Superenalotto

By controstorie

La settimana scorsa mi ero accorto che sul mio balcone si era fermato un piccolo passerotto che camminava sulla ringhiera, e per farlo volare via faccio un’ po’ di rumore, ma non va via, apro la finestra e batto le mai, niente, poi istintivamente gli dico “cosa c’è”, “ho dei pettegolezzi per te!”, “raccontami sono tutto orecchie”, “ho sentito cosa sta combinando la tua amica Natasha”, “la cosa mi interessa in modo relativo, comunque dimmi”, “si dice in giro che suo marito l’ ha abbandonata per una ragazza molto più giovane di lei e che sa fare tutto, ma tutto”, “ma questo lo avevamo studiato a tavolino”, “si ma aspetta!”, “qualche giorno fa torna suo marito e fuori dal portone gli fa una scenata di gelosia, tutti li guardavano, gridando gli diceva puttana!ti fai il nonno (sarebbe il suo datore di lavoro, lei ha circa trentacinque anni, lui ottanta), mentre facevano tutto questo casino, la figlia maggiore tenta il suicidio buttandosi dal balcone, viene fermata e spedita in Ucraina, mentre la figlia piccola viene coccolata e viziata da tutti”, “e poi come è andata a finire”, “è andata a finire che la hanno vista con il nonno, tutti e due vestiti di bianco che andavano a ballare, dovevi vedere che figurini”, “ma cosa vuoi che fanno, lui ha ottanta anni!”, “non ti preoccupare che qualche cosa fanno, anche se l’archibugio non funziona, lei lo sufflona!”, “ecco cosa era quell’odore acre del quale tutte le persone che avevano parlato con lei si erano lamentati, aveva appena sufflonato!”, poi il passerotto aggiunse, “tu sei stato fortunato!a sparire da quella situazione, tu hai vinto parecchi sei al superenalotto!”, “hai ragione, ancora oggi, dopo un’ anno e mezzo, faccio i salti mortali carpiati dalla gioia!mi ricorderò sempre di quello che ho imparato da quella situazione”, il passerotto cominciò a sbattere un’ poco le ali, “scusa ma ora devo andare, devo andare a caccia di consigli e pettegolezzi”, “ciao passerotto”, “ciao Ercole”, quando ormai il passerotto era lontano mi venne in mente l’ultimo capitolo di un libro, “T.I.C. (Tipi Italiani Contemporanei)” della Balesani, se non ricordi male l’ autrice, parla proprio delle badanti, e quel racconto è proprio uno spaccato reale di quello che succede, anche se tutto può sembrare esagerato, in realtà non lo è per niente.

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