Archivio per Marzo 2008

Il cosmico

Marzo 28, 2008

Una domenica mattina,Ercole e Virgilio erano soliti fare una bella passeggiata nel grande parco di Bivio,il paesaggio era molto bello e l’aria fresca anche se ormai il sole era lato,passano vicino al bosco del parco quando a un tratto sentono”Tac!”al momento non ci fecero caso e andarono avanti con la loro passeggiata,quando”Tic!Tac!”si fermarono ma non vedevano nessuno,si guardarono in torno,ma niente,fecero ancora qualche passo”Tic!Tac!Toc!”,a questo punto volevano sapere cosa stesse succedendo,con lo sguardo non vedevano nessuno,ma il rumore sembrava arrivasse dal bosco,e cosi si avvicinarono,attraversarono i primi alberi,quanto videro un’ uomo seduto d’avanti a un grosso cubo di legno,Ercole osservava,mentre Virgilio confortato per avere capito cosa era quel rumore fece un segno d’invito a Ercole;il cosmico è un ragazzo cicciotello(quanto basta)che Virgilio conosceva bene e anche questa volta si voleva mettere a confronto con il suo gioco preferito,visto che quel ragazzo esaltava molto la sua pratica;Virgilio si siede dalla parte opposta del cubo e Ercole alla sua destra, poi:”Carissimo,facciamo una partita?”,”Si,vediamo come sei messo!”,il cosmico giocava con il nero e Virgilio con il bianco,dopo avere ripulito il piano del cubo,il cosmico fece un leggero inchino con la testa,poi prese una pietra con l’indice,il medio e l’anulare,sollevò la pietra sopra la sua testa e annunciò”Che la forza sia con tè!”poi con un gesto secco e deciso picchio la pietra in mezzo al legno,Vigilio avrebbe preferito che avesse cominciato posandola nel riquadro in basso alla sua sinistra,un gesto di cortesia che il cosmico avrebbe potuto avere,ma lui era molto sicuro di se,Virgilio incasso il colpo,anche se fece un leggero cenno con lo sguardo a Ercole,Ercole osservava ma non capiva molto quello che stava succedendo,anche se conosceva le regole del gioco,di strategia non capiva niente;la partita andava avanti,Virgilio mise tre pietre in fila sul lato destro(una sopra ogni occhio)e lo stesso fece il cosmico sul lato sinistro,tutti e due ammettevano un’invasione da parte del loro avversario,però a Virgilio non stava bene che il cosmico vincesse tutte le scale,cosi Virgilio attaccò subito la pietra centrale,il cosmico per lo stesso motivo e un’ po’ esaltato rispose al suo attacco,cosi imbastirono un combattimento furioso,incuranti del bordo,li sapevano già cosa dovevano fare,quando la guerra nel centro finì(condotta di gioco che non è convenzionale e contraria a una sana condotta strategica)si fermarono un’ attimo,Virgilio riuscì a creare un muro che guardava verso il lato sinistro,per neutralizzare la futura influenza del cosmico,e lo stesso fece il cosmico verso destra,quello che stava nel mezzo era tutto unito,solo che avevano entrambi una base di pietre che guardava,uno verso nord e l’ altro verso sud,cosa che poi avrebbero fatto vivere unendo tutti i gruppi e salvando tutto,sui due lati,fecero i loro punti,dando a ognuno la sua porzione d’influenza,secondo i piani,alla fine della partita fecero le loro chiusure,qualche salto della scimmia ma niente di più,entrambi catturarono solo dodici pietre a testa,solo quelle che si potevano prendere nei Ponnuchi,in fine contarono i punti e videro che Virgilio aveva vinto solo per mezzo punto,visto che giocava con il bianco avevano usato il Komi,giusto per mantenere tutto in equilibrio,e questo mezzo punto al cosmico non pesava.

Commentarono la partita,con molta calma poi tutti e due si ringraziarono per la partita appena giocata e poi ci salutammo e abbiamo ricominciato la nostra passeggiata.

Usciti dal bosco,Ercole aveva qualche cosa da chiedere a Virgilio,”Ma Virgilio,dimmi perché fa cosi?”,”Fa cosa?Ti riferisci al suo comportamento un po’ frizzante?”,”Anche”,”O sul fatto che il tempo che impiega nel gioco potrebbe usarlo diversamente?”,”Si,anche”,”E sul fatto che spera di essere come il suo grande idolo,dallo stile cosmico?”,”Si dimmi!”,”Sai il suo comportamento frizzante non è altro che la sua passione pura per questo gioco,puoi aggiungere che ogni volta ritorna un poco bambino e da quando lo conosco posso dirti che è una persona squisita,e questo suo atteggiamento è veramente genuino;sul tempo che impiega nel gioco posso essere anche d’accordo sul fatto che potrebbe essere impiegato quantomeno con più moderazione,ma per diventare veramente bravo bisogna applicarsi molto per ottenere un buon risultato e per un livello di gioco buono bisogna giocare molto,e poi ancora tanto,anche se credevo che per raggiungere un buon livello bisognava studiare,invece non è vero,può bastare solo l’allenamento;e sullo stile cosmico bisogna avere la dote di vedere oltre al gioco,e questo bisogna averlo proprio dentro,ma vuoi mettere la goduria di pensare cosmico(o cercare di farlo)”,”Virgilio dimmi,ma è da solo?”,”No,con lui c’è la sua principessa”.”E dove era?”,”Era li vicino,ma si nascondeva,anche io per vederla ho impiegato molti anni,e ancora adesso non ho capito per quale motivo si nascondeva”,”Ma come si sono conosciuti?”,”Insomma!Sei proprio curioso!questo telo racconto la prossima volta”.

Oramai era mezzogiorno e rientrarono a casa,per il pranzo.

La vocazione.

Marzo 28, 2008

L’inizio della storia religiosa di Giovanni Paolo II inizia con la sorgente della sua vocazione,”Non voi avene scelto me,ma io ho scelto voi”Gv15,16,il vero motore di ogni vocazione religiosa deve essere il puro Amore verso il proprio fratello,e l’apice di questo amore si manifesta nell’ultima cena”Vi ho dato infatti l’esempio,perché come ho fatto io,facciate anche voi”Gv13,12-15,più volte Gesù raccomanda di volersi bene,e se si osserveranno i suoi comandamenti resteremo nel suo amore,vedi Gv15,9-14,in queste parole è racchiusa la nostra vocazione,e questo è stato il motore primo di Giovanni Paolo II,è solo l’amore che unisce tutto!

“Il buon pastore offre la vita per le pecore”Gv10,11.

Quando venne chiamato per essere nominato Vescovo era in vacanza,alla notizia dichiarò di essere troppo giovane per svolgere quel compito,ma l’insistenza del Santo padre di quel tempo fece in modo che il futuro Papa accettasse quell’incarico.

La notizia lo portò subito a cambiare i suoi programmi per svolgere compiti più importanti,anche una serie di circostanze e di date,fecero pensare che quella era proprio la strada decisa dal destino e non dagli uomini;la sua nomina di Vescovo fu fissata per il 28 settembre e aveva ancora due mesi per fare le sue cose,cosi fece sei giorni di esercizi spirituali e meditazioni,per il successore degli apostoli,cominciava a sentirsi legato a loro.

La sua prima messa di Vescovo la voleva recitare al Wawel,nella cripta di San Leonardo,e cosi avvenne.

Arrivò il momento della sua ordinazione,il 28 settembre.

Il nuovo Vescovo si prostra a terra in segno del totale dono di sé a Cristo;terminate le litanie,il consacrato si alza e si avvicina al celebrante,il quale gli impone le mani,gesto che,secondo la tradizione risalente agli apostoli,significa la trasmissione dello Spirito Santo,un altro gesto liturgico della consacrazione episcopale è l’imposizione sulle spalle del libro dei Vangeli;l’anello,posto al dito del vescovo,significa che egli ha contratto un sacro sposalizio con la Chiesa,verso la fine e dopo la preghiera di ordinazione,il rituale prevede la consegna del libro dei Vangeli al vescovo ordinato,questo vuole dire che il vescovo deve accogliere e annunciare la Buona Novella.

Il compito principale del vescovo è quello di farsi servitore della parola.

Essere vescovo sicuramente è un titolo d’onore,ma non significa che chi lo diventa si sia distinto in modo particolare,rispetto gli altri,ma l’onore gli deriva nell’essere il primo nella fede,il primo nella carità,nella fedeltà e il primo nel servizio.

Il compito del vescovo è quello di farsi servitore della parola.

Per insegnare e invogliare i fedeli all’ascolto della parola è necessario che il vescovo la ascolti e la mediti profondamente.

“Non può restare nascosta una città collocata sopra un monte”Mt5,14,il vescovo è sempre visibile a tutti e il sui comportamento deve essere d’esempio a tutti,egli è chiamato alla santità personale per accrescere la santità della sua comunità.

Il vescovo non deve comandare essendo servito,ma servire governando.

“Ti benedico,o Padre,…perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”Mt11,25

Il foglio.26-3-2008

Marzo 28, 2008

1. La scoperta della “rimozione” Sigmund Freud (1856-1939), dopo la laurea in medicina – conseguita a Vienna nel 1881 -, studia per un breve periodo anatomia cerebrale. Successivamente si dedica allo studio delle malattie nervose, prima con Charcor a Parigi e poi con Bernheim a Nancy. Tornato a Vienna, Freud nel 1895 pubblica insieme o Josef Breuer gli Studi sull’isterismo, dove si sostiene che il soggetto isterico, in stato ipnotico, riesce a tornare all’origine del trauma, illumina quei punti oscuri che durante la sua vita hanno generato la malattia e che sono nascosti nel profondo; è così che egli afferra la causa del male e che, in una sorta di catarsi, si libera del male. Esattamente da questi studi ha inizio la psicoanalisi. L’ipnotismo svela delle forze e fa intravedere un mondo nel quale Freud immette le sue sonde intellettuali. “quale poteva essere la ragione – si chiede Freud – per la quale i pazienti avevano dimenticato tanti fatti della loro vita interiore ed esteriore e potevano invece ricordarli, quando si applicava loro la tecnica sopra descritta?” L’osservazione dei malati trattati dava una risposta a siffatto interrogativo: “Tutte le cose dimenticate avevano avuto, per un qualche motivo, un carattere penoso per il soggetto, in quanto erano state considerate temibili, dolorose, vergognose per le aspirazioni della sua personalità”. E “per rendere di nuovo cosciente ciò che era stato dimenticato, era necessario vincere nel paziente una resistenza mediante una continua opera di esortazione e di incoraggiamento”. Più tardi, Freud si accorgerà che tale resistenza dovrà essere vinta diversamente (attraverso la tecnica della “associazione libera”), ma intanto era sorta la teoria della rimozione. In ogni essere umano operano tendenze, forze o pulsioni che spesso entrano in conflitto. La nevrosi si ha quando l’Io cosciente blocca l’impulso e ad esso nega l’accesso “alla coscienza e alla scarica diretta”: una resistenza “rimuove” l’impulso nella parte “inconscia” della psiche.

Biviocenter

Marzo 28, 2008

Dopo avere rivisitato il paese,venne il momento di pensare alla propria sussistenza,anche loro dovevano mangiare e pensare al loro proprio corpo,non potevano avere sempre pensieri lati,cosi andarono all’unico grosso supermercato del paese,gli altri erano solo botteghe.

Biviocenter era sicuramente un grossissimo supermercato dove potevi trovare di tutto,a prezzo di mercato,la sua area è immensa,grande parcheggio,negozi,libreria,ipermercato, Mediaword,bar,cinema e altre cose,l’entrata aveva delle grosse scale mobili che portavano al primo dei tre piani del complesso,tutto l’arredamento era molto bello e i pavimenti tutti di marmo,era un vero piacere passare tutta la giornata li,e in effetti parecchia gente lo faceva,quando fuori faceva molto freddo o in estate per sentire un’ poco di fresco con l’aria condizionata(sempre molto alta).

Ercole e Virgilio entrarono,si trovarono in mezzo a un mare di persone,cosa che non hanno mai amato,ma dovevano fare la spesa e quindi andarono avanti facendo finta di niente,quando sono insieme non vanno mai al Mediaword,o quasi mai,perché Virgilio non sopporta quel genere di cose,mentre per Ercole anche un’occhiata la poteva dare,ma per fare compagnia a Virgilio filava dritto,cosi vanno proprio nel supermercato,saltano anche li la zona Ufo,puntando nei reparti di prima necessità,saltano anche gli scaffali del vino e vanno in quelli dei vestiti,guardano dei pantaloni e maglioni,i prezzi sono molto alti,anche se trovano qualche offerta,le scarpe non le guardano neanche,Ercole da sempre era abituato a portare sempre un paio di scarpe,finche si rompevano o erano proprio fuori stagione,su questa cosa ha sempre avuto quella mentalità e non avrebbe potuto pensare diversamente,Virgilio prende un maglione,poi andarono nel reparto dei formaggi,e guardarono un sacco di cose,tutte quelle cose,il rumore,la luce,i prezzi,la confusione generale,fece andare il palle tutti e due,in effetti sentivano una sorte di stordimento e nervosismo,in Ercole era più evidente,mentre Virgilio riusciva a controllarli un’ po’ meglio,anche se non vedeva l’ora anche lui di uscire,forse più di Ercole,cosi decisero di uscire a più presto,presero qualche cosa veloce,in effetti la spesa vera e propria la avevano già fatta,e uscirono,o meglio scapparono,quando erano abbastanza lontani cominciarono a sentirsi meglio.

Caro Ulisse.1-4-2005

Marzo 28, 2008

Ciao come stai?

Io non molto,è ora mai dal 10 Gennaio che ho in corso una lieve ricaduta e ancora oggi,alla fine di Marzo non sono riuscito a sistemare,quindi sul fatto di uscire sono stato un po’ limitato,perché essendo spesso in malattia non potevo uscire,quindi il poco tempo che avevo per uscire lo usavo per fare qualche breve giretto con mio fratello o a salutare i ragazzi del circolo;devo dirti che questo periodo lo avevo programmato da tempo e avevo messo da parte le cose da fare,guardare film o leggere,proprio in questi periodi,quindi un’ po’ mi sto  “godendo”questo periodo di leggero malessere per aumentare un po’ la mia cultura;ovviamente ho cercato di leggere un’ po’ ,perché le medicine mi obbligano a stare a letto,così ho letto il libro di un mio lontano antenato,poi nel pomeriggio guardavo qualche film,che avevo,come Kill Bill 1°e 2°,Sesto senso,Minority report,Schindler’s list,Nuovo cinema paradiso,Jackie Brown, etcc….e tutta la collezione dei documentari di Quark sui personaggi famosi,quelli che mi sono piaciuti di più sono quelli su Michelangelo,Leonardo da Vinci,Ulisse,il re Sole e Marco Polo  che tra l’altro avrei intenzione di sbirciare il suo libro “Il milione”.

Nel caso specifico della mia recidiva posso dire che non ho avuto grossi sintomi anche sé perdevo sangue,la cosa che mi ha messo un po’ a disagio sono stati i farmaci,che ormai ho imparato a gestire;la cosa che mi pesa di più è come affronto la malattia a livello mentale,la cosa per me è quasi insopportabile,anzi credo di aver sfiorato l’esaurimento nervoso e stando a casa dal lavoro mi permette di ridimensionare le cose,anche sé sono convinto che non le risolvo,per questo mi danno un grosso aiuto i miei amici ammalati durante i nostri incontri di auto aiuto;l’auto aiuto è composto in genere da un gruppo di persone che condividono lo stesso problema,spesso senza l’aiuto dei medici,questi gruppi possono andare dall’anonima alcolisti alle persone che soffrono di anoressia o bulimia,a chi è malato di giochi d’azzardo,depressione o malati di qualsiasi altro genere,mi sembra che esiste anche per persone che hanno perso una persona cara o gruppi di single(su internet,mettendo sul motore di ricerca “auto aiuto”ne escono a centinaia),nel mio caso soffriamo tutti di MICI,cosi possiamo spalleggiarci a vicenda,nel gruppo di Bergamo oltre a raccontarci la storia e esperienza della nostra malattia,oltre a organizzare manifestazioni e conferenze(cosa che non faccio direttamente),tentiamo di affrontare e se possibile sgretolare le nostre difficoltà psicologiche e con la vita,per facilitare l’approccio si buttano sul tavolo delle provocazioni,in modo da mettere in evidenza le cose che riguardano ogni persona,poi chi vuole può dire il suo parere o qualche suggerimento alla persona indicata,oppure una persona dice una frase famosa come “Per te cosa è la felicità?”e a giro tutti danno la loro risposta e poi sé c’è da dire si dice.

Nel 1991 sono partito al militare e stranamente mi sono trovato bene,anzi devo dirti che mi sono divertito molto,posso classificare quel periodo come uno dei più belli della mia vita;cosa che ti racconterò più avanti,le cose da dire sono molte,come penso lo siano anche per tè,e devono essere prese un po’ per volta,se no scriveremo il libro della nostra vita tutta assieme.

Tornando al discorso”difficoltà nel conoscere gente nuova”;tutto questo e altro,mi ha portato a considerare le persone a me ostili,per questo trovo una grande difficoltà a conoscere le persone,anche se devo dirti che i ragazzi del circolo mi hanno sempre trattato bene e a loro mi sono un’ po’ affezionato,anche se adesso ho con mio fratello degli obbiettivi comuni che spero di realizzare,mentre con i miei amici ammalati,il rapporto non è di semplice amicizia è qualche cosa di un’ po’ diverso,parte dalla comprensione,per un problema comune,poi si trasforma in appartenenza a una stretta cerchia di persone,per poi diventare un rapporto un’ po’ più sciolto di conoscenza che non per forza si trasforma in amicizia(può rimanere anche per sempre  nelle prime fasi)poi se proprio si trovano affinità comini può diventare un’amicizia (ancora)più o meno profonda.E’ qualche tempo che con mio fratello vado in giro per cercare la morosa,ma ci siamo accorti che è tutto molto difficile,cosi siamo arrivati a una conclusione,dobbiamo cercare di essere simpatici alle persone,ma siamo pienamente coscienti che questo non fa parte della nostra natura e che ci riuscirà molto difficile,anche perché il nostro aspetto non ci aiuta,ma è un tentativo che dobbiamo fare,il metodo per sviluppare questo aspetto lo dobbiamo ancora elaborare,ti terrò a corrente,se mi ricordo.

Per gli stati di tensione interiore,trovo una grandissima difficoltà come realizzare la parola famosa”stai calmo”,per me quasi impossibile,o per un motivo o per l’altro sono sempre nervoso,da sempre,e sé il motivo non c’è,lo devo trovare!non so perché deve essere cosi,ma lo è,la cosa è snervante,per questo non vedo soluzioni immediate.

Come ti avevo accennato la volta scorsa,da un po’ di tempo faccio parte di un gruppo di lettura,il rapporto che ho con quelle persone è solo formale;mi piace molto ascoltare quello che dicono,perché mi sembrano,nel loro piccolo,persone di una certa cultura che a me fa sempre piacere conoscere,tra i libri che avevano in programma c’era “La mia africa”di Karen Blixen,libro che ho liquidato in cinque minuti,perché è troppo descrittivo e i libri così mi fanno cadere le braccia,mentre il film mi è sembrato un’ po’ più interessante,con Mary Streep e Robert Redford.

Qualche anno fa,ti parlo dal 1996 al 1999,circa,ho partecipato a qualche serie di ritiri spirituali alla villa Sacro Cuore,di Triuggio,la sede del ritiro è composto da un complesso appartenente ai Gesuiti,la villa è lunga quasi 250 metri e larga venti,disposta su tre piani (sotterranei,con stanze per gli ospiti e una cripta)con altare in mezzo alla sala,circondato da pali,dietro questi pali corre un corridoio,per i posti a sedere,le giunzioni tra soffitto e pali è a cupola,senza angoli vivi;il pianterreno,con la Hall per accogliere gli ospiti e una grande sala conferenza,la mensa e altre camere per gli ospiti;al secondo piano c’è la camera personale del Vescovo di Milano,le camere  delle suore e del prete direttore,la chiesa principale è dedicata a Maria dove dietro l’altare c’è la statua di Maria stella del mattino,tutta in marmo bianco,con tanti merletti che scendono dal muro incorniciando la statua,alla sinistra della chiesa c’è un mosaico sulla crocefissione di Gesù e sulla destra uno sull’annuncio dell’Arcangelo a Maria della sua gravidanza,tutta la chiesetta che non contiene molti posti,saranno un centinali di persone,è tutto molto suggestivo;nel piano intermedio,tra il piano terra e il primo,ci sono un gran numero di stanze stile Francescano,con dentro il bagno,un letto, una scrivania con la sedia e un armadio,la cosa particolare che hanno è il soffitto,che non è a spigolo vivo,ma sembra di stare dentro una cupola;oltre a questo al suo interno della Villa ha sette cappelle sparse qua e la,anche se più piccole di quella principale;il complesso in realtà non ha una base rettangolare ma a forma quasi di ferro di cavallo,sopra al tetto della villa c’ è una statua di Gesù,in rame,alta circa sette metri,con le braccia aperte e i raggi di sole che gli escono dalla testa,è così in evidenza che si può vedere dalla strada da molto lontano;tutta la villa è immersa in un grande giardino,dove il don a visto bene di arredare con molte via crucis,una statua che ricorda quella di Lurdes e altre statue e lapidi religiose;se una persona passa una settimana di ritiro spirituale,non penso che tornerà a casa nervoso come prima,e anche se ritorna nervoso,almeno qualche cosa dentro di lui è cambiato.

La giornata tipo del ritiro si svolgeva così:la sveglia era alle 7,00 con musica classica diffusa per tutta la villa,per prima cosa c’erano le lodi,che si svolgevano nella chiesetta principale,subito dopo c’era la colazione e alle 9,00 cominciava la prima lezione che durava circa un’ora,con il relatore di tutto il corso di esercizi spirituali,poi in silenzio si tornava in camera per la meditazione,che durava circa quarantacinque minuti(volendo si poteva passeggiare nel giardino),verso le 11,00 si facevano le prove di canto per la messa,che cominciava alle 11,30,dopo il pranzo c’era un po’ di tempo libero e riposo,alle 14,30 si ripartiva con la seconda lezione,poi altri quarantacinque minuti di meditazione,verso le 18,30 si recitavano i vespri,alla cena veniva rotto il silenzio che era partito il giorno prima,dopo qualche canto e alcune conversazioni alle 21,00 c’era o una testimonianza di qualcuno o qualche film di carattere religioso(tipo “La forza del singolo”,non ricordo ne protagonisti e ne regista,ma la storia è interessante),dopo si recitava la compieta con l’adorazione finale,poi tutti a letto,o quasi;l’esperienza degli esercizi che ho fatto è stata molto bella,perché ho fatto un’esperienza che non avevo mai fatto,ero partito con un programma personale da svolgere,ma poi la forza del Signore mi ha illuminato altre cose che non avevo considerato,le conferenze sono sempre belle e il solo fatto che una persona (Gesù Cristo) è morto per noi,mi fa sempre commuovere,ritornando sulle conferenze,né ho sentite un po’ ,dal padre Salman a Enzo Bianchi(il priore della comunità di Bose),fino a don Bruno Maggioni(questi ultimi due li puoi sentire alla radio AM,verso le 18,00,alla trasmissione “ascolta,si fa sera”),per ora non vado avanti a raccontarti cosa hanno detto durante le conferenze,cosa che farò più avanti,se mi dimentico ricordami.

Quest’anno non sono andato alle “Stelline”perché ho avuto l’influenza,proprio quella settimana,ma penso che sarà stato come l’anno scorso,di solito questo tipo di manifestazioni si assomigliano,l’unica cosa mi avrebbe fatto piacere risalutare qualche giocatore di Go,impegnato nell’ormai classico torneo,come quello degli scacchi.

Ho visto il film“Il sesto senso”,devo dire che l’ ho trovato molto bello,e il bambino mi ha fatto commuovere per la sua storia e la sua fragilità interiore che i suoi movimenti tradivano,anche se il suo atteggiamento poteva essere scambiato benissimo per schizofrenico ,mentre il protagonista adulto (interpretato da Bruce Willis)l’ ho vista come una semplice spalla,anche sé tutti e due avevano storie e ruoli molto diversi e con obbiettivi paralleli,anche se collaboravano,ma la cosa che mi è sembrata forzata e senza senso narrativo è stato li fatto che all’inizio il bambino già adulto ha ucciso il medico,poi la storia ricomincia con il bambino piccolo e il medico già morto,in fatti parlava con il bambino che vedeva i morti,ma il medico non interagiva con tutti gli altri protagonisti,se in quel periodo il medico era ancora vivo non si sarebbe comportato così,e il bambino non avrebbe  preso coscienza delle sue capacità imparate,cosa ne pensi tu?

Volevo dirti che non devi vergognarti di non riuscire ad apprezzare la fortuna di godere buona salute fisica,perché chi sta bene non può capire cosa vuole dire stare male(sembra un gioco di parole)perché non si è dentro la cosa,e un proverbio dice:”apprezzi una cosa quando non l’ hai”e questo è vero,vivendo con la malattia impari,con il tempo,ad accettarla e con un altro po’ di tempo ti accorgi che ti cambia nel profondo,come spesso ho sentito dire ai preti”la malattia ci viene regalata per glorificare il Signore”o qualche cosa del genere,sinceramente su affermazioni del genere resto dubbioso,anche se mi rendo conto di non aver capito in pieno a cosa si riferiscono;la cosa la potremmo discutere meglio,tu cosa ne pensi?

In questo momento sto leggendo”Volevo solo dormirti addosso”devo dirti che è molto bello,come dici tu parla di questa persona che ha il compito di una “ristrutturazione aziendale”(usando un termine tecnico,anche se la cosa tenta di mettere un’ po’ di zucchero sulla pillola,ma il termine giusto è”tagliatore di teste”),il libro lo sto leggendo abbastanza velocemente,perché è scritto in modo avvincente e poco descrittivo,ogni volta che incontro mio fratello gli raccontavo dove sono arrivato(lui l’aveva gia letto)e da quel punto discutiamo,non tanto la storia narrata,ma le questioni che venivano sollevate dall’autore,come il fatto che nelle aziende tendono a non assumere più le persone a tempo indeterminato,ma tramite cooperativa,perché possono mandarli via quando vogliono e agilmente,poi il fatto che alcune aziende assumano persone che hanno trent’anni e a cinquanta li licenziano in modo da ottenere il massimo di produzione,un’altra cosa ho notato,ma non mi ha stupito più di tanto,ci sono aziende(forse qui si parla di multinazionali) che sottopongono i dipendenti e persone durante il colloquio di lavoro a test psicologici,per avere un quadro dettagliato della personalità di chi hanno d’avanti,in modo da sapere dove metterlo e farlo produrre al massimo in conseguenza a questo,ogni anno danno dei questionari ai dipendenti dove devono rispondere sul loro grado di soddisfazione verso l’azienda,e su questo prendere le dovute decisioni;per quanto riguarda il protagonista posso dirti che l’ ho trovato senza scrupoli e sicuro di raggiungere il  suo obbiettivo,a qualunque costo,anzi direi senza coscienza,perché per fare quel lavoro ci vuole il pelo sullo stomaco(che dico pelo,un tappeto!),nella vita privata mi è sembrato senza contatti con la realtà,perché in quello che faceva percepivo una più totale indifferenza,e volendo essere più preciso,direi”una testa di cavolo”,solo una persona cosi può accettare un lavoro del genere,li colpo di scena della storia e che lui per raggiungere il suo obbiettivo si è auto licenziato,chiudendo l’obbiettivo previsto dal contratto;quando avrai tempo ti consiglio di leggerlo,perché ne vale la pena,sul genere mi hanno dato una lunga lista di libri,che penso(forse un giorno)di leggere,per esempio:”Pausa caffè”di Giorgio Falco,oppure “Il dipendente”di Sebastiano Nata,o “Memorie di una casa morta”di Dostoevskij,di questi titoli mi hanno fornito una lista con diciotto indicazioni,ma l’argomento che più mi tocca è quello ospedaliero,e sto cercando “Il buon dottore”di Damon Galgut ,ovviamente mi procuro tutto dalla biblioteca,e una volta letti li porto in dietro,cosi non ho il volume in casa,cosa che ti consiglio di fare anche tu nella tua città,compreso i film,la cosa molto interessante è che tutto è gratis,e se bazzichi spesso magari trovi qualche persona con qui scambiare quattro chiacchiere.

Tanti saluti a voi,mio caro Ulisse.

Caro Ulisse.1-3-2005

Marzo 28, 2008

Ciao come stai?io quasi bene.

Scusa ma vado subito al solido.

Dunque,nelle malattie inguaribili,come la mia,la medicina ancora oggi non ha scoperto le cause che provocano i sintomi,cosi suppongono che queste malattie sono causate da una disfunzione immunitaria o da fattori genetici e ereditari,ma spesso nel paniere aggiungono le concause;cosa sono le concause?sono tutte quelle sollecitazioni esterne e interne che possono causare malattie di natura psicosomatica.

Una delle frasi famose del mio gastroenterologo è:”Se ti cade il mondo in testa,tu fa finta di niente”,volendo dire di non preoccuparsi sempre di tutto e di tutti,perché spesso le cose scoppiano in una bolla di sapone(perché ci preoccupiamo per niente o per cose di semplice soluzione),e siamo noi che in continuazione rimuginiamo su questa o quella cosa,ma alla fine ci auto snerviamo,ci sembra che in fine noi siamo sbagliati,mentre in realtà sono gli altri che vedono in noi una debolezza(e in realtà un po’ tutti lo siamo,da una parte o dall’altra)e ne approfittano,magari perché si sentono più integrati in quell’ambito(magari lavorativo)e quindi più forti;dal nostro punto di vista capiamo che siamo in minoranza(spesso senza accorgerci),e cerchiamo di integrarci secondo le nostre capacità di relazione,oppure reagiamo in modo scontroso(cosa che quasi sempre nasconde una debolezza)perché ora mai non ne possiamo più o subiamo,sperando che la finiscano,ma in realtà a queste nostre reazioni loro si fanno un gran numero di risate alle nostre spalle e poi continuano la prossima volta con maggiore cattiveria e grande soddisfazione da parte loro(meccanismo che funzionava benissimo alle scuole elementari),secondo me ci sarebbe un modo per salvare il salvabile(anche se nel mio caso la cosa è ormai senza ritorno),e questa cosa sarebbe quella di cercare d’integrarsi subito parlando molto(mantenendo sempre il discorso su argomenti banali come il calcio),rispondere sempre con gentilezza e aggirare meglio che si può le varie battute,magari farne di carine,verso una terza persona,ma la cosa che li rende docili come agnellini è l’offerta del caffè(a questa cosa non mi sono mai adattato,non per tirchieria,ma per una questione di mentalità mia personale),con conseguente comunella d’avanti alla macchinetta del caffè,ma la cosa più importante è quella di non raccontare niente di tè stesso,perché sicuramente andrà a finire che ti prenderanno in giro e un motivo lo trovano sempre.

Una cosa che penso di aver intuito è che la tua preoccupazione sia accentuata dal fatto che non hai ancora raggiunto le tue ambizioni primitive nell’ambito di lavoro(dimmi se sbaglio),nel senso che stai facendo una cosa che non pensavi quando andavi a scuola,ma tieni conto che persone come te(come noi)c’enne sono a milioni e per raggiungere il proprio sogno bisogna lavorare duro(come stai facendo tu)oppure ti puoi adeguare e accettare le circostanze,pensando semplicemente di portare lo stipendio a casa,e chi si è visto,si è visto(come faccio io);a parte il fatto di seguire il proprio sogno,di solito le persone tristi fanno molta fatica a svolgere le mansioni che gli sono state date,avvolte anche molto semplici,questo perché si sentono male dentro e credono di non riuscire a fare cose grandi,ma in realtà il problema è più profondo,spesso le cause sono nascoste nella nostra infanzia e da soli non possiamo risolvere un problema più grande di noi,come la tristezza;per dirtene una,quando ero giovane sono uscito dalla depressione con l’aiuto di mio fratello(per questo motivo gli voglio molto bene),noi ci limitavamo a parlare di cose generali e ridavamo a squarcia gola(ridere aiuta molto le persone,come noi,perché ti distrae e il corpo produce delle sostanze che non conosco,ma ti fanno stare bene),per questo motivo ti consiglio di parlare molto con tua moglie(forse lo fai gia,non so),sviscerate i vostri problemi,sia nuovi che vecchi e trovate qualsiasi scusa per ridere,rispettando le altre persona,vedrai che comincerai a fare qualche passo avanti,come l’ ho fatto io,e vedrai il mondo con occhi nuovi.

Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani la rivista”Riza psicosomatica”di Raffaele Morelli e leggendo qua e là (cosa che ti consiglio di fare,perché qua parlano di consigli blandi,alla portata di tutti,su ansia depressione o altro),ho trovato l’indirizzo del sito e che all’interno era possibile chattare,cosi sono andato,sulla chatt sono uscito con il nick di Ercole,questa era una chatt diversa dalle altre,era possibile parlare(scrivere)di cose anche un po’ serie e la gente ti rispondeva cercando di darti qualche suggerimento,così una volta,con la persona con cui avevo più”confidenza”,mi ha dato il suo numero di cellulare,perché spesso organizzano”pranzi chatt”in varie città d’Italia,in quel momento l’avevano fatta a Milano,cosi mi sono aggregato,con molta paura;quando li ho visti per la prima volta ho scoperto che erano persone molto grandi,e che anche sé molti non si conoscevano di persona,sembrava fossero amici da moltissimi anni,era molto facile trovare gli argomenti con cui parlare,una cosa divertente era che continuavamo a chiamarci con il nick della chatt,e ho notato che tutti bene o male si occupavano(tranne io)di pratiche joga o per lo meno new-age(hai mai sentito la musica new-age,a me piace molti quella della pioggia),profumi particolari,dentifrici aiurvedici,giardini zen o spiritismo da salotto,comunque la giornata è stata piacevole,la pizza era buona e la compagnia altrettanto,anche se alcuni argomenti trattati in quella giornata mi hanno lasciato un’ po’ perplesso;da molto tempo la chatt è stata chiusa e queste persone non le sento più,tranne una che molto raramente mi scrive due righe sulla posta elettronica.

Un’altro suggerimento che io reputo importante è quello di supportare il lavoro del consulente con quello di un tuo carissimo amico(o come ti avevo detto prima,da tua moglie),che puoi usare come consulente,ovvero deve essere una persona che puoi raccontargli ogni cosa,con la certezza che lui poi non ti prenda in giro e che possa darti dei consigli,e a questo punto da fondo a tutto quello che hai dentro(avvolte ci vogliono parecchi mesi per raccontare tutto,quindi tieni presente che il tuo ascoltatore deve anche essere molto paziente,e bada bene di non assillarlo molto,vedrai che alla fine ti sentirai meglio,perché ti sei sfogato e magari riceverai delle soluzioni,cosa che noi uomini amiamo);poi mi dirai sé ti è servito e sé pensi di aver risparmiato qualche biglietto da ottanta euro,per andare dal consulente.

Un altro consiglio(perdonami se cerco di darti un’ sacco di suggerimenti,se vuoi li puoi contestare tutti,con le dovute spiegazioni,ma questo è il mio modo per dimostrare la mia amicizia,condividere i tuoi stessi problemi mi serve per combattere o meglio “accogliere”anche i miei)che spero di darti è quello di cercare un hobby che ti piace moltissimo e che nel farlo ti renda molto felice,questo per staccare la spina dai pensieri,cosi allenterai la tensione,a me piace molto ballare e se lo faccio con una ragazza giovane,io mi sento felice come una pasqua,poi tutti siamo diversi e a ognuno piacciono cose diverse;coltivare un hobby è tipico degli uomini,perché vanno dentro la loro caverna per cercare una soluzione,mentre le donne,nella nostra stessa situazione,cerca delle relazioni,cosi parla in continuazione con il marito o cerca un’amica.

Ti volevo chiedere una cosa,e la domanda che volevo fare è questa:”Che cosa è per te la felicità?”(ovviamente a questa domanda possono rispondere tutti i lettori del Blog).

Da qualche settimana sono in malattia per una riacutizzazione della colite ulcerosa,mi ha permesso di avere più tempo per portare avanti ancora un po’ i miei tanti hobby,che posso svolgere a casa,come leggere,guardare film etcc…,ho letto la storia di John Nash,ho ricominciato a leggere “Il signore degli anelli”,ho letto velocemente i primi tre volumi di Harry Potter,ho scritto alcuni pezzi della tua lettera e ho guardato i film che non avevo ancora visto ,come quelli di Quentin Tarantino,la serie completa dei dvd di Quark sui personaggi famosi,il film”Chicago”,Kagemuska” (l’ombra del guerriero)e”Rashomon”di Akira Kurosawa,”Riso amaro”di Giuseppe De Santis,”Edward mani di forbice”e”A beauliful mind”la storia di John Nash,storia che mi ha affascinato fin dall’inizio,tanto è vero che ho visto questo film un sacco di volte,magari la prossima volta ne parliamo,l’ hai visto?.

Il corso di cinematografia ormai l’ ho perso quasi tutto,tra influenza e rcu,ma in una lezione il relatore parlava degli effetti speciali,ma come al solito era solo una scusa per parlare di qualche cosa d’altro,a parte i molti esempi di effetti speciali nei vecchi film,anche non spettacolari,come ”Quarto potere”,ha puntato il dito su “Matrix”n°1,qui gli effetti speciali si sprecano ed è quasi banale parlarne,ha fatto notare le parole dei personaggi,come quelle del personaggio di colore,che diceva:”noi viviamo in un mondo non reale e già costruito da altri”o qualche cosa del genere,e su questo ha fatto tutta una serie di ragionamenti,ha raccontato che a una sua conferenza aveva partecipato il direttore di una famosa casa cinematografica e questa persona non ha solo confermato queste parole,ma ha rincarato la dose,questo per dire che ci sono persone che decidono per noi già alla base e ci spingono a fare decisioni obbligate,poi noi ci convinciamo di aver deciso liberamente,ma non è vero;in tutti i film e libri di fantascienza vengono trattati sempre argomenti sociali e politici che ci interessano direttamente(oggi)anche sé il soggetto si trova nell’iperspazio, nell’anno seimilanovecento.

Tra i libri che ho intenzione di leggere tra un po’ (consigliati dal gruppo di lettura)sono:”Il ritratto di Dorian Gray”di Oscar Wilde,”Martin Dressler”di Steven Millhauser,”Volevo solo dormirle addosso”di Massimo Lollo,a proposito ho visto “L’ora di religione”almeno un paio di volte,perché non è stato facile seguire tutto con attenzione e curare i personaggi,ora posso dirti che mi ha lasciato molto perplesso il personaggio di Castellito,nel fatto che è un’ ateo inflessibile e il fatto che la madre stia per diventare santa lo ha lasciato ancora rigido nella fede,ma tutte le persone che gli stanno attorno erano affascinate dall’ evento,non tanto per il fatto in sé stesso,ma da una ricaduta d’immagine e economica;secondo me il regista ha voluto far vedere come le persone per interesse,avvolte possono avere un’ atteggiamento assillante e mettono (forse) da parte le proprie convinzioni,ma li protagonista forse ha mantenuto la sua integrità,mi ha sconvolto il dialogo che ha avuto Castellito con la suocera sulla poltrona,verso la metà del film,se non ricordo male nella scena si vede un tendone con l’immagine della madre fuori dalla finestra;nel complesso il film mi è sembrato lento e noioso anche se tratta argomenti interessanti,come tanti altri film o libri di un certo spessore.

Spero di non averti annoiato molto in questa lettera e mi auguro tu riesca a trarre profitto da quello che ti ho detto,senza pretese,l’ ho fatto con lo spirito rivolto a un amico,ti dirò di più,con mio fratello sono molto più schietto e lui conoscendomi accoglie quello che gli dico e ha ammesso di aver fatto qualche progresso,anche sé il suo livello culturale è decisamente superiore al mio.

Tanti saluti mio caro Ulisse.

Geografia di Bivio

Marzo 28, 2008

Finirono i festeggiamenti e dopo avere mangiato come non so cosa,Ercole e Virgilio decisero di fare due passi al paese.

Mentre camminavano lungo la strada principale,chiamata”la via di mezzo”,videro un cartello che mostrava la cartina geografica di Bivio,ma andarono oltre,la vera differenza di questo paese non era insito nella geografia,ma nella mentalità delle varie zone del paese;come avevamo detto Bivio era un paese rettangolare,dove veniva tagliato in tre parti dalla ferrovia e dalla strada principale,in queste tre zone che venivano create si erano raggruppati tre diversi tipi di persone che avevano caratteristiche comuni,pur non essendo razzisti,erano leggermente campanilisti e tutti comunque vivevano in modo civile e tollerante,gli uni con gli altri,perché la cultura media delle persone di Bivio era molto alta,se non altissima;nella fascia più a Nord di Bivio abitano i Colti, nella fascia centrale del paese vivono i Dotti(zona dove abitano  Ercole e Virgilio),in fine nella zona più a Sud c’erano i Misti(diminutivo di mistici);oltre a queste tre categorie di persone ne esisteva una quarta,questi abitanti vengono chiamati Eletti,loro non avevano una zona chiara in tutto il paese,si trovavano ovunque,anche se gli altri potevano girare liberamente in tutto il paese,ma gli Eletti erano disseminati ovunque,loro potevano vivere a Bivio perché nella loro vita avevano fatto una scelta precisa(ma non sempre palese)o si erano trovati,per vari motivi d’avanti un bivio, cambiando in modo irreversibile la loro vita(Ercole e Virgilio appartenevano al gruppo degli Eletti),per poter vivere in questo paese e fare i documenti di cittadinanza dovevano essere giudicati da una commissione,che certificasse la loro scelta o il loro punto di non ritorno;i Colti sono coloro che nella loro vita avevano deciso di farsi una cultura,indipendentemente dagli impegni che la vita gli dava da svolgere;i Dotti sono coloro che hanno deciso di studiare e crearsi un’ avvenire con gli insegnamenti appresi,loro ricoprivano i compiti più rinomati del paese,dottori,avvocati,ingegneri,impiegati,dirigenti e altre mansioni importanti;i Misti sono quelle persone che hanno fatto una scelta a carattere religioso,contemplativo,Bivio aveva una chiesa centrale,ma dalla parte dei Misti c’e un grosso santuario e altre strutture a carattere religioso.

Ormai è chiaro a tutti che per entrare a Bivio bisognava fare una scelta precisa,ma il problema si poneva per gli esseri umani che nascevano dentro il paese,ovviamente sarebbe stato impossibile spedire altrove i bambini e quindi loro dovevano acquisire tutte le carte in regola per poter vivere in questo paese,cosi oltre alle scuole tradizionali dovevano fare dei corsi che li istruivano e facevano discernimento,arrivati alla maggiore età dovevano esprimere una scelta chiara nella loro vita(che poi veniva monitorata dal Nucleo Controllo),a quel punto gli davano la cittadinanza effettiva a Bivio,il reale problema nasceva quando il soggetto non aveva espresso alcuna scelta,veniva preso e portato d’avanti a una commissione speciale,chiamata”commissione decisionale”,che svolgeva”il processo al dubbio”,subito il soggetto in esame veniva definito”Gnucco”e questa definizione gli rimaneva finche quel giovane non aveva preso una decisione,in tanto che il processo si celebrava,l’indagato veniva invitato o spinto a una scelta,i casi complicati venivano curati con”la polvere invito”,questa medicina che esisteva solo a Bivio determinava il ragazzo e favoriva le decisioni,a suo tempo,alla fine di tutto il processo il giovane aveva intrapreso la sua strada definita, acquisendo tutti i diritti per vivere a Bivio(perdendo la nomenclatura di Gnucco),quelli che non volevano prendere nessuna decisione,nonostante tutte le attenzioni,consigli e cure,erano dichiarati”uscente”e spedito fuori dal paese,sicuramente non poteva più vivere a Bivio,non c’erano le basi minime per una civile convivenza,tutta la comunità si prodigava per creargli una vita dignitosa fuori dal paese,trovandogli un lavoro e una casa in cui vivere,poi era mandato via,e il giovane era obbligato con la forza ad accettare,ovviamente poteva tornare a visitare i genitori,ma non poteva vivere più a Bivio.

Sul lato Nord-Est di Bivio c’era la residenza di Candalù,dove viveva l’Oracolo,in realtà una parte della sua residenza usciva dai confini di Bivio,ma non era un problema,l’Oracolo non usciva mai da Candalù.

Solo queste erano le persone che vivevano a Bivio.

Quando Ercole e Virgilio giravano il paese non vedevano tanta gente girare,solo in alcuni momenti ne vedevano di più o di meno,a secondo della giornata o dell’orario,ma tendenzialmente Bivio era considerato un paese dormitorio.

Buona Pasqua.2008

Marzo 21, 2008

Ormai era il periodo di Pasqua,Ercole e Vigilio si accingevano a festeggiare come si doveva questa importantissima festa,e cosi andarono nella chiesa principale di Bivio e sentirono la messa solenne di sabato sera,cosa che possono fare tutti(non sto qui a raccontarvi cosa sia successo,non ora),il giorno dopo si aprirono i banchetti e divertimenti,il momento è molto sentito a Bivio;a un certo punto Ercole si rivolge a Virgilio e gli chiede:”Ma perché facciamo festa?”al momento Virgilio rimase un’ attimo in silenzio,poi rispose,”stiamo festeggiano la morte di un’ uomo che è morto per noi”aspettò a finire la frase perché voleva che a Ercole restasse sconvolto da questo evento,poi”ma soprattutto la sua resurrezione”,non andò oltre al discorso,rimandando la cosa a un altro momento.

I festeggiamenti andarono avanti con ogni leccornia,tutto innaffiato con buon vino.

Buona Pasqua a tutti gli abitanti di Bivio.

U.f.o.

Marzo 21, 2008

Nella vita ci sono due cose che sono opposte(ma non c’è solo questo),il reale e le cose non reali,ma cosa sono in realtà queste due cose,una persona potrebbe credere di vivere nella realtà,quando invece non è vero,vive in un mondo preconfezionato da altri,ma il soggetto percepisce tutto come se fosse vero,solo per il fatto che alcune cose si possono toccare,mentre altre no,a una persona potrebbe sembrare che viva in un’ contesto,quando in realtà ha la testa completamente dall’altra parte del pianeta,e quindi che cosa è reale,la persona in questione vive in un luogo ma vede le cose come se non gli appartengono e quindi è estraneo,vede le cose come se vedesse un’ Ufo,credereste ai vostri occhi se vedete un extra-terrestre?

Ma oggettivamente gli Ufo sono tra noi,intendo tutte quelle cose che possiamo benissimo classificare come cose superflue,e di cose del genere ne abbiamo un sacco,basta guardarsi a torno,un’ esempio,l’ oggetto che si è reso indispensabile, anche se dai tempi antichi gli uomini hanno campato benissimo senza,sto parlando del telefono cellulare,non ci accontentiamo di averne uno,ne vogliamo sempre uno più bello,con più funzioni,più memoria,più connessioni,e ci dimentichiamo che deve telefonare,chi è che ci mette in testa che dobbiamo avere sempre l’ultimo modello in mano?da dove nasce quella sensazione che ci spinge sempre a comprare e a possedere?chi mi vuole impedire di usare fino in fondo il mio 3310,anche se ha casa ne ho altri due telefoni evoluti che mi aspettano,perché non devo usarlo?questo e solo un’ esempio,potrei fare le stesse osservazioni con la macchina,i soldi,i film,la musica,i libri,i divertimenti,gli oggetti che ci interessano,quanti ne hai?

Allora mi sorge una domanda,cosa è reale?

Secondo me è reale tutto quello che è necessario per la propria vita,ma non in modo smodato,le cose devono essere usate bene per quello che sono,secondo la loro funzione,senza accanimento,senza la bramosia di possederne sempre più belli,non desiderare sempre la cosa che non hai,prova ad approfondire quello che già hai!e vedrai che non avrai abbastanza tempo per farlo o se lo hai,ti accorgerai che c’è sempre da andare più in fondo,e allora!,perché dobbiamo sempre inseguire,fermiamoci!e guardiamo quello che già abbiamo,non caschiamo nella trappola del consumismo.

Per vivere in realtà non ci vuole molto,poche cose ma essenziali,poi ci sono le cose più evolute che sono tipiche degli uomini,ma se queste cose sono troppo evolute diventano Ufo.

Pensate e osservate a quale rapporto avete con gli oggetti che vi stanno a torno?per il rapporto(reale,non reale)con persone bisogna fare un discorso a parte.

Marisa Bulgheroni

Marzo 21, 2008

Si è svolto l’ultimo incontro del gruppo di lettura,ospite d’onore Marisa Bulgheroni,è stata subito accolta con una canzone degli anni trenta,molto carina e dal suono antico(cantata da un gruppetto di signore che la conoscevano dal nome di”Le voci stanche”),questo per introdurre il periodo storico del suo primo romanzo,ha scritto altre cose,ma in prevalenza è stata una studiosa e intenditrice di Emily Dickinson.

Marisa è una intenditrice di letteratura americana,e decide di ambientare il suo primo romanzo negli anni trenta,quarantacinque,in Lombardia”Un salto attraverso le stelle”,il tema principale è la guerra ma non solo,lo stile di scrittura è alto,raffinato,colto,in certi tratti poetico,per leggere questo libro bisogna stare in silenzio per assaporare il profumo delle parole,la sua lettura è affascinante,anche per chi di letture non è sprovveduto.

In questo romanzo sono raccontate le storie di tre sorelle,in una Como ridente.

Stranamente hanno letto molte pagine del libro e a quanto dicevano hanno fatto molta fatica a sceglierli,per la bellezza di ogni pagina.

Isabella,la protagonista,ha un rapporto di ostacolo con il padre,che ha fatto la guerra e ha un’ atteggiamento di padre-padrone tipico dell’epoca,lui si impegna nella politica del paese,ma la figlia non lo accetta,anche se gli vuole bene;Isabella ha anche una storia d’amore,il suo fidanzato compare e scompare,ma solo con l’amore si poteva sopravvivere alla guerra civile.

Nel romanzo vengono narrati anche avvenimenti storici,alla fine del libro viene descritta l’esecuzione di Galiazzo Ciano.

L’autrice voleva mettere in luce la storia collettiva e individuale dei personaggi.

In questo libro l’autrice ha messo molte cose autobiografiche,ma poi ha confuso le acque romanzando la cosa,esasperandola.

Di tutta la storia il vero personaggio passionale è il capitano(il padre)e in tanto menzionano anche”Il partigiano jonny”.

Durante la storia i personaggi si troveranno davanti a delle scelte che si riveleranno,poi,terribili.

In alcuni pezzi della storia sono stati messi sentimenti di oggi,come la felicità di un’ uomo che raggiunge la sua ragazza,ma durante il viaggio e al culmine della sua felicità fa un incidente,per non scoprire il tradimento di lei con il sui migliore amico.

L’autrice sente molto la condizione della donna moderna,si rende conto che le donne di oggi stanno perdendo molti diritti,al quale molte donne del passato hanno lottato duramente per ottenerli.

L’autrice non è ottimista per il futuro,e allo stesso tempo molto curiosa del futuro,e comunque spera che le cose vadano meglio,con la tensione e la tenacia per il giusto.

I giovani d’oggi(di trent’anni)dovrebbero leggerlo per conoscere cosa è successo nel passato.

Dopo la guerra si ricomincia una nuova avventura,quella della ricostruzione,molti presenti sanno di cosa sta parlano,anche loro hanno vissuto la seconda guerra mondiale.

L’autrice,nel romanzo cerca l’emozione portando il lettore in un mondo alternativo ma dando al’lettore

 Qualche cosa che non conosce.

Nel romanzo vengono messi in evidenza i conflitti padre-figlia.

L’incontro e la bellezza dell’intervista invoglia molti spettatori a leggere il libro.