Bobby Fischer

By controstorie

Io non essendo un grande giocatore di scacchi non conosco tutti i giocatori famosi, ma di questo giocatore ne avevo sentito parlare, avevo sempre dato per scontato che aveva lasciato questo mondo tanti anni fa e quando ho scoperto che era ancora in vita sono rimasto stupito, e non potevo contestare le informazioni, avevo il foglio di giornale in mano, con tanto di foto, anche se irriconoscibile, io lo avevo visto sempre nelle foto da giovane, e vederlo vestito come un barbone e con la barba lunga mi ha lasciato perplesso, non tanto per la foto, ma quanto per il fatto che con gli anni una persona può cambiare molto, e in fondo la curiosità di sapere qualche cosina di più di quell’ uomo mi era nata, e cosi un giorno mi è capitato tra le mani il libro “Re in fuga, la leggenda di Bobby Fischer” di Vittorio Giacopini e guarda caso la foto sulla copertina, comunque…

Il libro non l’ ho letto tutto e di quello che riuscivo a leggere spesso la stanchezza si faceva sentire, le parti più noiose le ho saltate, questo è quello che ricordo: fin da piccolo, o dovrei dire ancora prima che nascesse, l’ Fbi girava da quelle parti, i genitori erano seguiti per non so quale motivo, molto da giovane cominciò a giocare a scacchi, e subito cominciò a mostrare delle buone doti di giocatore, studiava e giocava, come personalità non era certamente facile, lui era certamente arrogante, non gli bastava di giocare con giocatori medio alti, lui voleva sempre i più forti, i grandi maestri e gli altri li denigrava senza tanti complimenti, questo gli ha dato non pochi problemi, nella vita privata rispecchiava benissimo il detto- genio sregolato- e di certo non era un tipo normale, nella casa in affitto dove viveva, aveva tre letti dove ogni notte girava per dormire, in ognuno di questi al suo fianco aveva una scacchiera, la sporcizia era esagerata, preferiva sempre andare a mangiare al ristorante.

Nel periodo del grande incontro, gli assetti politici mondiali erano molto delicati, le due grandi potenze si scontravano e rincorrevano dando luogo alla guerra fredda, la Russia in quel periodo era stata la prima a fotografare il lato oscuro della luna, le olimpiadi davano alito ad altri confronti e anche in quel periodo si era organizzato lo scontro finale per l’assegnazione del titolo di campione del mondo di scacchi, i due giocatori, Spassky contro Fischer, Bobby in quell’incontro non aveva mai pensato al significato della sua perdita o vittoria, a livello mondiale, lui voleva giocare contro il migliore e niente altro, per l’evento organizzarono tutto alla grande, giornalisti, telecamere, la prima partita la perse banalmente e diede la colpa alle telecamere, nel secondo incontro non si presentò creando abbastanza casino, in fine ottenne quello che voleva, i due campioni si scontrarono in una stanza appartata, senza il disturbo delle telecamere, alla fine l’incontro lo vinse Fischer, dopo questo continuò a fare il vagabondo, girò molto il mondo e ebbe anche delle occasioni per sistemarsi, ma evidentemente non accettò, passò anche un periodo in prigione, dando per l’ennesima volta segni di squilibrio, alla fine venne rilasciato e continuò a girare il mondo, alla fine si fermò a Reykjavik, luogo del famoso incontro, dove mori il 17 Gennaio 2008 per una malattia ai reni.

In vita era di casa anche dai Polgar, dove insegnava e giocava con le tre sorelle, la più famosa Judit.

Il suo nome per intero è Robert James Fischer.

Altro non ricordo, per ora.

L’ultima cosa, lui è stato l’inventore di una nuova versione di questo gioco, chiamata Random Fischer 960, tutto si svolge su una normale scacchiera, ma i pezzi dalla posizione iniziale vengono mischiati, con poche regole di base, e poi si gioca con le regole normali, ma questa nuova combinazione può dare vita a 960 posizioni iniziali diverse, rendendo impossibile uno studio sistematico delle aperture e esaltando il ragionamento puro, cosa che preferiva, provate anche voi.

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