E se la malattia fosse un dono?
Risposta:Ma chi lo voleva questo regalo!
Risposta esatta!
Quando ancora non sapevi che dovevi ricevere un pacco regalo,andavi in giro,ti divertivi,eri spensierato e non pensavi alla sofferenza,o meglio pensavi che sarebbe capitata solo ad altre persone,non certo a te,avendo la fortuna in mano,non potevi pensare che un giorno ti sarebbe sfuggita di mano,e cosi andavi in giro a divertirti a correte dietro le ragazzine, ridere e scherzare con gli amici,e tra una partita al pallone e una birretta gli anni ti scorrevano spensierati.
Ma un giorno ti crolla il mondo addosso,ti svegli con una malattia inguaribile,in un primo momento fai fatica a capire(o forse credi),pensi che i medici si sbagliano,poi quando vedi che continuano a starti a dosso cominci a dare la colpa agli altri,forse anche ai genitori(se non avrebbero fatto questo o quello),forse agli altri(se non avessi incontrato quel disgraziato),in fine noi stessi(se in quella circostanza mi sarei comportato diversamente,forse sarei stato meno nervoso),e cosi cerchi di darti mille ragioni e mille colpe per giustificare una cosa che ha in realtà(o lo farà)cambiato in maniera irreversibile la tua vita,la cosa non ti fa sicuramente piacere(le persone faticano molto a cambiare abitudine,soprattutto se cominciano ad avere una certa età)in fatti nei primi anni fatichi ad accettare il tuo nuovo regalo(anche se preferisco chiamarlo amico,o meglio ancora”figlio”,perché ho notato che si comporta come un bambino,nei primi anni è stato molto irrequieto e di difficile gestione,poi quando è diventato più grande ha cominciato a mettere giudizio,ho capito meglio come trattarlo e ci capiamo solo guardandoci negli occhi,con il passare del tempo non escludo,ma spero di no,che un giorno lo perderò,e a quel punto per me sarà una grave perdita),ma con il passare del tempo,e con la forza dell’evidenza,accogli il tuo nuovo amico,la transizione tra la rabbia della notizia e l’accettazione,è variabile da persona e persona,ma mi è sembrato di capire che prima o poi arriva per tutti,ora!quando hai raggiunto questo punto puoi prendere tre strade(per ora mi vengono in mente queste),la prima,ti crogioli nella tua malattia e ti fai coccolare da tutti,ma cosi ottieni la comprensione solo dalla parte dei tuoi genitori e dalle persone esterne solo risate in faccia(perché loro non capiscono cosa dici e il massimo della loro intelligenza si esprime con una fragorosa risata),loro si considerano fortunati e a un livello superiore al tuo,ma appena gli capita la più piccola sciocchezza sono i primi a versare le lacrime di coccodrillo,e questo è per me estremamente vergognoso,ma per le persone è la prassi,non hanno la minima sensibilità(vedi i colleghi di lavoro in genere),la seconda via che puoi percorrere è quella di impugnare la spada(vedi prendere decisioni)e cominci a tagliare a destra,infilzare a sinistra,mozzare avanti e trafiggere alle tue spalle, cercando di vendicarti(di una cosa che in qualche maniera dai anche la colpa agli altri),e allora tagli alcuni rapporti,ti arrabbi con qualcuno o ti impegni in qualche cosa(magari il lavoro) cercando di dimostrare a qualcuno che in fondo sei una persona che vale,ma spesso e volentieri una persona del genere è scomoda,perché le persone in genere non hanno neanche il coraggio di prendersi le proprie responsabilità(vedi le persone in genere ma sopra tutto i colleghi di lavoro),cosi ti scontri contro un muro e alla fine finisci per farti male, quando arrivi a questo punto li metti su un patibolo e stendendogli per bene la testa sull’ incudine gli dai un colpo secco con l’accetta, staccandogli la testa!(in fatti ora come colleghi ho solo dei fantasmi,se preferisci degli zombie) ma la cosa è stata necessaria e i morti non tornano in vita,questo lo sanno tutti,la cosa non mi è nuova ho servito alla stessa maniera dei parenti che abitano nel mio stesso palazzo(la cosa non è bella ma è stata necessaria,la cosa ora mai va avanti da trenta anni,ma questa è un’altra storia),tornando alla seconda ipotesi,la cosa che ottieni è quella di farti tutti nemici peggiorando la situazione,e solo quando avrai tutti contro ti renderai conto di aver sbagliato strada,la terza ipotesi credo sia la più bella e interessante(sotto certi aspetti),dopo aver passato la fase di accettazione del tuo nuovo regalo,ti fermi e cominci a guardarti a torno,per prima cosa non potrai fare la stessa vita di prima(per forza ora c’è il dono),questo ti mette nelle condizioni di dovere rimettere in discussione quello che facevi,sicuramente ti accorgerai quali sono i veri amici,ora ti nascerà l’esigenza di approfondire quello che fai e dargli un senso,guarderai con occhi diversi le persone che ti stanno accanto, comincerai a comprendere meglio cosa pensa una persona ammalata,ti renderai conto di avere più limiti e che non puoi più pretendere da te stesso come prima,tutto questo spesso(secondo me)si trasforma nella voglia di avere più contatti con le persone che possano capirti e nel cercare di fare quello che hai sempre rimandato,ti accorgerai di essere più deciso(sempre nei tuoi limiti)in quello che fai e che vuoi e altre cose che sono singolari per ogni soggetto,darai meno importanza ai soldi e cercherai di levarti qualche piccola soddisfazione dalla vita,con il passare del tempo ti accorgerai di essere diverso e probabilmente se non ti avessero fatto questo regalo non avresti raggiunto questo stato,ma la cosa che più trasforma gli uomini e le donne è la sofferenza,avvolte le persone che hanno sofferto si riconoscono da lontano,e anche li le reazioni a questa sono disparate,a seconda del soggetto,ma di solito le migliora;ora mi viene in mente una cosa che avevo sentito dire durante un ritiro spirituale che avevo partecipato e la cosa è questa:nella vita di una persona ci sono tre cose che cambiano,la prima è l’aspetto fisico,su questo c’è poco da dire basta guardarsi allo specchio e poi a una foto di qualche anno fa per vedere subito la differenza,e su questo non possiamo fare niente,anche se qualcuno cerca di metterci una pezza con qualche intervento(ma non è questo che ci interessa),la seconda è l’esperienza che ognuno di noi fa durante il trascorrere del tempo,è chiaro che anche questa si modifica con il passare del tempo,ma come e quanto dipende soprattutto da noi e dalle circostanze in cui ci troviamo,spesso una buona parte di esperienza ci viene tramandata dai genitori dove involontariamente ci tramandano atteggiamenti che ci porteremo dietro per quasi tutta la vita(prova a vedere se hai degli atteggiamenti o comportamenti che sono tipici dei tuoi genitori e che anche tu adoperi nelle varie situazioni?),la terza è l’indole di una persona(non sto a dirti che questa è innata),in realtà questa non si modifica mai e per tutta la nostra vita resterà identica,come da bambini,anche se cerchiamo di cambiarla non riusciremo,l’abbiamo scolpita dentro di noi,queste tre leggi sono per me molto vere e importanti,ma la cosa che un poco mi rattrista è il fatto che non le posso modificare (tranne l’esperienza),anche se ci provo,in un momento di distrazione casco ancora negli stessi errori,cosi in un certo momento della mia vita ho deciso di gettare la spugna su me stesso e prendere le cose come venivano,anche se mi piacerebbe essere perfetto,anche perché io da me stesso cerco di pretendere più di quello che posso,così mi metto in auto stallo,e la cosa è controproducente.