Il foglio.4-5-2008

La tecnica terapeutica

 “Le teorie della resistenza e della rimozione nell’inconscio, del significato eziologico della vita sessuale e della importanza delle esperienze infantili sono – ad avviso dello stesso Freud – i principali elementi dell’edifîcio teorico della psicoanalisi.” Per quanto poi riguarda la tecnica terapeutica, Freud si convinse, in forza delle esperienze che venivano ad accumularsi nel corso della sua esperienza, che la tecnica maggiormente adeguata fosse quella della associazione libera delle idee: l’analista fa sdraiare il paziente su di un divano, in un ambiente dove non ci sia una luce troppo intensa, in modo da porre il paziente in una situazione di rilassamento; l’analista si pone dietro al paziente e lo invita “a manifestare tutto quello che giunge al suo pensiero, quando egli rinunci a guidare il pensiero intenzionalmente”. Questa tecnica non esercita costrizioni sul malato ed è una via efficace per giungere alla scoperta della resistenza: “la scoperta della resistenza è il primo passo verso un suo superamento”. Ovviamente, perché l’analisi proceda nel giusto senso, occorre che l’analista abbia sviluppato “un’arte dell’interpretazione, il cui fruttuoso impiego, per aver successo, richiede tatto ed esperienza”. L’analista non costringe il paziente, lo guida, lo invita a lasciare via libera alle idee che gli vengono in mente, suggerisce talvolta la parola, cercando di vedere quali altre idee e sentimenti essa susciti nel paziente. E tutto viene registrato e scritto dall’analista: non solo quello che il paziente dice, ma anche le sue esitazioni, e soprattutto le sue resistenze.

 L’analista lavora, dunque, sulle libere associazioni del paziente. Ma anche sui suoi sogni, che egli interpreta al pari dei lapsus, delle dimenticanze, dei ritardi, delle associazioni immediate, insomma di tutto ciò che costituisce la “patologia della vita quotidiana”. È attraverso queste tracce e per questi sentieri che l’analista intende riportare il paziente al suo inconscio, a quegli ingorghi che hanno causato la malattia e che pongono il soggetto in stato talvolta di insopportabile sofferenza. Solo scoprendo la causa della malattia, si possono sciogliere i nodi; solo sapendo cosa è avvenuto ci si può liberare dalla sofferenza. È “la trasformazione dell’inconscio in conscio” la via della guarigione, anche se talvolta può capitare che il medico “prende le difese della malattia da lui combattuta”. Sono questi i casi “nei quali il medico stesso deve ammettere che lo sfociare di un conflitto nella nevrosi rappresenta la soluzione più innocua e socialmente più tollerabile”.

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