18-09-07 – Venti ore di ordinaria sanità!

By controstorie

Tutto è cominciato domenica
scorsa,dopo un bel giro in bicicletta,che alla fine ti racconto.
Appena
arrivato a casa mi cambio e trovo mio padre sdraiato a letto,e al
momento non ci faccio molto caso,poco dopo mia madre”sai tuo padre ha
fatto un giretto in bici,ma stranamente è tornato a casa di corsa e si
è chiuso in bagno”al momento pensavo che scherzasse e che avrebbe solo
problemi di dissenteria,in vece,quando mi sono accorto che non era cosi
e che perdeva sangue e si vedevano nelle urine,mi sono reso conto che
la situazione era seria,cosi gli dico che era meglio portarlo al pronto
soccorso,e poco dopo si è reso conto anche lui che era il caso di andare
(certo non voleva perché in fondo si sente utile in casa e in questo
modo mancava un supporto importante,ma non potevamo fare altro),
prepariamo qualche cosa e andiamo,in tanto fa molta fatica e con molto
dolore ad andare a urinare,in fatti lungo la strada ci siamo dovuti
fermare(da casa mia al San Raffaele ci saranno circa otto dieci
chilometri),lo lascio un attimo al pronto soccorso e vado a
parcheggiare,lungo la strada ovviamente avviso a Pietro,arrivato,anche
io aspetto che lo chiamano,dopo poco tempo(in tanto faceva la spoletta
tra la sedia e il bagno),quasi subito viene chiamato e visitato,io
aspettavo fuori dalla porta dell’ambulatorio,quando esce è su una
barella con una flebo al braccio e il catetere,attaccato a due sacche,
una mandava del liquido nella vescica e l’altra raccoglieva le urine,e
questo è una cosa molto dolorosa e mio padre ha sofferto molto in quel
periodo,tanto che si metteva a piangere e stringeva i denti,a un certo
punto ho dovuto chiedere al medico di levarglielo(e cosi ha fatto),il
giorno dopo arriva l’urologo e senza sapere ne leggere e ne scrivere
rifà tutto toccando una cosa già compromessa,alla fine lo hanno
strapazzato per bene,e anche ora sta abbastanza male,ma spero riuscirà
a cavarsela;mentre aiutavo e assistevo mio padre(tranne dall’una e
mezza di notte e le otto del mattino,dove sono andato a riposare,si fa
per dire,ho dormito solo tre ore),mi guardavo in giro,nella sua
cameretta,appena arrivati c’era un’ uomo anziano che dormiva e poi ho
visto sveglio per qualche minuto,il tempo di vederlo andare via,mentre
dall’altra parte della stanza c’era un ragazzo con la faccia gonfia,e
appena l’ ho visto avevo immaginato cosa fosse successo,ma non gli ho
mai parlato,tranne qualche frase di cortesia con la madre,il ragazzo si
vedeva che è un tipo di polso e non si tira indietro,cosi passa il
tempo e mio padre si lamenta molto delle terapie,guardo la corsia e la
gente andava e tornava che era un piacere,pazienti e infermieri
scorrevano d’avanti la porticina della nostra stanzetta,poco più in la
noto un gruppetto di ragazzi del paese dell’est,uno di loro era seduto
sulla carrozzina e aveva un cerotto sul naso,questo era tenuto mano
nella mano,dalla fidanzatina(molto simile alla figlia della compagna di
Pietro)circondati da altri ragazzi giovani della stessa età(circa
sedici anni)e con loro c’era una ragazzina come loro e leggermente più
grassa di loro che gli continuava a parlare a tutti in modo animato,
come se volesse fare e disfare tutto lei,e sicuramente del gruppo era
la più sveglia,visto che i ragazzi erano tutti imbambolati,e qui ho
fatto la trasposizione di questo nella vita adulta di quei posti;poco
dopo arriva una donna(di solito al pronto soccorso c’è sempre movimento)
da lontano mi sembrava una prostituta,la sdraiano su un lettino e la
assiste una infermiera,visto che si era messa a piangere,l’infermiera
si siede sul letto e cominciano a parlare,io che ero pochi metri più in
la riuscivo a sentire,praticamente diceva(sempre piangendo)che alle
dieci era andata in discoteca e che verso le undici aveva chiesto un
passaggio a qualcuno,l’ hanno caricata in macchina e poi non so per
quale motivo la hanno massacrata di botte(in fatti era molto gonfia),
riprendo e torno da mio padre(sono rimasto con lui quasi sempre)resto
seduto e attendo,forse dopo un‘ora arriva un ragazzo con una mano
fasciata e si mette subito a parlare con la madre del ragazzo vicino di
letto di mio padre,e gli dice”sa signora quale è il problema di questi
stranieri?è che anche se li denunci perdi solo tempo,perché non hanno
neanche il visto di soggiorno;suo figlio si è messo in mezzi e gli
hanno scassato la faccia”,”si mio figlio è sempre stato così,domani lo
portano via e gli operano le ossa del volto”,”a un altro mio amico gli
hanno fondato il cranio,e io?a me mi hanno tirato una coltellata sulla
mano,per poco mi tagliavano i tendini”mentre sentivo queste cose ero
contento di aver preso la decisione di non andare da solo in discoteca.
Verso l’una di notte torno a casa,avendo visto mio padre che si era
calmato un’ attimo;a casa mangio e vado a letto verso le tre,avendo
saltato completamente la cena,alle sei mi alzo e vado subito da lui,con
calma visto che pioveva molto,quel giorno.
La mattina ritorno e
accompagnato dalla pioggia battente arrivo,poi mi accorgo che avevo la
maglietta fradicia,ma non potevo fare altro che aspettare che
asciugasse da sola;la mattina tutto sommato era tranquilla e il
personale aveva la situazione in pugno,cosa che ho cercato di osservare,
piano piano le persone andavano via e alcune arrivavano,cosi giusto per
fare passare il tempo(anche se c’era già molto in quella stanza)giravo
nella corsia,anche perché dovevo capire in anticipo se fare il
volontario mi metteva in stallo,e ho notato che in realtà mi sentivo a
mio agio in quel posto(certo fare il volontario in reparto è tutta
un’altra cosa,ma almeno ho cominciato a vedere se l’aria era potabile)
in fatti qualche stanza più in là ho trovato una persona che viene di
solito a mangiare la pizza con i ragazzi del circolo,non mi sono
dilungato molto,per via di mio padre,ma qualche parola sono riuscito a
scambiarla;tornato da mio padre,trovo la moglie di un paziente sdraiato,
e cosi ci siamo messi a scambiare qualche parola,in somma lei era
preoccupata per suo marito,perché aveva la febbre e forse doveva essere
operato,ma non voleva perché qualche tempo prima aveva fatto un
intervento e ha avuto delle serie complicazioni,”sai”mi fa”forse deve
fare l’appendice”,”non si preoccupi è un intervento semplice”,speriamo
di no,non so cosa farei se mi venisse a mancare”poi lo hanno portato
via,anche a mio padre lo portano in ambulatorio e lo hanno torturato
ancora un’ po’, poi sono stato tranquillizzato dagli infermieri,
accompagno mio padre in bagno e la signora(appena incontrata)mi
rincorre piangendo e imprecando che suo marito deve essere operato,in
quel momento mi sono accorto del grave errore che avevo fatto e se
volevo fare il volontario in ospedale era necessaria una formazione;nel
primo pomeriggio nella nostra cameretta sono arrivate altre persone e
tra una parola e l’altra è uscito un bel salottino,chi raccontava di
tumori alla prostata,chi di infarto e uno di stomie permanenti(ma
guarda questi qua,mi girano sempre a torno,spero non sia qualche
avvertimento)uno di loro era sardo e con mio padre hanno instaurato
subito una certa confidenza,come due compaesani,poi verso le quattro
siamo andati via e abbiamo salutato molto calorosamente i presenti.
E tutto questo è successo in circa venti ore di pronto soccorso.

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