Dall’ otto agosto al ventiquattro, si svolgeranno le olimpiadi di Pechino, avvenimento che comunque vadano le cose è sempre importante e magnifico, simbolo di unificazione e condivisione tra i popoli, solo le giornate di apertura e chiusura di questo evento saranno a dir poco spettacolari all’ennesima potenza, solo quello vale tutto lo spettacolo, però! c’è sempre l’altro lato della medaglia!
Quello che sta a torno agli impianti sportivi, non sono delle città, ma delle giungle, code interminabili nel traffico, aria irrespirabile, se hai bisogno di una informazione nessuno può aiutarti, tutti parlano solo il cinese e nel loro dialetto, per farsi capire tra di loro devono scrivere sulle mani l’idiogramma (caso mai non sono dello stesso dialetto Cinese), i controlli della polizia sono esasperanti.
L’organizzazione e allo spasmo, tutti vogliono il meglio per il loro paese e per questo non risparmiano nulla, ma tutti non rilasciano dichiarazioni sugli avvenimenti.
Dovevano essere le olimpiadi verdi, quelle del riscatto cinese, le quali una nazione immensa e dalla crescita economica esponenziale avrebbe mostrato a tutto il mondo il suo nuovo volto aperto e moderno, invece sono saltate fuori tutte le contraddizioni di quel popolo.
Tutti gli impianti sono pronti da settimane, stadi magnifici che lasciano a bocca aperta, a partire dal monumentale olimpico, noto come il “Nido d’uccello”, un groviglio di travi che viste da lontano ricordano un grosso nido, qui verrà svolta la giornata di apertura che sarà quella più spettacolare di tutta la storia, il costo di questa struttura e di oltre trecentoquattordici milioni di euro.
Il grosso problema di queste olimpiadi sarà l’inquinamento, per quelle manifestazioni che dovranno essere svolte per forza fuori dello stadio, il comitato organizzatore ha stanziato dieci miliardi di euro per migliorare la qualità dell’aria, e dal ventuno di luglio verranno chiuse, momentaneamente, le fabbriche più inquinati, in oltre andranno avanti con le targhe alterne, oltre a tutto questo è scattato il divieto di fumare nei luoghi pubblici, un controsenso, visto che la Cina è il paese che produce più sigarette al mondo e ha il maggiore numero di fumatori, trecentocinquanta milioni di persone; dopo questi provvedimenti Pechino ancora oggi soffoca nell’inquinamento, essendo ancora molto legati al carbone per le risorse energetiche.
Ma alla Cina a tutto questo non fa caso, a tutte queste polemiche risponde con i conti, per organizzare tutto hanno investito 1,4 miliardi di euro, cifra inferiore a quella impiegata ad Atene 2004, il Pil di Pechino è salito al 12,1 %.
Per fare posto alle strutture olimpiche sono state spostate 1,5 milioni di persone, senza la possibilità di rifiutarsi, con un compenso irrisorio per comprare una seconda casa in periferia.
Queste e altre cose si possono vedere e sentire nei nuovi paesi dell’ boom economico moderno.