tutto diverrà pesante, ma se nel futuro non abbiamo aspettative, tutto andrà meglio, perché il nostro disegno non è uguale a quello che vogliamo.

Se desideriamo qualche cosa, spesso non arriva, chi desidera non vuole, tutto diventa più facile se quando vogliamo una cosa non ci pensiamo, pensiamo troppo e per questo non siamo felici.

La grande avventura della nostra vita è quella di conoscere noi stessi.

L’ uomo è come una canna al vento e la sua dignità sta nella sua capacità di piegarsi, riflettere e pensare”.

A questo punto Mariarosa, contenta di aver incontrato Luigi e stupita dai suoi insegnamenti gli chiede cosa possa fare per guarire dalla sua malattia, dalla depressione, Luigi come al solito risponde subito: “Impegnati seriamente in qualche cosa, se le cose ti sono andate male è perché ti sei rassegnata, se cominci ad assumere un’ atteggiamento positivo e cerchi di rendere felici gli altri, il bene che dai ritorna moltiplicato”.

Mariarosa aggiunse, “noi uomini viviamo in constante contraddizione, da bambini vogliamo diventare grandi e da grandi vogliamo tornare adolescenti, ci comportiamo come se non dovessimo mai morire per poi accorgerci che non abbiamo mai imparato a vivere, ci preoccupiamo del futuro dimenticando il presente”, “hai ragione Mariarosa, ci roviniamo la salute lavorando e poi spendiamo un sacco di soldi per acquistarla. La vera ricchezza non sta in ciò che possediamo, ma nella nostra bontà d’ animo. La virtù dell’ uomo ricco sta nel saper dare, la dignità del povero in quella di non chiedere”.

Mariarosa chiede a Luigi perché gli insegna tutto questo, a lei che ha appena conosciuto, casualmente?, “la cosa che mi spinge a fare tutto questo è il cuore, non bisogna tenere gelosamente dentro di noi le cose belle, è giusto farle conoscere agli altri, per provare la gioia del dare, aiutando chi ha bisogno facciamo del bene a noi stessi, e il nostro stato emotivo migliora, da tristi si può diventare felici.

Un’altra cosa volevo dirti, di solito in molte occasioni, per convenienza, simpatia, costrizione o falsità, diciamo di si, questa è la maniera peggiore per mettere in nostra personalità scadente, dobbiamo avere il coraggio di dire di no!solo cosi non avremo rimpianti e saremo orgogliosi della nostra scelta”.

Sotto l’albero delle mele il tempo passa tranquillo, mentre la ragazza incalza il contadino di domande, lei voleva conoscere tutto dalla vita.

Ogni tanto il contadino apre il suo quaderno, dove ha riposto i suoi pensieri più importanti e quelli di altri, sulla vita, per donarli alle generazioni future.

Finalmente è arrivato il momento che Mariarosa comincia il percorso per la guarigione dalla depressione, cosa che gli aveva fatto perdere il contatto con la realtà della vita.

In fine sono arrivati i momenti dei saluti e dei ringraziamenti, Mariarosa si rende conto di essere stata accompagnata da Luigi in un mondo incantato e Luigi commosso la saluta e ricambia i ringraziamenti.

Tornata a casa, si sente al settimo cielo, anche i suoi genitori si accorgono che qualche cosa è cambiato, il giorno dopo tutta contenta per aver voltato pagina, compra un pacco di sigari per Luigi, ripercorre il sentiero del giorno prima, ma stranamente e con stupore si accorge che la casa del contadino era sparita, e se tutto quello che ha visto e sentito il giorno prima era solo un’ incanto?di certo resterà sempre nella sua mente.

E se tutto quello era solo la risposta di Gesù a una sua preghiera?

Aveva provato l’ incanto di un giorno in cui la sua vita era rifiorita, proprio come il pesco nel giardino di neve al quale il monaco aveva chiesto se Dio esistesse veramente.

Come puoi vedere ti ho fatto un riassunto quasi fedele di questo piccolo libro, che conta circa centoquaranta pagine, la storia è architettata bene, c’è un prima, un punto di svolta, un’ incontro e un susseguirsi di cose, i consigli sono predominanti sulla storia che è solo di contorno, serve in realtà solo per mollare un’ attimo l’incalzare dei concetti, sempre utili e veri, certo come tutte le cose che sono state dette, poi bisogna sempre vedere se una persona è in grado o riesce a farle, ma questo è competenza del lettore.

Le cose che vengono dette sono molto comprensibili e semplici, non vengono annunciati avvenimenti apocalittici, la storia è amorevole e confortevole, giusto quello che ci vuole per una persona depressa.

Secondo me i due personaggi hanno molte cose in comune con la vita dello scrittore, dico questo perché in un passaggio del racconto lui parla in prima persona, facendo sparire la figura di Mariarosa e per questo motivo penso che in realtà lui ricopriva il ruolo di quella ragazza, mentre per quello di Luigi poteva essere ricoperto benissimo da un libro “Il libro degli esempi (fiabe, parole, episodi per migliorare la propria vita)”di Pier D’Aubrigy.

La solita gabola di molti romanzi, quella della finzione, con lo scopo di dire qualche cosa d’altro.

Questo libro lo consiglio a tutti, bello e leggibile, magari prestatelo, come mi hanno prestato questa copia.

Dove è la sorpresa?

La sorpresa sta nel fatto che anche l’autore ha copiato a piene mani da un altro libro, e questo mi ha stupito abbastanza.

Volume “Incanto” di Romano Battaglia.

Buona lettura.

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