Naziskin

Maggio 9, 2008 by controstorie

Martedì scorso ho letto il solito giornale del martedì e di tutti gli articoli che ho guardato solo uno mi ha colpito in modo particolare, mi ha colpito più con le emozioni che il resto.

Questo trafiletto trattava quello che è successo a Verona, dove un gruppo di ragazzi uccidono un coetaneo a forza di calci, e l’articolo diceva pressappoco questo:

la prima reazione a questi tragici fatti è lo sgomento di fronte a una violenza assurda, stupida, maligna, mortale, una violenza bestiale, sperando di non offendere le bestie selvatiche, non capaci della bestialità”umana”, diciamo animalesco solo per cercare un nesso tra una sigaretta non data e un calcio che sfonda il cranio, la capacità criminale del gruppo, alla “arancia meccanica”, il pensiero pauroso che vorremmo levarci dal cuore, fingendo che fossero automi senza cervello, marionette dalla testa piena di segatura, deficienti semoventi, ma poi scopriamo che nella testa c’è quello che c’è nel cuore, e cervello e cuore sono tutt’uno, questi due guidano e sviano la vita, al bivio tra l’acqua e il fuoco, fra la capacità di voler bene e la desolata voglia di violenza e distruttività. Impariamo che esiste una “affettività intellettiva” che istupidisce e ottenebra, quando esalta la violenza, il culto della forza, il disprezzo del diverso, la sopraffazione del debole. Si comincia, si dà fuoco; poi è l’abisso che esplode.

Si cerca di capire perché delle persone posso arrivare a tanto, la stupidità dell’atto fa pensare che le persone che portano gli eventi siano persone disagiate, ma con grande sorpresa non lo sono, sono figli di famiglia, situazioni benestanti, i loro genitori non possono credere che i loro figlio sia arrivato a tanto, sicuramente nelle mura domestiche non sarebbe mai arrivato a tanto, è sgomento da parte dei genitori.

Secondo me di queste persone è pieno il mondo e anche io non giustifico per niente questi atti, per mia natura, non capisco che gusto ci sia nell’ uccidere, che gusto c’è nell’abbracciare una ideologia, nazionalsocialista senza conoscere lo scempio che hanno fatto, roba che ancora oggi il genere umano dovrebbe vergognarsi, l’olocausto è stato l’avvenimento a dir poco diabolico, come si fa a non essere contrario a non vergognarsi di essere nel mezzo di certe circostanze, senza sapere, loro possono(secondo loro)avere tutte le ragioni di questo mondo(solo nella loro testa), ma sicuramente non umana, ma quelle persone se si vogliono sfogare perché non vanno a spaccare le pietre?e cosa farebbero loro se fossero nella parte della vittima? no certo!loro reagirebbero e gliela farebbero vedere, e di queste persone cene sono molte e possono uccidere senza uccidere.

Queste persone sono tutte dall’età di circa di trent’anni, e sicuramente non hanno visto la guerra, ma se la avrebbero vista d’avvero penserebbero molto diversamente, personalmente ho conosciuto un signore di ottant’anni, che la guerra la ha fatta veramente e con mio stupore ho notato che ogni volta che vedeva delle immagini sulla guerra si metteva a piangere come un bambino!e questi cercano la violenza!

Io non voglio giudicare quelle persone, ma sicuramente, secondo me sono molto discutibili!

Non giudicare

Maggio 9, 2008 by controstorie

Come al solito si alzarono presto, Virgilio prima di Ercole, con calma si sistemarono e uscirono, quel giorno Ercole sembrava stesse meglio del solito e visto che era domenica approfittarono per fare una passeggiata nel verde di Bivio.

La vegetazione di Bivio è molto bella a varia, sembra quasi coinvolgente, ma ormai Ercole stava accusando la fatica e si misero a riposare su una panca, mentre riposavano e ammiravano il paesaggio, Ercole andò avanti sui comandi di Virgilio e cosi gli chiese.

Virgilio spiegami il secondo tuo comando, Virgilio si asciugò la fronte per la passeggiata e poi senza esitare molto cominciò a spiegare quel suo comando: ”Anche io come te da giovane ero preso dalle mie convinzioni, quello che sapevo, quel poco in verità, mi sembrava molto e questo mi ha portato a pensare che gli altri si comportassero in modo non corretto e per questo nell’ adolescenza ero portato a criticare gli altri, ovviamente potendo vedere e sapendo solo i comportamenti che ho appreso per osmosi dalle persone che mi erano molto vicine, spesso non erano sempre compatibili con l’ esterno delle mura domestiche, e questo non era visto di buon grado dai molti che conoscevano meglio i meccanismi di gruppo, e allora per questo mi avevo fatto un giudizio distorto degli altri, perché ormai li vedevo come ostili e in effetti lo erano, ma perché probabilmente non gli ero simpatico, poi con il passare del tempo e con notevoli errori e conseguenze, ho cominciato a capire che il problema era mio, infatti ho avuto l’ occasione di vedere le cose da un’altra prospettiva e le cose mi sono state più chiare, non bisogna giudicare gli altri e grazie a questo non giudizio, gli altri non ti giudicano, bisogna sempre non rispondere alle provocazioni e come per incanto la cosa si risolve da sola, se giudichiamo qualcuno noi non sappiamo mai a fondo cosa ha quella persona nella sua testa e come la prende, come ti sentiresti se a ogni cosa che fai ti criticano? non ti verrebbe il nervoso? questo accade anche agli altri! non giudicare mai!”, anche questa volta Ercole aveva qualche cosa da pensare, presa la via del ritorno andarono nelle loro case.

Abazia di Westminster

Maggio 9, 2008 by controstorie

Chiesa nazionale del Regno Unito; fondata nell’XI secolo, è situata presso il Parlamento, nel cuore di Londra. Originariamente chiesa di un’abazia benedettina, nel 1560 fu rifondata come Collegiata di San Pietro da Elisabetta I. Da Guglielmo I il Conquistatore (1066) in poi la cerimonia di incoronazione dei sovrani inglesi ha sempre avuto luogo a Westminster, luogo di sepoltura inoltre di numerosi re fino a Giorgio II; i successivi furono invece inumati al castello di Windsor.

L’attuale abazia, iniziata nel 1245 sotto Enrico III, fu costruita sopra una chiesa preesistente, consacrata nel 1065, a sua volta eretta sopra un monastero. Fu realizzata in uno stile gotico che per l’altezza e la verticalità della navata, i rosoni, le belle volte a ventaglio e gli archi rampanti lascia intravedere notevoli influssi francesi. Fra gli architetti che vi lavorarono in epoca medievale, si annoverano il francese Henry de Reyns, John di Gloucester, Robert di Beverly e Henry Yevele. Le torri occidentali, erette da Nicholas Hawksmoor e John James, furono aggiunte negli anni 1739-1745.

L’interno dell’abazia ospita sculture del XIII secolo in bronzo e in pietra. Nella cappella di Enrico VII, costruita nel 1503-1519, si trovano la sua tomba e quella della moglie Elisabetta di York. Uno degli oggetti di maggior valore storico è il Trono dell’Incoronazione, nella cappella di Edoardo il Confessore: fu costruito per conservare la pietra dell’incoronazione dei sovrani scozzesi che Edoardo I confiscò nel 1297, come simbolo dell’asservimento della Scozia all’Inghilterra, e che è stata restituita solo nel 1996. Nella parte centrale sono situate le tombe di sommi personaggi inglesi, quali il poeta Geoffrey Chaucer, il fisico Isaac Newton e il naturalista Charles Darwin.

Il foglio.4-5-2008

Maggio 9, 2008 by controstorie

La tecnica terapeutica

 “Le teorie della resistenza e della rimozione nell’inconscio, del significato eziologico della vita sessuale e della importanza delle esperienze infantili sono - ad avviso dello stesso Freud - i principali elementi dell’edifîcio teorico della psicoanalisi.” Per quanto poi riguarda la tecnica terapeutica, Freud si convinse, in forza delle esperienze che venivano ad accumularsi nel corso della sua esperienza, che la tecnica maggiormente adeguata fosse quella della associazione libera delle idee: l’analista fa sdraiare il paziente su di un divano, in un ambiente dove non ci sia una luce troppo intensa, in modo da porre il paziente in una situazione di rilassamento; l’analista si pone dietro al paziente e lo invita “a manifestare tutto quello che giunge al suo pensiero, quando egli rinunci a guidare il pensiero intenzionalmente”. Questa tecnica non esercita costrizioni sul malato ed è una via efficace per giungere alla scoperta della resistenza: “la scoperta della resistenza è il primo passo verso un suo superamento”. Ovviamente, perché l’analisi proceda nel giusto senso, occorre che l’analista abbia sviluppato “un’arte dell’interpretazione, il cui fruttuoso impiego, per aver successo, richiede tatto ed esperienza”. L’analista non costringe il paziente, lo guida, lo invita a lasciare via libera alle idee che gli vengono in mente, suggerisce talvolta la parola, cercando di vedere quali altre idee e sentimenti essa susciti nel paziente. E tutto viene registrato e scritto dall’analista: non solo quello che il paziente dice, ma anche le sue esitazioni, e soprattutto le sue resistenze.

 L’analista lavora, dunque, sulle libere associazioni del paziente. Ma anche sui suoi sogni, che egli interpreta al pari dei lapsus, delle dimenticanze, dei ritardi, delle associazioni immediate, insomma di tutto ciò che costituisce la “patologia della vita quotidiana”. È attraverso queste tracce e per questi sentieri che l’analista intende riportare il paziente al suo inconscio, a quegli ingorghi che hanno causato la malattia e che pongono il soggetto in stato talvolta di insopportabile sofferenza. Solo scoprendo la causa della malattia, si possono sciogliere i nodi; solo sapendo cosa è avvenuto ci si può liberare dalla sofferenza. È “la trasformazione dell’inconscio in conscio” la via della guarigione, anche se talvolta può capitare che il medico “prende le difese della malattia da lui combattuta”. Sono questi i casi “nei quali il medico stesso deve ammettere che lo sfociare di un conflitto nella nevrosi rappresenta la soluzione più innocua e socialmente più tollerabile”.

Abate

Maggio 3, 2008 by controstorie

(Aramaico, abba, “padre”), presso alcuni ordini religiosi cristiani, il superiore preposto a un monastero o abazia eletto (talvolta a vita) dai membri dell’ordine. Considerato padre della comunità, l’abate ha l’autorità di imporre l’osservanza delle norme dell’ordine e di amministrare i beni del monastero. Fino all’inizio del X secolo, il capo di ogni monastero veniva chiamato “abate”, ma molti ordini fondati in seguito non usarono il titolo. Certosini, domenicani, carmelitani e agostiniani lo chiamarono “superiore”, “priore”; i francescani, custos, o “guardiano”. Per le Chiese ortodosse i superiori dei monasteri sono definiti “egumeni” o “archimandriti”. Nel Medioevo grandi abazie caddero in potere di governanti laici che miravano al controllo della ricchezza monastica: i membri della casa reale ricevevano sovente in beneficio, a titolo di alimenti, parte delle entrate delle abazie, e alcuni monarchi tennero le più ricche per sé.

Le due verità dell’Olimpiade

Maggio 2, 2008 by controstorie

Dall’ otto agosto al ventiquattro, si svolgeranno le olimpiadi di Pechino, avvenimento che comunque vadano le cose è sempre importante e magnifico, simbolo di unificazione e condivisione tra i popoli, solo le giornate di apertura e chiusura di questo evento saranno a dir poco spettacolari all’ennesima potenza, solo quello vale tutto lo spettacolo, però! c’è sempre l’altro lato della medaglia!

Quello che sta a torno agli impianti sportivi, non sono delle città, ma delle giungle, code interminabili nel traffico, aria irrespirabile, se hai bisogno di una informazione nessuno può aiutarti, tutti parlano solo il cinese e nel loro dialetto, per farsi capire tra di loro devono scrivere sulle mani l’idiogramma (caso mai non sono dello stesso dialetto Cinese), i controlli della polizia sono esasperanti.

L’organizzazione e allo spasmo, tutti vogliono il meglio per il loro paese e per questo non risparmiano nulla, ma tutti non rilasciano dichiarazioni sugli avvenimenti.

Dovevano essere le olimpiadi verdi, quelle del riscatto cinese, le quali una nazione immensa e dalla crescita economica esponenziale avrebbe mostrato a tutto il mondo il suo nuovo volto aperto e moderno, invece sono saltate fuori tutte le contraddizioni di quel popolo.

Tutti gli impianti sono pronti da settimane, stadi magnifici che lasciano a bocca aperta, a partire dal monumentale olimpico, noto come il “Nido d’uccello”, un groviglio di travi che viste da lontano ricordano un grosso nido, qui verrà svolta la giornata di apertura che sarà quella più spettacolare di tutta la storia, il costo di questa struttura e di oltre trecentoquattordici milioni di euro.

Il grosso problema di queste olimpiadi sarà l’inquinamento, per quelle manifestazioni che dovranno essere svolte per forza fuori dello stadio, il comitato organizzatore ha stanziato dieci miliardi di euro per migliorare la qualità dell’aria, e dal ventuno di luglio verranno chiuse, momentaneamente, le fabbriche più inquinati, in oltre andranno avanti con le targhe alterne, oltre a tutto questo è scattato il divieto di fumare nei luoghi pubblici, un controsenso, visto che la Cina è il paese che produce più sigarette al mondo e ha il maggiore numero di fumatori, trecentocinquanta milioni di persone; dopo questi provvedimenti Pechino ancora oggi soffoca nell’inquinamento, essendo ancora molto legati al carbone per le risorse energetiche.

Ma alla Cina a tutto questo non fa caso, a tutte queste polemiche risponde con i conti, per organizzare tutto hanno investito 1,4 miliardi di euro, cifra inferiore a quella impiegata ad Atene 2004, il Pil di Pechino è salito al 12,1 %.

Per fare posto alle strutture olimpiche sono state spostate 1,5 milioni di persone, senza la possibilità di rifiutarsi, con un compenso irrisorio per comprare una seconda casa in periferia.

Queste e altre cose si possono vedere e sentire nei nuovi paesi dell’ boom economico moderno.

Rabbia contro rabbia

Maggio 2, 2008 by controstorie

La sera Virgilio aveva sistemato le sue cose e con calma è andato a trovare Ercole, di solito facevano lunghe telefonate, ma oggi non aveva voglia, voleva vederlo perché oggi era andato dal medico e voleva sue notizie.

Entrato a casa Ercole sembrava più rilassato, “Ercole come stai?”, “bene, oggi sono andato dal medico e mi ha scritto la cura con i fermenti, che ho subito cominciato, e mi sembra di stare meglio”, sulla poltrona guardavano il televisore, Virgilio dopo cinque minuti comincia a sbuffare, cosa che fa anche Ercole dopo altri cinque minuti, Ercole “scusa ma spengo, non ho proprio voglia di vedere altre panzanate!”, spento il televisore cominciarono a sentirsi meglio e Ercole gli chiese subito una cosa, “ma a proposito dei tuoi comandi, potresti spiegarmi meglio cosa volevano dire?”, “ma certo non c’è nessun problema, ti ricordi cosa diceva il primo comando?”, Ercole ci pensò un’ attimo e fece memoria del primo, “si mi ricordo <Fai agli altri quello che vorresti sia fatto a te, e se gli altri non lo fanno?>”, “si questo è il primo, e giusto per cominciare a risponderti lo faccio con una domanda”, Ercole rimase impassibile, “Tu cosa vorresti ti sia fatto?”, Ercole rimase senza parole per qualche minuto, la mente vuota, poi cercò di mettere qualche idea insieme, “mi hai preso alla sprovvista e ci devo pensare, vediamo! Vorrei che le persone mi rispettino, mi vogliano bene, parlino sempre bene di me, siano sempre disponibili, in somma mi amino con tutto il loro cuore, e altre cose che in questo momento non mi vengono in mente”, Virgilio con la testa faceva sempre segno di assenso, poi rispose con un’altra domanda, “e tu lo fai?”, “ma ti sembrano delle spiegazioni! Mi stai facendo solo domande!”, “il modo migliore per rispondere a una domanda è quello di farne un’altra, l’Oracolo spesso faceva cosi con me”, dopo un’ attimo “coraggio rispondi”, “io ho sempre cercato di essere accondiscendente verso gli altri, ma poi non so perché sempre qualche cosa è andato storto, certo non sono l’ uomo più perfetto e simpatico del mondo, lo so, delle volte avrei dovuto essere più generoso e non lo sono stato, solo per una questione di mentalità radicata in me stesso, ma da sempre avrei voluto che gli altri mi capissero, cosa che non mi è successa mai, tutte queste cose hanno creato un giro vizioso e la rabbia alimentava la rabbia, non potevo credere a quello che vedevo e cosi le cose sono andate a scatafascio, ripensandoci, non avrei potuto pensare diversamente da come ho pensato, se solo ripenso alla storia della mia vita non avrei potuto o riuscito a fare altro”, “hai detto bene, la rabbia alimenta la rabbia, e perché dobbiamo rispondere cosi?, perché non pensiamo subito di essere cortesi verso gli altri e sempre essere in credito verso di loro, proprio di soldi, basta anche poco, un caffè, e le cose cambiano, per incanto, so benissimo che per qualcuno può essere difficile l’ostacolo da superare, specie se è radicata in se stesso, ma possiamo prenderla in considerazione, al massimo proviamo a non parlare e a non rispondere, potrebbe fare la differenza, e per le altre cose è semplice rispetta gli altri e gli altri ti rispetteranno, e il trucco è tutto li”, “mi ricorderò del tuo insegnamento”, “scusa Ercole mi stavo dimenticando di finire la spiegazione, e se gli altri non lo fanno?, se non si comportano nel modo consono, li ignori non dandogli retta, nel limite del possibile, sicuramente non devi rispondere a tono, gli devi dare una risposta più blanda possibile e vedrai che le cose andranno per il meglio, certamente le persone che si comportano male verso gli altri verranno sistemati dalla vita stessa”, Virgilio rimase un’ attimo pensieroso, poi aggiunse, “quante cose avrei da dirti per spiegarti questa frase, ma in questo momento non mi viene in mente altro, solo la tua esperienza può spiegarti veramente il significato di tutto questo”.

Ercole anche questa volta aveva capito qualche cosa in più e aveva anche capito meglio cosa gli era successo in alcuni frangenti della sua vita, poi si alzò andò in bagno e bevve la solita aranciata, anche se un poco di meno; “Ercole stai bene?”, “si ho appena cominciato la cura, ma per caso vuoi dormire nella camera degli ospiti?”, “perché no”, Virgilio quella sera dormi nella casa di Ercole.

Il foglio.29-4-2008

Maggio 2, 2008 by controstorie

Complesso edipico.

Lo studio della sessualità infantile porta Freud ad uno dei punti centrali della sua teoria, all’idea cioè di complesso di Edipo. Scrive Freud: “Il bimbo concentra sulla persona della madre i suoi desideri sessuali e concepisce impulsi ostili contro il padre, considerato come un rivale. Questa è anche, “mutatis mutandis”, l’attitudine della bambina. I sentimenti che si formano durante questi rapporti non sono solo positivi, cioè affabili e pieni di tenerezza, ma anche negativi, cioè ostili. Si forma un “complesso” (vale a dire un insieme di idee e di ricordi legati a sentimenti molto intensi) che è certamente condannato ad una rapida rimozione. “Ma - fa presente Freud - nel mondo dell’inconscio esso esercita ancora una attività importante e duratura. Possiamo, supporre che esso costituisca, con le sue implicazioni, il complesso centrale di ogni nevrosi, e noi ci aspettiamo di trovarlo non meno attivo negli altri compi della vita psichica.” Nella tragedia greca, Edipo, Figlio del re di Tebe, uccide suo padre e prende in moglie la propria madre. Questo mito, dice Freud, “è una manifestazione poco modificata del desiderio infantile contro il quale si alza più tardi, per scacciarlo, la barriera dell’incesto”. E in fondo al dramma di Amleto, di Shakespeare, “si ritrova la stessa idea di un complesso incestuoso, ma meglio mascherato”. Nell’impossibilità di soddisfare il suo desiderio, il bimbo si assoggetta a quel competitore, il genitore di cui è geloso, e costui diviene il suo padrone interiore. E con l’interiorizzazione di un censore interno la crisi edipica passa, ma intanto si è instaurato il Super-Ego, e con esso la moral

Economia emotiva

Aprile 26, 2008 by controstorie

Ho da poco finito di guardare il libro”Economia emotiva”di Matteo Motterlini, in verità ho letto le prime settanta pagine, poi il resto l’ ho trovato ripetitivo e ho cominciato a saltarlo, stringendo i tempi e dando spazio ad altre cose, quello che ho trovato interessante è questo:

come dice il titolo nel libro si spiega il rapporto che le persone hanno con i soldi e la loro percezione nel usarli e di vederli, come primo esempio per spiegare questo viene usato questo concetto, noi diamo un diverso valore ai soldi in funzione da come li otteniamo!, immaginiamo mille euro, per ottenerli possiamo avere qualche alternativa, o li riceviamo dallo stipendio, dalla tredicesima, li vinciamo alla lotteria o ci vengono regalati, in base da come li otteniamo diamo un valore e li spendiamo diversamente, una cosa che in realtà ha lo stesso valore di acquisto, ma emotivamente per noi non sono gli stessi, e questo gli economisti lo sanno, per questo motivo la tredicesima va via più facilmente dello stipendio!

Un’ altro concetto che veniva spiegato, era quello della scelta di un oggetto, più c’è scelta più le persone sono portate a non scegliere, in alcuni casi, facciamo un’ esempio: telefono! tanto per scegliere un’ oggetto a caso, mettiamo di andare in un punto vendita e vedere due telefoni, uno cosata cento euro e l’ altro cento ottanta euro, tutti e due per le loro caratteristiche tecniche giustificano il loro prezzo in quel momento, si è notato che in percentuale le persone sceglievano sia uno che l’ altro pari al cinquanta per cento, ma la cosa cambiava se nel sistema si aggiungeva un’ altro elemento, se vicino ai nostri due telefoni si metteva anche un terzo, dal valore molto più alto dei due, e anche questo giustificava il rapporto qualità-prezzo, si è visto che stranamente le persone tendevano a preferire molto di più l’oggetto con il valore medio dei tre, ovvero il telefono con il prezzo di cento ottanta euro, a questo punto ho capito anche io meglio questo concetto e mi sono reso conto di essere cascato anche io in questa trappola, che non conoscevo ma istintivamente sentivo.

L’ effetto attrazione e molto conosciuto da gli esperti di marketing, meglio conosciuta come offerta o premio dopo aver raggiunto una certa cifra di spesa, la cosa funziona cosi, ammettiamo che c’è una offerta che vi permette di scegliere un premio al raggiungimento di un tot di punti o di spesa effettuata, ammettendo che il gestore ha deciso che potete al raggiungimento del vostro obbiettivo potete scegliere, tra ricevere tre euro, oppure una penna di metallo, ovviamente di solito le persone scelgono la penna di metallo perché ha un valore maggiore, ma non è sempre cosi, se nella stessa situazione la scelta aumenta, tre euro, la penna di metallo o una penna di plastica, allora stranamente le persone scelgono di ritirare i tre euro, perché fiutano la fregatura che in realtà non c’è, ma emotivamente viene avvertita; più le scelte aumentano e più la gente fa fatica a scegliere, spesso rimandano la scelta, non scegliendo!

Un medico si trova d’avanti una scelta, deve decidere di salvare uno di questi tre pazienti avendo un solo organo da trapiantare: il primo è un pensionato senza figli, ma che alla fine dell’ intervento non ci saranno complicazioni e una aspettativa di vita normale; il secondo è una giovane donna con due figli ma che non avrà complicazioni post operatorie, ma una aspettativa di vita al massimo di cinque anni; la terza persona è un’altra donna di circa della stessa età della seconda con tre figli, ma che sono previste complicazioni post operatorie e una aspettativa di vita al massimo di cinque anni; secondo voi chi scegliereste? il medico senza pensarci molto sceglierebbe il pensionato, per il semplice motivo che non gli darà complicazioni future, queste e altre motivazioni spingono le decisioni dei medici.

Quando dobbiamo scegliere o ci viene proposta una offerta, noi siamo spinti verso una cosa o l’ altra in base da come ci viene proposta l’ offerta, anche se le due offerte sono perfettamente uguali, il meccanismo è molto semplice, quando si conosce, ma non scontato se non si conosce, la cosa funziona cosi, ammettiamo di dover decidere di subire un’ intervento, e solo a noi spetta la decisione, se il medico ci presenta la cosa dicendoci che la cosa avrà l’ ottanta percento di provabilità di riuscita sarà molto diverso se il medico ci mostra la stessa cosa mettendo il evidenza che l’ intervento avrà il venti percento di rischio di non riuscita, ha detto la stessa cosa cambiando una parola, ha fatto la differenza!, e questo mi fa pensare al linguaggio delle pubblicità alla televisione, tanto per dirne una, ma anche e non solo nelle campagne elettorali.

L’ effetto dotazione e possesso a me molto caro emotivamente, mi è stato spiegato facendomene rendere conto, e la spiegazione è semplice, anche questa (come le altre), ammettiamo di comprare una bottiglia di vino di qualità (ovviamente devi essere un forte appassionato di vino), diciamo che ci spendiamo venti euro, dopo cinque anni ci accorgiamo che quella bottiglia acquista il valore di duecento euro, una persona vuole comprarla, ma stranamente non la molli, anche se matematicamente faresti un’ affare, con quei soldi potresti comprarne altre dieci, ma non la molli, questo perché esiste l’ effetto dotazione e possesso, nella tua mente quella bottiglia vale quattrocento euro e per questo in fondo non la molla, al massimo la stappa con gli amici!

Ora mi posso dedicare al libro “Incanto” di Romano Battaglia.

Bookcrossing

Aprile 26, 2008 by controstorie

Proprio l’altro giorno stavo tornando dall’ lavoro e appena tornato a casa vedo mia madre che guarda la trasmissione di Geo & Geo, niente di strano lo fa sempre, ma questa volta sono stato rapito in maniera particolare, parlavano dei rifiuti e dei modi alternativi di trasformarli in risorse; il servizio puntava su due argomenti principali, uno era sui libri e l’altro sugli oggetti “vecchi” ma non rotti, del quale ci vogliamo sbarazzare.

Partiamo subito con i libri che ho sempre avuto un rapporto di odio amore, di amore perché mi piacciono, di odio perché dopo un po’ che leggo mi va via la vista e faccio fatica a leggere, comunque sono una cosa molto bella; dunque, finché una persona ha il libro nello scaffale tutto va bene, quando uno lo vuole leggere lo prende e lo legge, tutto il sistema si mantiene integro, il problema nasce quando una persona lo vuole eliminare, o meglio buttare, luogo comune è pensare di prendere il libro e metterlo nel bidone della carta straccia, come se fosse un giornale, ma la cosa è sbagliatissima!, i libri non si buttano mai(si fanno girare o si danno a qualcuno, come gli oggetti), sono sempre una risorsa, solo per il fatto che non ti piace non è detto che a un’altra persona dia le stesse emozioni che ha dato a te, cosi in alcuni paesi in Europa, in Italia è meno evidente come cosa, o perlomeno ha altre forme, insomma qualcuno ha avuto la bella idea di non buttare il libro nel cestino, ma di abbandonarlo sopra una panchina o in luoghi dove un’ altra persona di passaggio possa trovarlo, poi lo legge a sua volta lo abbandona e un’altra persona fa la sua stessa azione, cosi un libro potrebbe avere svariati padroni, prima di essere completamente da macerare, in questo modo la cultura ha una diffusione maggiore, anche io avevo pensato una cosa del genere, ma con modalità diverse, anche per me buttare un libro è un sacrilegio, cosi quando lo devo fare lo faccio girare, in alcuni momenti della mia vita li portavo nel mio ospedale, dove hanno una piccola biblioteca per i pazienti, cosa che fanno in molti ospedali, in altri momenti li davo a qualche amico o a qualcuno che li possa passare a sua volta, ma l’idea di abbandonarli su una panchina non mi è mai venuta, per il semplice fatto che credo che gli spazzini vedendolo lo mettono nel cestino in automatico; per sapere dove è possibile trovare libri in questa maniera bisogna guardarsi a torno, non è sempre facile, alcune biblioteche lo fanno, mettendo a disposizione un tavolo, dove gli utenti possono appoggiare i loro libri vecchi e chi li vuole li può prendere senza essere registrato, con la speranza che li riporta, sono poche quelle che lo fanno ma ci sono, oppure guardare su internet, li si ha una visione più chiara di dove trovarli.

L’altro servizio era quello degli oggetti vecchi ma ancora in vita, e la cosa è semplice da spiegare, quando una persona ha un’ oggetto vecchio, lo porta in discarica, qui succede una cosa strana, l’ oggetto viene pesato e ritirato dal commesso, la persona che era in possesso dell’oggetto in questione riceve un tagliandino con il peso in chili e poi può accedere in un mercatino all’ interno della discarica, dove troverà altri oggetti che altre persone come lui o lei hanno portato, se c’è qualche cosa che gli interessa è ha lo stesso peso della cosa che ha portato la può prendere, gratuitamente, cosa che in un secondo momento può sempre riportare e cambiare, allungando la vita dell’ oggetto e creando un servizio alla comunità.

Non vi sembrano idee geniali!, pensateci e cercate di fare anche voi cosi, per il bene dell’ambiente, del nostro futuro e di noi stessi.