Lo stadio

Ercole e Virgilio entrarono in uno stadio e comodamente si misero nei loro seggiolini,a un certo punto Virgilio chiese a Ercole:”Cosa vedi?”,”Cosa vedo?Sai che sono un’ po’ cecato!Vediamo,siamo seduti in uno stadio,c’è una struttura ovale costruita attorno a un campo rettangolare,ventuno uomini corrono verso un pallone,cercano di buttarla dentro a una porta,tutte le persone che guardano gridano e esultano per la loro squadra,quando fanno gol,se la loro squadra vince sono contenti e si sentono più bravi,se perdono non sono contenti e alle prese in giro dei loro (fratelli) tifosi avversari fanno finta che del pallone non gli interessa niente,anche se ormai non ci crede nessuno”,”Si,ma andiamo più a fondo nelle cose!Spesso gli atteggiamento dell’adulto trova spiegazioni nella loro infanzia.Perché vanno sempre allo stadio,anche se perdono da decenni o è capitato che si sono picchiati cosi forte da finire all’ospedale?Il tifoso non si ricorda coscientemente,ma quando era piccolo lui si divertiva molto a giocare con il pallone e i suoi amichetti,era spensierato e si sentiva accettato per quello che era,e di questo era molto felice e appagato,si sentiva importante se riusciva a fare un bel gol o qualche bel passaggio,gridava di gioia e quel gioco gli permetteva di conoscere anche nuovi amici,poi con il passare del tempo si diventa grandi(per l’anagrafe e non sempre con la testa)e certe cose sembra di dimenticarle,ma inconsciamente non si dimentica l’effetto delle emozioni,cosi alcuni non potendo o volendo sempre praticare lo sport,decidono di andare allo stadio,li anche se non giocano fisicamente la partita,la giocano mentalmente,immedesimandosi con il suo giocatore preferito,vedendosi loro al loro posto,ogni tifoso avrebbe fatto il tiro migliore e se non riuscirebbe esalta il giocatore come suo Fenomeno,incontra altri tifosi e a forza di vedersi diventano amici,la fede alla loro squadra con il tempo diventa più radicale e in alcuni soggetti particolarmente violenti trovano l’occasione per sfogare i loro istinti(facendo più fatica a farlo nella vita reale),li credono di potere fare quello che vogliono,per una scusa banale,senza che nessuno li riconosca perché sono in mezzo al gruppo,ma le cose le fanno,per orgoglio o per stupidità i cattivi sono sempre gli altri e con questa ragione trovano ogni scusa per alzare le mani,ovviamente già hanno la testa calda,in quei momenti è un attimo perdere il controllo;ma ti sembra il modo di passare un pomeriggio con la squadra del cuore?guardare una partita e non trovarsi al fianco la morte!nessuno è più bravo se la squadra vince,tu sei sempre tu!con tutti i tuoi pregi e difetti,se addosso hai della rabbia,non scaricarla addosso agli altri,ma trasformala e utilizzala per il tuo futuro,non ti buttare via!Fai qualche cosa di buono.Forse credi che altri farebbero a botte per te?Non credo proprio sai,alla fine ognuno pensa per sé stesso e segue ai propri interessi!”.

Alla fine della partita Ercole e Virgilio andarono via,convinti più che mai che quello non era un’ ambiente che gli apparteneva,anzi!per loro il pallone è una cosa dell’altro mondo!

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