Siamo pecore, oppure no?

By controstorie

La dottrina, cioè l’istruzione e l’educazione di qualsiasi genere, non dovrebbe mai essere fine a se stessa.

Se certe nozioni ci vengono fornite per condizionare la nostra mente, per formare un bagaglio culturale a cui attingere regolarmente, diventano uno schermo che ci separa dalla nostra effettiva capacità di apprendimento.

La dottrina non deve insegnarci che “Questo è così e basta”.

Deve invece dirci: “Questa è la base che ti serve per costruire la tua idea”.

Se riusciamo a tagliare i legami che ci tengono strettamente avvinti alla religione e alle tradizioni, cominceremo a distinguere quanto di buono si trova in esse.

Potremo scegliere quello che va bene per noi, ciò che proviamo adatto a essere adoperato per l’edificazione del nostro personale sistema di vita, che non può essere uguale a nessun altro.

I principi sono gli stessi, siamo d’accordo.

Ogni religione e gran parte dei sistemi filosofici, politici e sociali espongono idee di grande valore.

Ed è bene farne tesoro.

Quando però si arrogano il diritto di dirigere la mia vita punto per punto, dicendomi quello che posso o non posso fare, definendo la punizione, sia fisica che spirituale, che mi aspetta se non ottempero ciecamente alle istituzioni, mi permetto di dissentire energicamente.

Nel nostro mondo la gente a tutti i livelli, e specialmente quelli che hanno in mano le redini del comando, diffidano di chi è capace e desideroso di ragionare con la propria testa, perché lo vedono come una minaccia alla loro autorità.

Le pecore non pensano a sovvertire la gerarchia del gregge.

Quando gli arieti si sono messi d’accordo a suon di cornate per scegliere il più forte, tutti gli altri membri del gruppo se ne stanno tranquilli e seguono passivamente gli ordini del capo riconosciuto.

Non si sognerebbero mai di fare domande, porre quesiti, suggerire cambiamenti, consigliare nuove strade.

Non pensano, perché questa è la loro natura, e per loro va bene cosi.

Siamo forse pecore anche noi?

O non abbiamo ricevuto invece da Dio il dono dell’intelligenza, di una mente che ragiona, che è capace di vedere nuove possibilità e opportunità al di là dell’accettazione passiva di regole e tradizioni ormai superate, o non più sufficienti a sopperire alle necessità spirituale dell’attuale momento storico?.

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