IL VERO SENSO DELL’ORACOLO.
Per queste mie indagini, o Ateniesi, mi sono procurato molte inimicizie, aspre e fierissime, dalle quali sono nate tante calunnie e la mia rinomanza di sapiente. Giacché, ogni qual volta ho mostrato l’ignoranza altrui, si è voluto credere che sapiente mi reputassi io. No, Ateniesi, sapiente è solo Dio che per mezzo di quell’oracolo ci ha voluto dire che la sapienza umana vale poco o nulla. Ed è chiaro che se ha nominato Socrate, Egli ha voluto servirsi del mio nome a mo’ di esempio, come per dire: “O uomini, sapientissimo fra di voi è colui che, come Socrate, sa che la propria sapienza è nulla”.
Nè ho smesso questa mia indagine, perché vado ancora oggi interrogando, secondo il pensiero di Dio, chiunque mi sembri sapiente, sia esso cittadino o forestiero. E quando mi accorgo che egli non lo è affatto, allora metto in luce la sua ignoranza per dimostrare che Dio ha ragione. E a questa occupazione dedico tutto il mio tempo, così che non me ne resta per attendere lodevolmente nè agli affari della città, nè ai miei personali, ed essendomi consacrato solo al servizio di Dio, vivo in estrema povertà.