Il pagliaccio.

Proseguirono il percorso quando a un tratto da una siepe saltò fuori un pagliaccio,vestito con pantaloni a strisce bianche e rosse con quattro pezze sul sedere,due grosse scarpe,una rossa e l’altra verde,una giacca rossa a coda,il volto truccato,una grossa parrucca per nascondere la sua testa pelata(non perché perde i capelli)e il solito cappello a cilindro,il pagliaccio saltando,gesticolando e ridendo,si dirige verso Ercole e Virgilio,quando è li vicino,fa qualche giro in torno a loro,prendendoli in giro,Ercole era spaventato perché non sapeva come trattare queste persone,ma Virgilio le conosceva e con calma,senza aggredirlo verbalmente gli chiede:”Dimmi che cosa c’è?”,il pagliaccio per un momento si fermò e divenne di colpo serio,mostrando tutta la sua debolezza,Virgilio gli ripete la domanda,con un tono d’invito,il pagliaccio gli rispose quasi subito:”Chi ride muore!”poi riprese a gesticolare e a saltellare con grosse risate e versi,proseguendo la sua strada e allontanandosi da loro;Ercole sbalordito guardò Virgilio,e Virgilio gli rispose senza che Ercole gli chiedesse niente:”Ercole non dire niente,so a cosa pensi;ha ragione a dire cosi,la vita è molto dura e ridere è una cosa non giusta,sai di solito si ride alle spalle di altre persone,per quello che fanno o dicono,spesso il soggetto della satira è sempre un altro e spesso si pensa o dimostra di non essere conforme nella linea di pensiero comune o non capisce gli atteggiamenti e le situazioni,o i segnali che gli altri gli danno,e per questo ridono,si ridono di quella persona anche se lui vive comunque nel suo piccolo mondo e difficilmente capirebbe quello che gli altri gli vogliono fare capire,e allora nessuno dice niente alla persona interessata e si fanno tante battute e risate alle sue spalle,delle volte lo denigrano in modo pesante,pensando di essere sempre nel giusto,ma sappi che nessuno ha la verità in mano,ogni persona ha la sua,bisogna vedere la propria storia,per capire certe cose(si è vero,delle volte le figure da cioccolataio si potrebbero risparmiare,da persone che hanno quasi cinquanta anni,ma ormai a quella età non si cambia più),le proprie esperienze condizionano gli atteggiamenti che sono propri,oltre a questo non pensiamo di essere perfetti o impeccabili in tutte le situazioni,perché se vogliamo vedere,ogni persona potrebbe essere presa di mira e prima o poi mostrare un punto debole,e da quello essere oggetto di satira,da persone che si mettono le spalle al muro e quindi fanno la parte del carnefice,nascondendosi nel gruppo,ma appena quel soggetto viene messo in mezzo,non resisterebbe un minuto nei panni della vittima,non è mai giusto ridere di altri,bisogna avere l’umiltà e la pazienza,verso le persone,poi se la cosa è esagerata allora è meglio lasciare perdere il soggetto e ricominciare il proprio cammino,le situazioni non sempre lo consentono ma qualche cosa del genere è possibile;concludendo non ridere degli altri e ricordati che le persone sono molto deboli!”,”Caro Virgilio,ora ho capito meglio quella frase,e meno male che non ha detto –bisogna ridere- perché mi sarebbe venuta la voglia di mettergli le dita negli occhi,anche se poi non ne ho il coraggio”,”Ricorda non ridere mai di nessuno!Abbi rispetto di te stesso!”si vedeva che Virgilio non aveva esaurito il ragionamento e le cose che aveva da dire erano ancora molte,ma in quel momento era riuscito a dire solo quello,le occasioni per spiegarsi meglio non mancheranno.

Poi ripresero il cammino…

 

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