La lotta

By controstorie

Stranamente Ercole si alzò molto tardi quella mattina, era stranamente molto stanco, e fece molta fatica ad alzarsi, comunque si fece coraggio e andò a lavorare, passata la giornata lavorativa tornò dal medico, stessa fila, stesso invito, “Venghi! venghi!”, Ercole si siede e questa volta era più deciso del solito, “dottore, mi ha dato dei farmaci che non servono a niente, mi sento come prima se non peggio!ma cosa ho, cosa vuole dire tutta quella urina, e quella aranciata che non posso fare a meno di bere, non ci capisco niente e in più ora comincio ad accusare una forte stanchezza, dottore non può essere solo nervoso, non si spiegherebbero i sintomi, non mi sembra che abbiano qualche relazione”, il medico rimase ad ascoltare allibito le sue parole, poi in modo impassibile e con una leggera superiorità, disse:”lei deve stare calmo, è molto nervoso e questo peggiora la situazione, si prenda questo tranquillante”, “ma sono psicofarmaci?”, “no, è solo un leggero tranquillante”, per il solito motivo a quel punto Ercole non sapeva cosa dire e comprò la medicina, con moti dubbi, più di prima.

Tornato a casa telefonò a Virgilio, per fare una passeggiata, Virgilio non si fece attendere molto, dopo venti minuti si videro, e ripresero la via del parco, passeggia di qua, passeggia di la, Virgilio vide il tavolo dove si sedeva sempre il cosmico, si avvicinarono ma non c’era, poi Virgilio rivolgendosi a Ercole gli disse:”strano! non c’è, deve essere successo qualche cosa, per ora andiamo, lo cercheremo tra qualche tempo”, poi continuarono la passeggiata.

Trovarono un’angolino nella piazza principale del parco e osservarono il paesaggio, lasciandosi scivolare la stanchezza della giornata di lavoro, ormai era quasi sera.

A un certo punto Ercole, “spiegami il prossimo comando”,”dunque diceva –contro il gruppo non si vince-, a dire la verità ho impiegato molti anni per rendermi conto di questa cosa, anche io da giovane ero preso nelle mie cose e ho sempre pensato che per vincere bisognava farlo da soli, ma non ho vinto mai, davanti a me si parava un muro che al momento pensavo sempre di potere superare o vincere, ma non è successo mai, il muro era fatto di persone, mi sembravano amichevoli e invece non lo erano, mi facevano una faccia e poi mi sono reso conto che quando non c’ero ne facevano un’altra, ho trovato sempre difficoltà ad integrarmi e quindi non sono mai riuscito a stare dalla parte del gruppo, cosa che mi avrebbe permesso di vedere quei meccanismi, in verità abbietti, da un’altra prospettiva e capire meglio come si muovevano le persone, ma quando tu sei il bersaglio non ti accorgi di niente, vivi nel tuo angolo e non capisci perché e per come gli altri fanno o dicono certe cose, loro si divertono a fare quello che fanno, perché si sentono accettati e solidali con gli altri, in più si mettono sempre dalla parte della ragione, anche se non l’ hanno, trovano sempre scuse per giustificarsi, anche quando hanno torto o fanno qualche cosa di sbagliato, sono del gruppo, tu puoi anche andargli contro ma non vinci mai, loro sono sempre più forti e tanti, anche se riesci ad avere ragione su uno quasi sempre si presentano altre dieci persone uguali a quella, se non più forti, credimi è veramente terribile avere tante persone contro, cosa bisogna fare per stare dalla loro parte?, bisogna comprarle!e dargli ragione sempre anche quando non la hanno, allora si che vai bene, quando ti dicono o chiedono qualche cosa tu stai sempre sul vago e rispondi con estro, o meglio ancora non gli rispondi, quando a una persona non gli rispondi, resta spiazzata, anche se insiste, non sa più cosa fare, non ha più la scusa per andarti contro; in somma ho sempre trovato difficoltoso vivere in mezzo alle persone, anche se credo di avere imparato qualche cosa grazie al mio amico Oracolo”, Ercole ascoltava e si ricordava anche quello che gli era capitato, anche lui era come Virgilio, lo sport preferito da Ercole era il tennis singolo, i giochi di squadra per lui erano inconcepibili o meglio gli erano completamente estranei.

Finito il discorso di Virgilio rimasero a osservare il celo stellato.

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