Momentaneamente, causa forza maggiore, la pubblicazione di nuovi articoli viene sospesa, per circa un mese, forse due, in attesa che le cose si sistemino, mi scuso per il vostro disagio.
Comunque sia avete già qualche cosa da leggere.
Arrivederci.
Archivio per la categoria ‘Uncategorized’
Avviso
Ottobre 16, 2009Sempre di corsa
Ottobre 2, 2009Andarono subito verso la camera di Ercole, ma arrivati videro che la porta era chiusa, non cercarono di entrare perché dai vetri offuscati si vedeva che c’era qualcuno, e dalle voci ci intuiva che non erano parenti, cosi si stupirono che anche oggi facevano le visite, Virgilio a questo punto decise cosa fare, anche se non c’era molto da fare che aspettare, cosi percorsero ancora un pezzo di corridoio e alla loro destra si aprì un piccolo varco dove c’era una stanza senza porte e delle sedie lungo tutto il muro, si misero comodi, ogni tanto Adele si alzava per vedere se la camera di Ercole si apriva, ma non si apriva, la cosa si faceva lunga, vicino a Virgilio ogni tanto gli teneva la mano nella sua, ogni tanto lo guardava e lo osservava in silenzio, Virgilio faceva finta di non capire, anche se non gli sfuggiva niente, nella stanzetta si affaccia una signora, al momento era indifferenta a loro due, e prese posto dall’altra patre del muro, rispetto ai due fidanzatini, anche lei ogni tanto si alzava per vedere se la stanza di suo marito si apriva, lei era la moglie di un vicino di letto di Ercole e ancora non si erano visti, cosi il balletto per vedere se la stanza si apriva continuava, fino a quando la signora fece un’osservazione: “Ma quanto ci mettono ad aprire?”, rispose Virgilio, “Anche noi stiamo aspettando che aprono, non sapevamo che qui facevano le visite anche di domenica”, “E si, qui le fanno sempre, con tutto quello che hanno da fare, figurati se perdono tempo la domenica, qui si corre sempre, dottori che vanno a destra e a sinistra, infermieri che sono presi più che mai, gli unici che se la prendono calma sono gli inservienti delle pulizie, anche se hanno il loro bel da fare, pensi che alcuni medici corrono cosi tanto che il loro mento arriva prima dei loro piedi, quasi cadono se non fosse che la loro velocità li tiene in piedi”, “Ma signora a forza di correre può essere che sbagliano qualche cosa”, “Potrebbe succedere, ma qui di solito sanno quello che fanno, e poi se succede qualche cosa, sono fatti del paziente, innoltrare denunce non serve a niente, qualsiasi cosa succeda”, “Andiamo bene!”, “Ma perché dove credeva di essere?, – Al ben godi! -, il paese del bello?”, “No, questo non lo pensavo, ma sa si spera sempre di guarire”, “Guarire, guarie, quante belle parole, qui sai quando entri e non sai come esci”, la signora mentre diceva questa frase dà un’occhiata sul corridoio per accertarti che non la sentisse nessuno, “Mi scusi”, aggiunse Adele, “Ma per quale motivo è qua lei?”, “Io sono qui per mio marito, dopo una vita di lavoro, non vedeva l’ora di andare in pensione per godersi quei momenti di felicità e godersi i giorni di vita che gli rimanevano, e invece dopo sei mesi, Tac, una sera aveva mangiato un po’ più del solito, si siede sulla poltrona e cominciò ad accusare un dolore al petto, non passava, non passava, fino a quando ho deciso di chiamare il pronto-soccorso, portato qui, appena lo hanno visto, lo hanno portato il sala operatoria, d’urgenza, cosa succede, cosa succede, gli era venuto un’infarto, e meno male che tutto è andato bene, farà la convalescenza, ma sicuramente non potrà fare la vita di prima, deve cominciare a stare calmo, non è più come prima”, a questo racconto, Adele e Virgilio ascoltavano con molta attenzione, ricordando ogni parola, e visto che non si sentivano di aggiungere altro ascoltavano e basta, fino a quando la signora affacciata per l’ennesima volta sul corridoio vide che la porta si stava aprendo, “Ragazzi, sono usciti”, si alzano dalla sedia e si dirigono lentamente verso la stanza.
Edificare sulla roccia
Ottobre 2, 2009Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande.
Mt7,24-27
Cosi fan tutte
Ottobre 2, 2009Anche questa un’opera teatrale, anche questa volta una storia d’amore, il contesto è diverso, ma come sempre l’amore alla fine trionfa.
I personaggi principali sono otto, due mariti, che partiranno in guerra, le due mogli che resteranno a casa, la serva, l’uomo di mondo e i due fusti che si presentano dopo molto tempo, per conquistare le mogli o vedove.
L’inizio era molto semplice e lineare, come tutta l’opera, due donne e due mariti che si vogliono molto bene, si amano, restati soli gli uomini vengono affiancati da un’uomo di mondo, che parlando con loro gli racconta delle cose sulle donne e gli dice che le donne non sono fedeli, ma loro non credono molto a quello che dice, visto che si fidano molto delle mogli e sono sicuri che non li tradirebbero mai, e anche loro farebbero altrettanto, ma questo continua a seminare zizania.
Visto che i mariti erano dei militari sono stati chiamati in guerra, una lunga battaglia, cominciano i saluti e gli struggimenti d’amore tra loro e le mogli, ma devono partire.
La scena cambia e nella casa delle donne, la serva di loro comincia a contare i giorni e a dirgli che la vita è bella e non bisogna stare soli, che i loro mariti non torneranno più, magari è il caso di trovarsi un altro uomo, “Cosi fan tutte”, a rafforzare questa tesi si avvicina e appoggia l’uomo di mondo, presentandogli altri due uomini belli e baldanzosi, le due donne al momento sono restie, fedeli al loro amore, ma poi cedono alle lusinghe, finendo tutto in una grande festa nuziale.
Di tutta l’opera, un grosso dubbio mi sorge, ma i due nuovi pretendenti erano estranei o i mariti camuffati per vedere se le donne erano fedeli?, non saprei darvi una risposta, visto che le romanze cantate sono molto lunghe e ripetitive, e quindi in alcuni momenti li ho saltati, perdendo i particolari.
Vincere la paura
Ottobre 2, 2009Una delle qualità fondamentali del capo è quella di vincere la propria ansia. Egli, soprattutto nei momenti di pericolo, quando deve prendere gravi decisioni, non deve farsi travolgere dalla paura di sbagliare. Restare sereno, rilassato, lucido. Tutte le scelte prese nel marasma dell’incertezza, prese sotto lo stimolo del panico, sono errate. Il panico è confusione della mente, disordine.
Ma il capo deve dominare la sua ansia anche per un altro motivo. I nostri sentimenti si comunicano immediatamente a chi ci circonda e soprattutto a coloro che dipendono da noi. la persona sicura perciò trasmette la sua sicurezza agli altri e infonde in loro calma, fiducia, ottimismo. Quella ansiosa trasmette paura, sfiducia, pessimismo, addirittura panico.
Per questo il capitano della nave, anche nella più spaventosa tempesta, deve dare l’impressione di padroneggiare perfettamente il pericolo. Guai se prasparisse la sua ansia, la sua paura, la sua incertezza. L’equipaggio, in preda al panico, porterebbe la nave alla rovina.
Questo allora vuol dire che i leader non devono mai avere paura, che non devono mai provare ansia o incertezza, che devono sempre essere sicuri del risultato?
Nient’affatto. Essi devono anzi essere consapevoli dei pericoli, prenderli seriamente in esame, prendere in esame anche i possibili insuccessi. Ma non farsi dominare dell’ansia, non lasciare che le ipotesi pessimiste si insedino nel loro animo spegnendo la fiducia e l’entusiasmo. Chi non crede di vincere non vincerà mai.
Una volta studiato il problema, devo assumere un atteggiamento positivo, coltivarlo nel loro cuore come un fuoco, e conservarlo anche in mezzo alle difficoltà.
Se si accorgono che la loro mente è presa dallo sconforto devono imparare a scacciarlo. È un duro apprendimento che chi vuol diventare un capo deve cominciare molto presto e poi rinnovare continuamente.
Perché l’ansia si insinua continuamente nella nostra mente.
La maggior parte delle persone si lascia dominare dalla paura. Di fronte ad un problema si allarmano, pensano al peggio, temono sciagure. E cosi trasmettono i loro sentimenti agli altri. Ci sono genitori che comunicano le loro ansie ai figli, capi che le scaricano sui loro dipendenti, medici che le gettano sui loro pazienti. Le conseguenze sono sempre negative. Chi ha paura perde il controllo di sé, come azioni scoordinate e si ritira quando potrebbe avanzare. Per questo il nemico, in guerra, proclama la sua forza e insiste sulla nostra debolezza, cercando in ogni modo di deprimere il nostro morale, di generare in noi paura, pessimismo.
Tenete inoltre presente che non solo i vostri nemici, ma anche i collaboratori che vi sono ostili utilizzano l’ansia per indebolirvi. Talvolta lo fanno senza rendersene conto. Piochè intimamente sono invidiosi, non appena vi vedono in pericolo, immaginano subito che vi vada male, e vi prospettano le ipotesi peggiori.
Alcuni poi lo fanno intenzionalmente torturandovi con telefonate, ponendovi continuamente problemi, dandovi notizie negative e pessimiste. E i più astuti lo fanno non solo con le parole, ma anche con la comunicazione non verbale. Vi trasmettono e trasmettono agli altri dubbi, perplessità, sfiducia, incredulità con la mimica, gli sguardi, l’atteggiamento accasciato del corpo, scrollando la testa, con una voce preoccupata e incerta.
Chi ha la posizione di responsabilità deve assolutamente fare uno sforzo per non cadere in questi tranelli. Nei momenti del pericolo tenga accanto a sé solo persone sincere, intimamente amiche e con i nervi saldi. Imponga a tutti di essere essenziali e brevi. Quando è in pubblico indossi l’abito dell’ottimista come una corazza impermiabile, la postura eretta, il gesto sicuro, il viso sorridente, il comando chiaro. E, nel frattempo, si liberi degli ansiosi, veri o artificiosi, degli esagitati, degli isterici, impedendo loro di parlare. Tenga sempre salda in mano la barra del timone e faccia in modo che tutti lo vedano fermo sul ponte di comando.
Il fuoco della presenza
Ottobre 2, 2009Chiamala “presenza”, “attenzione al qui e ora”, “ricordo di se stessi”, “presenza mentale”, “attenzione cosciente”, “vigilanza”, “age quod agis”, il discorso non cambia. La consapevolezza è lo stumento per eccellenza per conoscere la realtà, per capire noi stessi e gli altri, per vivere con pienezza. Se c’è consapevolezza, prima o poi verranno anche le qualità, le altre “virtù”; se manca questa, non si può fare molta strada.
È la consapevolezza che ci permette di vedere chiamare le cose, le persone e noi stessi, senza deformazioni, per cui “si comprende”, davvero il meccanismo che stà alla base dei nostri comportamenti.
Se vuoi capire, devi essere consapevole; se vuoi vivere, devi essere consapevole; se vuoi cambiare, devi essere consapevole.
Noi invece non siamo quasi mai consapevoli. Non siamo mai “qui ed ora”, non siamo quasi mai “presenti”. La vita stà bussando alla tua porta, ma tu sei assente. Siamo distratti, siamo ubriachi.
Tutti i grandi maestri hanno sempre ripetuto che gli uomini sono “ubriachi”, “ciechi”, “pecore perdute senza pastore”.
Nel vangelo apocrifo di Tommaso si legge: “Gesù disse: Sono apparso tra gli uomini e mi sono mostrato loro in carne e ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, nessuno che avesse sete. E la mia anima era in pena per i figli degli uomini perché sono ciechi nel cuore e non vedono che vuoti sono venuti al mondo e vuoti lo dovranno lasciare…. Quando si saranno scrollati dal loro torpore allora si pentiranno”.
È vero siamo tutti ubriachi. Non siamo affatto svegli, vigili, attenti, pronti ad aprire quando il Signore viene e bussa.
Conferenza A.M.I.C.I., 26-9-2009
Ottobre 2, 2009Oggi si è svolta una conferenza a Seriate, sulle Mici, sono partito di casa alle 7,10, arrivo dopo qualche ricerca, verso le 8,00, poi dopo un’ora di attesa e qualche preparativo, si sono presentati i medici, tutti vestiti distintamente, alle ore nove si comincia la conferenza, dopo una breve presentazione da parte della organizzatrice e del presidente dell’associazione di Milano, cominciano i medici a svolgere le loro relazioni, hanno cominciato a parlare dell’impatto delle Ibd nella popolazione, le percentuali per 100.000 abitanti e altre cose, che non ricordo, visto che la conferenza è durata molte ore, poi hanno parlato delle nuove terapie biologiche e loro sviluppi e utilizzo, una relazione spiegava gli interventi chirirgici con la laparoscopia, un’altra trattava gli aspetti ginecologici e le Mici, un’alta trattava le tecniche di intervento nelle fistole perianali, e altre cose, le relazioni che ho sentito sono state molto interessanti e utili, ma non ricordo molto di quello che avevano detto, visto che per il momento non sono in quelle necessità, ma una cosa ho avuto modo di chiedere ai medici e mi hanno dato la risposta che cercavo, mostrandosi gentili e disponibili, anche se non mi conoscevano, questi incontri sono sempre molto utili e interessanti, ma delle volte sanno farsi molto pesanti e in alcune circostanze terrificanti.
Alla fine della conferenza c’è stato un piccolo rinfresco, e sono rimasto a chiacchierare con molte di quelle persone che conoscevo, ormai da qualche anno, alcune non le vedevo da più tempo e la cosa mi ha fatto molto piacere.
Anche se molti penseranno che faccio male a partecipare a queste cose, ma io credo molto nell’aiuto che possono dare i pazienti e queste circostanze, visto che non sempre i medici curanti hanno fisicamente il tempo per farlo, con tutti i pazienti che hanno.
Janssen – Sokolov.9-9-22
Ottobre 2, 20091.d4 d5 2.c4 c6 3.Cf3 Cf6 4.Cc3 dxc4 5.a4 Af5 6.Ce5 Cbd7 7.Cxc4 Cb6 8.Ce5 a5 9.f3 Cfd7 10.e4 Ag6 11.Db3 Cxe5 12.dxe5 e6 13.Ae3 Ab4 14.Td1 Cd7 15.Ae2 Ultima mossa libro 15…De7 16.0–0 0–0 17.Rh1 Ah5 [17...Cxe5 18.f4 Cd7 19.f5 exf5 20.exf5=] 18.Ag5 Dxg5 19.Txd7 Tad8 20.f4 Dh4 21.g3?? il Bianco ha rovinato la sua posizione [¹21.Txb7 teneva la posizione 21...Axe2 22.Cxe2=] 21…Dh3–+ 22.Txd8? [22.Tdd1 Axc3 23.g4–+] 22…Txd8 23.Td1 [23.Tf2 Td2 24.Dc4 Axc3 25.Af1–+]
Cominciamo!
Settembre 25, 2009Le porte dell’ascensore del reparto di chirurgia del Medical Bivio si aprirono e uscirono Virgilio e Adele, ma torniamo indietro di circa due ore……
Virgilio si sveglia dopo aver passato una nottata insonne, o quasi, pensando e ripensando ad Adele, i suoi pensieri erano contrastanti, andavano trà l’innamoramento e il dubbio di lei, dei suoi misteri, e questo gli fece passare una nottata non proprio tranquilla, ma comunque lui era solito alzarsi presto e il fatto di essere rimasto a letto quella mezzora in più dal suo solito orario, gli ha fatto passare il sonno e si alzò dal letto, cosi dopo essersi sistemato e aver fatto colazione, pronto per uscire, telefonò ad Adele, “Buon giorno cara, stò uscendo di casa, passo a prenderti tra un quarto d’ora”, “Va bene, sono quasi pronta anch’io”, cosi Virgilio, chiuse la casa e prese la macchina, parcheggiato sotto casa di Adele, citofonò, “Ciao, sono io”, “Arrivo”, stranamente Adele scese subito, “Ciao”, appena seduta in macchina, diede un bacio a Virgilio, “Andiamo”, dopo cinque minuti, Virgilio disse, “Hai preso tutto?”, “Si”, dopo altri cinque minuti, “Hai preso tutto?”, “Si”, “Hai preso quello che ti aveva chiesto Ercole?”, mettendosi velocemente una mano sulla fronte, “Mi sono dimenticata!”, “Cominciamo!”, Cominciamo che?”, rispose Adele, “Mi sono solo dimenticata”, “Va bene torniamo a prendere quello che gli serviva”.
Alla prima rotonda ritornò indietro, arrivati a casa di Ercole, Adele prese le chiavi di casa, entrarono in casa, appena chiusero la porta, Virgilio la bloccò e gli diede un bacio sulla bocca, poi ripresero quello che stavano facendo, presero un sacchetto, Adele mise della biancheria, dei dentifrici, alcuni oggetti per lavarsi e un barattolo di zucchero, poi seguendo le indicazioni di Ercole, presero i tre volumi e aggiunsero un mangianastri con la radio, qualche cassetta di musica italiana e per il momento non aggiunsero altro, caso mai sarebbero tornati la sera tardi, risalirono in macchina.
“Sai cara, oggi pomeriggio ho un’ impegno, e non ci sono”, “Cosa devi fare?”, “Ho un’ impegno”, “Dimmelo, dimmelo, cosa devi fare?”, “Ho un’ impegno!, cominciamo!”, “Ma come sei misterioso!”, “Cominciamo?, tu sei tutta un quiz!”, a questo punto Adele si mise a ridere, il ghiaccio si era rotto e il buon umore tornò con loro, tanto Virgilio non gli avrebbe mai detto che quel pomeriggio voleva tornare dall’ Oracolo, e poi la sera prima anche lei era stata ermetica; Virgilio anche se si mostrava molto più innamorato di lei, era molto combattivo, si potrebbe benissimo dire, fosse un sacramento, ma la partita era appena cominciata e anche Adele quanto a testa si difendeva bene.
Arrivati al parcheggio dell’ospedale, si diedero un altro bacio e scesero dalla macchina, passarono il cancello, il portone, seguirono il lungo corridoio e presero l’ascensore, salirono fino al piano della chirurgia, si aprirono le porte, uscirono………
Non farsi illusioni
Settembre 25, 2009Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.
Mt7,21-23