La casa di Ercole

Ormai era pomeriggio inoltrato e i nostri amici decisero di tornare a casa, questa volta fu Ercole che invitò Virgilio a casa sua, in questo modo avrebbero mangiato qualche cosa assieme, cosa che gli faceva molto piacere a entrambe.

Come sapete gia, loro due abitavano molto vicini, dalle parti dei dotti; sicuramente la casa di Ercole era molto più piccola di quella di Virgilio, anche se anche lui non si faceva mancare niente, anzi aveva molto più di quello che gli serviva, nella sua vita aveva accumulato un poco di cose, anche se non in modo eccessivo, solo quello che gli piaceva e di quello aveva parecchia cose, anche uguali, non gli importava se forse non l’avrebbe mai usate, la cosa che gli interessava o lo spingeva a farlo era quella che in fondo sarebbero comunque servite.

Anche lui aveva una villetta, giardino, cucina, sala, camera da letto e altre sale che usava per altre cose, non molte, quattro, in una di queste conteneva tutti i suoi oggetti preferiti, anche lui aveva una scacchiera(Ercole e Virgilio si erano conosciuti grazie a questo gioco), anche lui aveva le pietre(ma non il Goban, ancora doveva capire il gioco degli scacchi, anche se avrebbe dovuto cominciare ancora con un gioco più semplice, ma ormai l’ abitudine lo spingeva da quella parte), un piccolo computer, che non sapeva usare molto, solo quanto gli bastava, anche perché il tempo a sua disposizione era molto poco e non poteva fare tutto, libri, televisore e radio in buona quantità; comunque la casa era tenuta bene, anche se con una buona quantità di casino e disordine.

Dopo aver girato tutta la casa, decisero che era il momento di mangiare, ma Ercole aveva un impellente bisogno di andare in bagno e chiese scusa a Virgilio, cosa che accettò di buon grado; tornato era un’ attimo teso e con una grande sete cominciò a bere dell’ aranciata, in modo molto avido, la cosa finì e prepararono la cena; questa volta mangiarono l’antipasto, della pastasciutta con i gamberi, trota al forno, formaggio, insalata e frutta,dolce e caffè, certamente loro due anche a tavola gli piaceva trattarsi bene, essendo loro delle buone forchette, e per farlo impiegavano molto tempo, tutta la cena fu innaffiata da buon vino, in fine Ercole ancora si alzò di scatto e andò in bagno, tornato era ancora teso e leggermente sudato, prese subito un’ altra aranciata e la ingurgitò, al che Virgilio cominciò a insospettirsi e gli chiese: ”Ercole stai bene?”, “si, ma è da un’ pò di tempo a questa parte che continuo ad urinare in maniera esagerata, poi mi viene una grande sete e sono leggermente stanco”, “ma sei andato dal medico?”, “si sono andato e mi ha detto di non essere nervoso, ma non ci riesco!”.

Poi presero e andarono a sedersi sulla poltrona per riposarsi da quella cena esagerata, Ercole chiese a Virgilio, “ma cosa sono i fogli?”, “è semplice, i fogli sono cose che non ho scritto io e sono riuscito a leggere, cosi mi fa piacere condividerli con altre persone, sperando che possono interessare anche a loro, spero!”, “e le missive”, Virgilio non aveva mai alcun problema a spiegare le cose a Ercole, gli spiegava anche le cose più intime e Ercole faceva lo stesso con lui, ma tutto restava tra di loro, gli altri non esistevano, “le missive sono dei brevi messaggi che possono essere di carattere generale o mirato, a seconda del destinatario, e solo chi sa capisce che parlo di lui”, “e gli scrigni, gli scrigni?”, “come ti avevo detto mi sono stati dati dall’ Oracolo, e quindi non sono miei, ma di quello che ti ho detto è solo il riassunto degli insegnamenti che mi sono stati dati dall’ Oracolo”, “ma poi hai avuto un certo riscontro nella vita di quei insegnamenti?”, “si, certo, grazie a quei insegnamenti ho avuto modo di elaborarne altri tutti miei, frutto solo della mia esperienza”, “e quali sono?”, “non attendo un’ attimo a dirteli, ma devono essere spiegati, cosa che faremo con calma, i miei comandi sono questi:

comando uno “Fai agli altri quello che vorresti sia fatto a te, e se gli altri non lo fanno?”

comando due “Non giudicare”

comando tre “Non ti fidare di nessuno”

comando quattro “Non ti dimenticare mai delle persone che ti sono più care”

comando cinque “I particolari fanno la differenza”

comando sei “Se non capisci qualche cosa chiedi spiegazioni”

comando sette “Contro il gruppo non si vince”

comando otto “Ogni incontro, avvenimento e segno, ha un senso”

comando nove “Le parole e le scritture(non solo quelle sacre), dicono più cose di quanto possa sembrare”

comando dieci “Quello che succede agli altri, può succedere a chiunque”

Oltre a questi ho avuto modo di aggiungerne altri tre,

comando undici “Quello che può essere vero per uno, può non esserlo per un’ altro”

comando dodici “La verità è molto scomoda e può fare molto male”

comando bis “Dobbiamo imparare a soffrire”

Anche questi comandi devono essere spiegati perché hanno tutto un ragionamento che ho fatto lungo il cammino della mia vita”, “anche di questi insegnamenti sono interessato a ascoltare”.

Ercole come era già successo, andò di corsa in bagno e al suo ritorno bevve un’ altro bicchiere di aranciata, poi Virgilio lo salutò e andò a casa sua, ormai era arrivata l’ ora di andare a dormire, tutti e due erano molto stanchi.

Virgilio ”Caso mai hai bisogno chiamami, a qualsiasi ora del giorno o della notte”.

Poi andò via.

Tag: , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: