Archivio per Ottobre 2007

“Le parole che non ti ho detto”

Ottobre 27, 2007

Ieri sera ho visto il film”Le parole che non ti ho detto”,devo dirti che l’avevo visto quattro anni fa,ma non l’ ho visto tutto,perché avevo realizzato il fatto che la ragazza con la scusa di fargli l’intervista si era portata a letto il co-protagonista ,quindi la cosa mi è sembrata banale e sono andato via,ora dopo quattro anni l’ ho rivisto (grazie al tuo consiglio) e devo dirti che mi ha inchiodato alla poltrona,cosi a brucia pelo posso dirti (ma penso di rivederlo per cogliere i particolari che mi sono sfuggiti)che mi ha stupito il fatto che la donna ha trovato la bottiglia impiantata nella sabbia(se mai doveva essere appoggiata e basta),questo nel linguaggio cinematografico è il punto di svolta,dove i personaggi incominciano a interagire e a svolgere la storia,se hai fatto caso ha trovato la bottiglia durante la corsa,come se stesse fuggendo da qualche cosa o in un momento di libertà,il messaggio era chiaramente scritto da un uomo verso una donna,e le parole erano di profondo amore,comunque la storia dice che i due protagonisti si incontrano,o meglio lei trasportata dal sentimento delle parole cerca lui con la scusa dell’articolo(che non scriverà mai),come sai trova questo uomo che ha perso la moglie a causa di una malattia,probabilmente il risentimento di quest’uomo per quello che poteva fare,ma non ha fatto,era molto forte,cosi sia per questo e per il profondo amore che aveva per sua moglie,ha cercato di congelare l’attimo in qui era presente la moglie (o meglio cercava di tenere vivi i ricordi) il sistema che veniva usato era quello di tenere gli oggetti della moglie nello stesso identico posto dove erano tanti anni fa,la barca non la finiva e gli oggetti non li divideva con i genitori della figlia(che gli andavano contro,anche se in fondo gli volevano un sacco di bene,perché il protagonista è una brava persona),la giornalista fin dal primo momento non ha mai tentato di fare l’intervista ma mi è sembrato che in un primo momento stesse ad osservare l’uomo e lentamente è entrata nella sua,quando finalmente è riuscita,ha scombinato l’ordine degli oggetti dello studio di pittura(questo è il segnale lampante che questo è avvenuto)poi lentamente si sono conosciuti meglio e mi sembra che lei si sia integrata nel paese,al punto che il padre di lui continuava a consigliargli (al figlio)di farci un pensierino,in secondo piano passava l’informazione della situazione di lei,appena divorziata,e questo fa quadrare il cerchio(forse),resta di fatto che nel momento della separazione dei due protagonisti l’uomo si è trovato davanti una scelta (il passato o il futuro),cosi ha deciso,ha costruito la barca dedicata alla moglie e è andato a trovare la nuova ragazza,dandomi l’impressione che abbia voluto sistemare il passato in prospettiva del futuro(prerogativa fondamentale per un buon rapporto futuro),ma restava ancora una cosa da fare,doveva fare quello che non è riuscito a fare con la moglie(salvarla),così durante la navigazione nella tempesta incontra una barca in difficoltà,le onde la rovesciano e l’uomo salva il marito e il bambino con il salvagente,ma resta la moglie in mare,vedendo quella donna ha rivisto la moglie e quindi si è buttato a salvarla,perdendo la vita;questo film mi ha colpito molto per la sua bellezza.

Il dono

Ottobre 27, 2007

E se la malattia fosse un dono?

Risposta:Ma chi lo voleva questo regalo!

Risposta esatta!

Quando ancora non sapevi che dovevi ricevere un pacco regalo,andavi in giro,ti divertivi,eri spensierato e non pensavi alla sofferenza,o meglio pensavi che sarebbe capitata solo ad altre persone,non certo a te,avendo la fortuna in mano,non potevi pensare che un giorno ti sarebbe sfuggita di mano,e cosi andavi in giro a divertirti a correte dietro le ragazzine, ridere e scherzare con gli amici,e tra una partita al pallone e una birretta gli anni ti scorrevano spensierati.

Ma un giorno ti crolla il mondo addosso,ti svegli con una malattia inguaribile,in un primo momento fai fatica a capire(o forse credi),pensi che i medici si sbagliano,poi quando vedi che continuano a starti a dosso cominci a dare la colpa agli altri,forse anche ai genitori(se non avrebbero fatto questo o quello),forse agli altri(se non avessi incontrato quel disgraziato),in fine noi stessi(se in quella circostanza mi sarei comportato diversamente,forse sarei stato meno nervoso),e cosi cerchi di darti mille ragioni e mille colpe per giustificare una cosa che ha in realtà(o lo farà)cambiato in maniera irreversibile la tua vita,la cosa non ti fa sicuramente piacere(le persone faticano molto a cambiare abitudine,soprattutto se cominciano ad avere una certa età)in fatti nei primi anni fatichi ad accettare il tuo nuovo regalo(anche se preferisco chiamarlo amico,o meglio ancora”figlio”,perché ho notato che si comporta come un bambino,nei primi anni è stato molto irrequieto e di difficile gestione,poi quando è diventato più grande ha cominciato a mettere giudizio,ho capito meglio come trattarlo e ci capiamo solo guardandoci negli occhi,con il passare del tempo non escludo,ma spero di no,che un giorno lo perderò,e a quel punto per me sarà una grave perdita),ma con il passare del tempo,e con la forza dell’evidenza,accogli il tuo nuovo amico,la transizione tra la rabbia della notizia e l’accettazione,è variabile da persona e persona,ma mi è sembrato di capire che prima o poi arriva per tutti,ora!quando hai raggiunto questo punto puoi prendere tre strade(per ora mi vengono in mente queste),la prima,ti crogioli nella tua malattia e ti fai coccolare da tutti,ma cosi ottieni la comprensione solo dalla parte dei tuoi genitori e dalle persone esterne solo risate in faccia(perché loro non capiscono cosa dici e il massimo della loro intelligenza si esprime con una fragorosa risata),loro si considerano fortunati e a un livello superiore al tuo,ma appena gli capita la più piccola sciocchezza sono i primi a versare le lacrime di coccodrillo,e questo è per me estremamente vergognoso,ma per le persone è la prassi,non hanno la minima sensibilità(vedi i colleghi di lavoro in genere),la seconda via che puoi percorrere è quella di impugnare la spada(vedi prendere decisioni)e cominci a tagliare a destra,infilzare a sinistra,mozzare avanti e trafiggere alle tue spalle, cercando di vendicarti(di una cosa che in qualche maniera dai anche la colpa agli altri),e allora tagli alcuni rapporti,ti arrabbi con qualcuno o ti impegni in qualche cosa(magari il lavoro) cercando di dimostrare a qualcuno che in fondo sei una persona che vale,ma spesso e volentieri una persona del genere è scomoda,perché le persone in genere non hanno neanche il coraggio di prendersi le proprie responsabilità(vedi le persone in genere ma sopra tutto i colleghi di lavoro),cosi ti scontri contro un muro e alla fine finisci per farti male, quando arrivi a questo punto li metti su un patibolo e stendendogli per bene la testa sull’ incudine gli dai un colpo secco con l’accetta, staccandogli la testa!(in fatti ora come colleghi ho solo dei fantasmi,se preferisci degli zombie) ma la cosa è stata necessaria e i morti non tornano in vita,questo lo sanno tutti,la cosa non mi è nuova ho servito alla stessa maniera dei parenti che abitano nel mio stesso palazzo(la cosa non è bella ma è stata necessaria,la cosa ora mai va avanti da trenta anni,ma questa è un’altra storia),tornando alla seconda ipotesi,la cosa che ottieni è quella di farti tutti nemici peggiorando la situazione,e solo quando avrai tutti contro ti renderai conto di aver sbagliato strada,la terza ipotesi credo sia la più bella e interessante(sotto certi aspetti),dopo aver passato la fase di accettazione del tuo nuovo regalo,ti fermi e cominci a guardarti a torno,per prima cosa non potrai fare la stessa vita di prima(per forza ora c’è il dono),questo ti mette nelle condizioni di dovere rimettere in discussione quello che facevi,sicuramente ti accorgerai quali sono i veri amici,ora ti nascerà l’esigenza di approfondire quello che fai e dargli un senso,guarderai con occhi diversi le persone che ti stanno accanto, comincerai a comprendere meglio cosa pensa una persona ammalata,ti renderai conto di avere più limiti e che non puoi più pretendere da te stesso come prima,tutto questo spesso(secondo me)si trasforma nella voglia di avere più contatti con le persone che possano capirti e nel cercare di fare quello che hai sempre rimandato,ti accorgerai di essere più deciso(sempre nei tuoi limiti)in quello che fai e che vuoi e altre cose che sono singolari per ogni soggetto,darai meno importanza ai soldi e cercherai di levarti qualche piccola soddisfazione dalla vita,con il passare del tempo ti accorgerai di essere diverso e probabilmente se non ti avessero fatto questo regalo non avresti raggiunto questo stato,ma la cosa che più trasforma gli uomini e le donne è la sofferenza,avvolte le persone che hanno sofferto si riconoscono da lontano,e anche li le reazioni a questa sono disparate,a seconda del soggetto,ma di solito le migliora;ora mi viene in mente una cosa che avevo sentito dire durante un ritiro spirituale che avevo partecipato e la cosa è questa:nella vita di una persona ci sono tre cose che cambiano,la prima è l’aspetto fisico,su questo c’è poco da dire basta guardarsi allo specchio e poi a una foto di qualche anno fa per vedere subito la differenza,e su questo non possiamo fare niente,anche se qualcuno cerca di metterci una pezza con qualche intervento(ma non è questo che ci interessa),la seconda è l’esperienza che ognuno di noi fa durante il trascorrere del tempo,è chiaro che anche questa si modifica con il passare del tempo,ma come e quanto dipende soprattutto da noi e dalle circostanze in cui ci troviamo,spesso una buona parte di esperienza ci viene tramandata dai genitori dove involontariamente ci tramandano atteggiamenti che ci porteremo dietro per quasi tutta la vita(prova a vedere se hai degli atteggiamenti o comportamenti che sono tipici dei tuoi genitori e che anche tu adoperi nelle varie situazioni?),la terza è l’indole di una persona(non sto a dirti che questa è innata),in realtà questa non si modifica mai e per tutta la nostra vita resterà identica,come da bambini,anche se cerchiamo di cambiarla non riusciremo,l’abbiamo scolpita dentro di noi,queste tre leggi sono per me molto vere e importanti,ma la cosa che un poco mi rattrista è il fatto che non le posso modificare (tranne l’esperienza),anche se ci provo,in un momento di distrazione casco ancora negli stessi errori,cosi in un certo momento della mia vita ho deciso di gettare la spugna su me stesso e prendere le cose come venivano,anche se mi piacerebbe essere perfetto,anche perché io da me stesso cerco di pretendere più di quello che posso,così mi metto in auto stallo,e la cosa è controproducente.

Evviva la vita!

Ottobre 27, 2007

“Ricordati che devi morire!”,”no!fermo non ti toccare!” questo mi disse un giorno un signore che avevo incontrato,poi ci sedemmo e continuò il discorso,dicendo:questo non è un messaggio di morte,ma di vita!prova a pensare cosa faresti se questo fosse il tuo ultimo giorno di vita,sicuramente staresti in compagnia di tua moglie o della tua fidanzata o del tuo migliore amico,per salutarlo,dandogli tutto quello che hai senza chiedere niente,magari faresti quella cosa che non hai mai fatto nella tua vita o che hai sempre riposto nel cassetto(per mille motivi),andresti dai tuoi nemici e li perdoneresti di tutto cuore,senza riserve,sistemeresti subito il testamento e faresti in modo di essere finalmente felice,ormai non avresti più niente da perdere e vorresti passare come la persona più brava di questo mondo,con la speranza che il giorno dopo qualcuno si ricordi di te,e perché non fai tutte queste cose oggi,anzi tutti i giorni?forse pensi di avere abbastanza tempo e rimandi le cose a domani?ma ricorda basta un’ attimo e quel giorno è oggi,cosa ti trattiene?l’orgoglio,l’avarizia,l’indifferenza,la caparbietà …. l’egoismo?si l’egoismo,la voglia di possedere le cose o le persone,si perché le persone si possono possedere e soprattutto comprare,avvolte bastano pochi spiccioli,ma tu sei orgoglioso perché pensi di avere in pugno la verità,o perché sei stato ferito e in questa maniera tenti di limitare i danni?sei avaro perché telo hanno insegnato o perché pensi che quelle monete hanno un valore,sei avaro perché pensi che la gente vuole solo prendere e ne approfitta o credi che poi non ti tornerà neanche un centesimo di quello che hai dato?cerchi di essere indifferente a tutto quello che ti scorre davanti perché ora mai non ne puoi più della stupidità vergognosa della gente e cosi cerchi di ritagliarti una piccola fetta di mondo a propria immagine e somiglianza,creandoti una sorta di campana di vetro dove vivere e cercare di essere sereni?sei caparbio forse perché pensi di avere la verità in pugno e tutti gli altri non la hanno,ma lo sai che un uomo non saprà mai tutta la verità sulle cose e sulle persone,e magari hai il coraggio di sfoderare giudizi su quella persona o quell’altra senza conoscerla profondamente e solo allora potresti tentennare un pallido parere?sei egoista e credi di essere solo tu la persona più importante,la più brava e divertente di tutte,metti le persone sotto ai tuoi piedi e credi di poterne fere quello che vuoi,ma lo sai che gli egoisti sono dei buffoni?,ora ti dico cosa vale la pena coltivare prima che il fatidico giorno arrivi(ovviamente anche io trovo grossi ostacoli davanti a queste cose),l’amore incondizionato verso se stessi e gli altri,dentro questa frase credo ci sia tutto,proviamo solo con un colpo d’occhio a guardare da lontano cosa si vede,in questa frase non è vero che ci sono solo carezze,un padre quando vuole bene a un figli gli tira anche un’ ceffone,con l’intento di correggerlo,l’amore verso gli altri riguarda anche il rispetto,il parlarne bene,le gentilezza e l’istruzione,amarsi vuol dire anche creare le condizioni per essere felice;in somma se riusciamo a scorrere la nostra vita in maniera felice arriveremo all’ultimo giorno con tutta serenità,ma sempre gli uomini si dimenticano queste cose cosi,le suore di clausura ogni sera prima di andare a letto,invece che darsi la buona notte si dicono “ricordati che devi morire!”e vanno a letto più contente di prima,ricordandosi che questa frase le spinge a spendere meglio la loro vita che ha in tutti noi un grande valore che spesso sprechiamo o non usiamo come si dovrebbe.Questo è solo un accenno su quello che questa frase contiene. Dimenticavo!quella persona non l’ ho mai vista o incontrata,ma ho visto e incontrato tante persone che mi hanno raccontato un pezzetto di questa storia e da questi frammenti è uscito questo scritto,che fa parte di uno scritto molto più grande.

 

Le mie ferie: 2007

Ottobre 21, 2007

Le ferie che sto facendo potrebbero sembrare noiose e non belle,ma secondo me non è così,le ferie più belle sono quelle che si fanno a casa,certo a casa non c’è il mare o le discoteche,ma per me vanno benissimo cosi, infatti
le ho passate con mio fratello Pietro,a parte il fatto che mi fermavo
spesso a mangiare a casa sua,visto che la sua compagna era partita per
qualche settimana,in questi pochi giorni di ferie che ho,siamo riusciti
a fare qualche giro in macchina,come destinazioni preferite abbiamo i
laghi,in fatti la prima uscita(per il momento solo due)siamo andati a
Domaso,un ridente paesino affacciato quasi in cima al lago Lario,siamo
partiti alle otto da casa sua e abbiamo fatto la superstrada,passando
da Lecco e attraversando tutto i tunnel che costeggiano il lato destro
del lago,quando eravamo li ci siamo fermati un poco lungo la riva e è
stato bello guardare le onde e sentire il profumo del lago,qualche
gabbiano e barca o battello che passavano di là,tutto questo
incorniciato dalle montagne raccontate dal Manzoni,è stato bello,in
tanto provavamo a pensare a come si poteva stare in quei posti d’
inverno,a un certo punto mi annoiavo al sono pensiero,comunque non era
quella la giornata,a destinazione abbiamo girato il paese,non molto in
verità,poi siamo andati a mangiare,verso le tredici,ci girano i cinque
minuti e saliti in macchina prendiamo la via del ritorno,in tanto
Pietro continuava a dire che mi voleva portare all’orrido,io non sapevo
cosa fosse,e cosi scendiamo con la convinzione di andare fino a
Bellagio,la macchina era pronta e anche io,cosi ripassiamo per Lecco e
ci fermiamo un’ attimo,poi Pietro salta fuori che forse Bellagio non è
il posto giusto,telefona in giro e salta fuori che il posto esatto era
Bellano,ma dovevamo tornare in dietro trenta chilometri e visto che
eravamo appena passati di li,prendo la macchina e ritorno a casa,gli
faccio”ma cosa è questo orrido?”,”vedrai quando ti porterò”;il giorno
dopo siamo andati a fare la spesa per il ferragosto,il giorno della
festa mangiamo la pasta con il ragù di carne.pesce bollito,insalata,
frutta e torta,poi un giretto,ho passato un piacevole pomeriggio,anche
se la cenetta mi ha messo molto sonno e avevo la pancia abbastanza
gonfia,ma in quel momento non avevo avvisaglie di rilievo;giovedì
riposo,venerdì si riparte;questa volta cambiamo meta,andiamo sul lago
di Iseo e la meta è Monte Isola,partenza alle otto come al solito,
autostrada,uscita a Palazzolo sull’Oglio,passiamo per Sarnico e
proseguiamo per Iseo(dopo qualche vai e vieni sulle strade),per
arrivare al attracco è stato facile.bastava seguire il fiume di persone,
cosi appena fatto il biglietto saliamo sul battello e si parte,per
arrivare a destinazione ci vuole circa mezz’ora e nel fra tempo ci
gustiamo il paesaggio e osserviamo il lago scorrere,il paesaggio non è
dei più fantastici,ma nell’insieme è piacevole,arriviamo sull’isola e
come prima cosa noto le abitazioni che sono particolari e
caratteristiche,tra la montagna e il lago scorreva una strada(non molto
grossa)che permetteva una bella passeggiata e il passaggio dimena
automobile,ogni tanto qualche panchina o luogo per riposare e gustarsi
il lago nel suo splendore,gli animali si sprecavano,gabbiani,cormorani,
pesci e altro,abbiamo camminato in questo luogo,per circa un’ora,poi ci
siamo fermati a un ristorante e questa volta abbiamo mangiato pasta la
forno,cotoletta e patatine,poi abbiamo preso la via del ritorno,poco
prima di prendere il battello di ritorno,volevamo visitare un santuario
che si trova nell’isola,ma da dove eravamo noi ci voleva un’ora e mezza
di cammino,quindi abbiamo ritenuto che la cosa non poteva essere fatta
oggi,ma bisognava essere preparati,quindi ritorniamo in dietro,sul
battello ci siamo lasciati carezzare dal vento e da qualche spruzzo di
acqua lacustre,in macchina volevo continuare il giro del lago per
Bisogne,Lovere e di nuovo Sarnico,in somma volevo fare il giro completo
del lago,poi gira di qui,no gira di la,alla fine sono passato quattro
volte sullo stesso ponte,a quel punto ho preso e sono tornato a casa,
visto che ero sulla strada ho fatto anche una puntatina all’Oriocenter
di Orio al Serio,solo per abitudine,in fatti abbiamo guardato la solita
fuffa e siamo scappati,e cosi abbiamo passato anche questa giornata.
Qualche giorno dopo hanno aperto le biblioteche e sono riuscito a
collegarmi a internet,cosi sono andato su google e ho cercato(con il
motore di ricerca)monte isola,e orrido,la prima spiegava quello che c’
era nell’isola,va bene,mentre nell’orrido ho visto cosa era(lo puoi
fare anche tu)comunque è una passeggiata ricavata da insenature
naturali e essendo a sbalzi e anfratti fa un poco paura,in fatti dalle
foto che ho visto,mostravano una rampa di scale che scendendo
scompariva dalla vista,dando posto alla nuda roccia,mentre altre
passerelle erano a ridosso della roccia a sbalzo e per un tratto
dovrebbe essere sospesa nel vuoto,tra lunghe insenature tra le rocce,io
ancora non sono andato in quel luogo e faccio fatica a immaginare come
sia veramente,pensa che credevo bisognava camminare su ponti di corda,
cosa che in realtà non è vera,comunque se mi capiterà di andarci ti
farò sapere le mie reali impressioni.

18-09-07 – Venti ore di ordinaria sanità!

Ottobre 21, 2007

Tutto è cominciato domenica
scorsa,dopo un bel giro in bicicletta,che alla fine ti racconto.
Appena
arrivato a casa mi cambio e trovo mio padre sdraiato a letto,e al
momento non ci faccio molto caso,poco dopo mia madre”sai tuo padre ha
fatto un giretto in bici,ma stranamente è tornato a casa di corsa e si
è chiuso in bagno”al momento pensavo che scherzasse e che avrebbe solo
problemi di dissenteria,in vece,quando mi sono accorto che non era cosi
e che perdeva sangue e si vedevano nelle urine,mi sono reso conto che
la situazione era seria,cosi gli dico che era meglio portarlo al pronto
soccorso,e poco dopo si è reso conto anche lui che era il caso di andare
(certo non voleva perché in fondo si sente utile in casa e in questo
modo mancava un supporto importante,ma non potevamo fare altro),
prepariamo qualche cosa e andiamo,in tanto fa molta fatica e con molto
dolore ad andare a urinare,in fatti lungo la strada ci siamo dovuti
fermare(da casa mia al San Raffaele ci saranno circa otto dieci
chilometri),lo lascio un attimo al pronto soccorso e vado a
parcheggiare,lungo la strada ovviamente avviso a Pietro,arrivato,anche
io aspetto che lo chiamano,dopo poco tempo(in tanto faceva la spoletta
tra la sedia e il bagno),quasi subito viene chiamato e visitato,io
aspettavo fuori dalla porta dell’ambulatorio,quando esce è su una
barella con una flebo al braccio e il catetere,attaccato a due sacche,
una mandava del liquido nella vescica e l’altra raccoglieva le urine,e
questo è una cosa molto dolorosa e mio padre ha sofferto molto in quel
periodo,tanto che si metteva a piangere e stringeva i denti,a un certo
punto ho dovuto chiedere al medico di levarglielo(e cosi ha fatto),il
giorno dopo arriva l’urologo e senza sapere ne leggere e ne scrivere
rifà tutto toccando una cosa già compromessa,alla fine lo hanno
strapazzato per bene,e anche ora sta abbastanza male,ma spero riuscirà
a cavarsela;mentre aiutavo e assistevo mio padre(tranne dall’una e
mezza di notte e le otto del mattino,dove sono andato a riposare,si fa
per dire,ho dormito solo tre ore),mi guardavo in giro,nella sua
cameretta,appena arrivati c’era un’ uomo anziano che dormiva e poi ho
visto sveglio per qualche minuto,il tempo di vederlo andare via,mentre
dall’altra parte della stanza c’era un ragazzo con la faccia gonfia,e
appena l’ ho visto avevo immaginato cosa fosse successo,ma non gli ho
mai parlato,tranne qualche frase di cortesia con la madre,il ragazzo si
vedeva che è un tipo di polso e non si tira indietro,cosi passa il
tempo e mio padre si lamenta molto delle terapie,guardo la corsia e la
gente andava e tornava che era un piacere,pazienti e infermieri
scorrevano d’avanti la porticina della nostra stanzetta,poco più in la
noto un gruppetto di ragazzi del paese dell’est,uno di loro era seduto
sulla carrozzina e aveva un cerotto sul naso,questo era tenuto mano
nella mano,dalla fidanzatina(molto simile alla figlia della compagna di
Pietro)circondati da altri ragazzi giovani della stessa età(circa
sedici anni)e con loro c’era una ragazzina come loro e leggermente più
grassa di loro che gli continuava a parlare a tutti in modo animato,
come se volesse fare e disfare tutto lei,e sicuramente del gruppo era
la più sveglia,visto che i ragazzi erano tutti imbambolati,e qui ho
fatto la trasposizione di questo nella vita adulta di quei posti;poco
dopo arriva una donna(di solito al pronto soccorso c’è sempre movimento)
da lontano mi sembrava una prostituta,la sdraiano su un lettino e la
assiste una infermiera,visto che si era messa a piangere,l’infermiera
si siede sul letto e cominciano a parlare,io che ero pochi metri più in
la riuscivo a sentire,praticamente diceva(sempre piangendo)che alle
dieci era andata in discoteca e che verso le undici aveva chiesto un
passaggio a qualcuno,l’ hanno caricata in macchina e poi non so per
quale motivo la hanno massacrata di botte(in fatti era molto gonfia),
riprendo e torno da mio padre(sono rimasto con lui quasi sempre)resto
seduto e attendo,forse dopo un‘ora arriva un ragazzo con una mano
fasciata e si mette subito a parlare con la madre del ragazzo vicino di
letto di mio padre,e gli dice”sa signora quale è il problema di questi
stranieri?è che anche se li denunci perdi solo tempo,perché non hanno
neanche il visto di soggiorno;suo figlio si è messo in mezzi e gli
hanno scassato la faccia”,”si mio figlio è sempre stato così,domani lo
portano via e gli operano le ossa del volto”,”a un altro mio amico gli
hanno fondato il cranio,e io?a me mi hanno tirato una coltellata sulla
mano,per poco mi tagliavano i tendini”mentre sentivo queste cose ero
contento di aver preso la decisione di non andare da solo in discoteca.
Verso l’una di notte torno a casa,avendo visto mio padre che si era
calmato un’ attimo;a casa mangio e vado a letto verso le tre,avendo
saltato completamente la cena,alle sei mi alzo e vado subito da lui,con
calma visto che pioveva molto,quel giorno.
La mattina ritorno e
accompagnato dalla pioggia battente arrivo,poi mi accorgo che avevo la
maglietta fradicia,ma non potevo fare altro che aspettare che
asciugasse da sola;la mattina tutto sommato era tranquilla e il
personale aveva la situazione in pugno,cosa che ho cercato di osservare,
piano piano le persone andavano via e alcune arrivavano,cosi giusto per
fare passare il tempo(anche se c’era già molto in quella stanza)giravo
nella corsia,anche perché dovevo capire in anticipo se fare il
volontario mi metteva in stallo,e ho notato che in realtà mi sentivo a
mio agio in quel posto(certo fare il volontario in reparto è tutta
un’altra cosa,ma almeno ho cominciato a vedere se l’aria era potabile)
in fatti qualche stanza più in là ho trovato una persona che viene di
solito a mangiare la pizza con i ragazzi del circolo,non mi sono
dilungato molto,per via di mio padre,ma qualche parola sono riuscito a
scambiarla;tornato da mio padre,trovo la moglie di un paziente sdraiato,
e cosi ci siamo messi a scambiare qualche parola,in somma lei era
preoccupata per suo marito,perché aveva la febbre e forse doveva essere
operato,ma non voleva perché qualche tempo prima aveva fatto un
intervento e ha avuto delle serie complicazioni,”sai”mi fa”forse deve
fare l’appendice”,”non si preoccupi è un intervento semplice”,speriamo
di no,non so cosa farei se mi venisse a mancare”poi lo hanno portato
via,anche a mio padre lo portano in ambulatorio e lo hanno torturato
ancora un’ po’, poi sono stato tranquillizzato dagli infermieri,
accompagno mio padre in bagno e la signora(appena incontrata)mi
rincorre piangendo e imprecando che suo marito deve essere operato,in
quel momento mi sono accorto del grave errore che avevo fatto e se
volevo fare il volontario in ospedale era necessaria una formazione;nel
primo pomeriggio nella nostra cameretta sono arrivate altre persone e
tra una parola e l’altra è uscito un bel salottino,chi raccontava di
tumori alla prostata,chi di infarto e uno di stomie permanenti(ma
guarda questi qua,mi girano sempre a torno,spero non sia qualche
avvertimento)uno di loro era sardo e con mio padre hanno instaurato
subito una certa confidenza,come due compaesani,poi verso le quattro
siamo andati via e abbiamo salutato molto calorosamente i presenti.
E tutto questo è successo in circa venti ore di pronto soccorso.