Sono le cinque del mattino e Ercole stà dormendo profondamente, quella notte aveva dormito pochissimo, molto meno del suo solito, aveva il corpo stanchissimo e aderiva al letto, le braccia e le gambe erano pesantissime, aveva un bisogno impellente di urinare ma la stanchezza era tantissima e non riusciva ad alzarsi, cosi per alleviare il fastidio si girava e rigirava nel letto, in questo modo riusciva ad calmare leggermente il fastidio, anche se lo stimolo c’era.
Appena aveva ripreso sonno, nella stanza ci fù molto movimento, Ercole continuava a dormire, ma tutto quel rumore lo infastidiva, “Cosa gli è successo?”, “Questo signore è peggiorato da un’ora a questa parte, ha cominciato a lamentarsi, gli abbiamo dato dei calmanti, quelli in nostra dotazione, ma non è servito a niente”, Ercole da queste parole riprese un’ poco di coscenza, si girò verso la sorgente di rumore e vide due infermieri vicino al letto del suo vicino e un medico con li camice verde, poi si girò di nuovo, cercando di prendere sonno, a un tratto tutto tacque, le tre persone uscirono, Ercole era già ricaduto nelle braccia di morfeo, dopo mezz’ora, che per Ercole passò in un baleno, si aprirono ancora le porte della stanza, aprì ancora gli occhi e vide che portavano un macchinario, lo piazzarono vicino al paziente, tiranono un lungo filo e i due infermieri uscirono dalla stanza, da quella distanza fecero scattare la macchina, poi la ritirarono e andarono via, Ercole di questa sequenza di cose quasi non ebbe nessun ricordo, era troppo combattuto, tra il sonno e quello che stava succedendo in quella stanza, altri venti minuti, entrò ancora il medico con il camice verde e i due infermieri, poi il medico guardò delle carte e disse: “Deve essere operato d’urgenza, preparatelo e avvisate la sala operatoria”, queste furono le ultime parole che furono dette in quella stanza, quelle tre persone uscirono dalla stanza, dopo due minuti ne entro un’altra con schiuma e rasoio, alle ora 6,00 del mattino lo misero sul lettino e lo portarono via, Ercole lo vide portare via, ma la successiva calma della stanza lo fece addormentere di nuovo, ma con una strana sensazione addosso.
Il risveglio
Giugno 26, 2009 by controstorieCaro Ulisse.25-6-2009
Giugno 26, 2009 by controstorieCaro Ulisse, come puoi vedere questa settimana sono riuscito a scrivere poco, molto meno come è mio solito, pochissimo come vorrei, questo non vuol dire che sto finendo le cose da dire o da proporre ai miei lettori, non è cosi, di cose da scivere ne ho un casino, anche se devo rielaborarle, sempre con mio grande piacere e personale interesse, questo periodo di leggera flessione nella mole di testo proposto è dovuto al fatto che stò raccogliendo molte canzoni Italiane, ovviamente che mi piaciono e con il tempo vi proporrò in forma di testo e commento, questo perché mi sono reso conto di due cose, la prima è che il testo delle canzoni comunque hanno dei messaggi che avevo sempre trascurato, e secondo è che nelle canzoni ci sono storie e emozioni nascoste, e in questo modo vorrei cercare di cogliere e assimilarle, proponendovele, ma tutto questo prende un sacco di tempo, tempo che prenderò con le dovute cautele e calma.
Ciao.
Cinderella Man
Giugno 26, 2009 by controstorieQuesto film l’ho visto da pochissimo ed è stato uno dei migliori, di quelli che ho visto, pur avendone visti parecchi di scarsa qualità, secondo i miei parametri.
L’argomento è quella della storia di un famoso pugile, non ricordo il nome di chi sia, ma sono stato avvinto abbastanza dalle vicende, la sua vita è stata sempre sulla soglia della povertà, anche se faceva degli incontri che gli permettevano dei soldi, ma la famiglia, il fatto che non sempre riusciva a combattere, si era trovato in serie difficoltà economiche, ma per fortuna gli è stato proposto un’ incontro praticamente perso, ma ha mostrato molto coraggio e alla fine si è ritrovato a combattere per il titolo mondiale, e con molto impegno e coraggio è riuscito a vincere, ma poi con il tempo ha trovato una sistemazione più agiata.
Sicuramente sto lasciando da parte molti particolari, cosi siete invitati a vedere il film, che tutto sommato è bello, anche se un poco violento, ma coinvolgente, guardatelo e vedrete.
“Cinderella Man, una ragione per mollare”, con Russell Crowe e Renèe Zellweger.
Scacchi, dama, reversi, Go
Giugno 26, 2009 by controstorieNei tempi dell’elettronica, della Playstation o l’Xbox, nei tempi di internet, lettori Dvd, memorie, dischi, telefoni cellulari e ogni diavoleria informatica e digitale, ci siamo dimenticati o meglio abbiamo dimenticato le cose che abbiamo lasciato indietro, tutte quelle cose che avevamo e non abbiamo capito, ma solo con la scusa che queste sono cose nuove e più belle, ma bastavano anche quelle vecchie e fanno molto più bene loro che mille schermi.
Questi quattro giochi sono vecchi, è vero, ma sono nuove sono le persone, e quindi vanno sempre bene, certamente non sono giochi che danno gli effetti di quelli nuovi, ma sicuramente, se una persona sà veramente entrare nel gioco, questi riservano sorprese e effetti speciali superiori a quelli moderni, certo ci vuole una particolare sensibilità e intelligenza per avvertire lo stupore che riservano, ma se si riesce a entrare nel gioco, tutto diventa fantastico e incredibile, provare per credere!
Dei quatto il gioco che conoscevo da più tempo sono sicuramente gli scacchi, e l’ho praticato di più, sicuramente non sono una cima, ma se mi impegno qualche cosa riesco a tirarla fuori, con il tempo necessario per pensare, sicuramente con questo gioco ho sempre avuto un rapporto di odio-amore, mi è sempre piaciuto, ma ho sempre trovato un certo impatto mentale non indifferente, ma poi con il tempo mi sono reso conto che in fondo era proprio li che dovevo stare, ancora oggi non sono una cima e come sempre se mi impegno riesco a tirarci fuori qualche cosa, ma ora sono gli scacchi che mi stanno dando molto di più di quanto mai avrei potuto immaginare, in modo particolare con il suo indotto; la dama la ho sempre sottovalutata un pò, perché è sicuramente un gioco minore degli scacchi, e poi perchè trovo sempre più fascino nelle cose difficili e che non capisco, ma ultimamente, vedendo mio fratello che si impegnava in quel gioco, ho provato a giocare anche io contro il computer, e mi sto rendendo conto che è più difficile di quanto sembra, pur rimanendo più semplice degli scacchi, cosi da qualche giorno l’ho messo nel corredo dei miei giochi preferiti; reversi, questo gioco l’ho praticato pochissimo da giovane, solo qualche partita, abbastaza per comprare un gioco anche io, ma messo nel cassetto, li è rimasto, ma ancora mi ricordo quella volta che avevo visto al “circolo della stampa” di Milano, il campionato del mondo, mi era rimasta quella cosa nella testa, e li è rimasta, ogni tanto mi capita di giocarci con il Pc, lo faccio per puro divertimento; Go, di tutti questi giochi, questo è di gran lunga il più difficile, dicono che sia più complesso degli scacchi, almeno quindici volte, quando gioco sempre qualche cosa mi sfugge, mi incappinisco nei miei pensieri e mi fisso in quelli, dimenticando una visione più alta, ma non mi preoccupo più di essere forte, perché mi rebdo conto che ancora devo assimilare cose più semplici e non avrebbe senso bruciare le tappe, quando capita faccio qualche partita, giusto per divertirmi, poi riprendo la vita di sempre, ma anche con questo gioco ho avuto un grandissimo indotto, ormai per me inrinunciabile, come quello degli scacchi.
Con uno solo di questi giochi ci sarebbe da perdersi, sia fisicamente che mentalmente, e anche se molti penseranno che sono giochi vecchi, posso tranquillamente dire che fanno bene, sia alla mente che come insegnamento di vita, sembrerebbe starano, ma se una persona sa guardare oltre le apparenze, si accorgerà che è vero, solo usando la lente di ingrandimento si vedono le cose nel dettaglio.
Molti provabilmente continueranno a restare affascinate dai video giochi, abbagliate dagli effetti speciali che si svolgono davanti ai loro occhi, ma non sanno che praticando quei giochi, i veri effetti speciali si svolgono nella loro mente, e alla lunga saranno delle persone migliori, migliori di molte altre persone che pensano al divertimento facile, io questa grande differenza la avverto, tutti i giorni.
Caso mai vi volete proprio divertire, avete l’imbarazzo della scelta, per esempio: Gli scacchi Fischer random, il Go esagonale, la dama internazionale o gli schacchi di Capablanca random, ne avete di pane per i vostri denti, ma ricordate che per diventare veramente bravi, ci vuole veramente tanto tempo e impegno, se un giorno vi accorgerete che per poter progredire ancora dovete cambiare processo mentale, allora vorrà dire che avete raggiunto il vostro limite, oltre al quale non potete migliorare più, anche se altri sono molto più avanti di voi, allora a quel punto si comincia a giocare sul serio!
A te la mossa!……
Lilienthal – Randviir.22-6-2009
Giugno 26, 2009 by controstorie1.e4 c6 2.d4 d5 3.Cc3 dxe4 4.Cxe4 Cd7 5.Cf3 Cgf6 6.Cg3 e6 7.Ad3 Ae7 8.0–0 0–0 9.De2 c5 Ultima mossa libro 10.Te1 Te8 [10...cxd4 11.Cxd4 Cc5 12.Td1=] 11.c3 Dc7 12.Ce5 b6 [12...cxd4 13.cxd4 Db6 14.Td1²] 13.Ce4 Cxe4 [¹13...Ab7!?² merita attenzione] 14.Axe4 Ab7? [¹14...Cxe5 15.Axa8 Cd7+-] 15.Axh7+! Demolizione di una struttura pedonale 15…Rf8 [15...Rxh7+ Adescamento in h7 16.Dh5] 16.Dh5 Cxe5 17.dxe5 [17.Dxe5?! Dxe5 18.dxe5 c4²; 17.Txe5?! cxd4 18.cxd4 Af6±] 17…Ted8 [17...Ad8+-] 18.Af5! Tema: Sgombero h5-h8 18…Re8 [18...exf5 19.Dh8 Un tema classico di matto] 19.Axe6 Af8 20.Ac4 [20.Ah3 g6 21.Dh7 Td4 22.cxd4 De7+-]
Canta tu
Giugno 19, 2009 by controstorieAnche al Medical Bivio era notte profonda e Ercole non riusciva a dormire, anche perché di pomeriggio non sapendo cosa fare si è sdraiato e senza volere si è addormentato, e ora non aveva sonno, anche se aveva la testa nel pallone, e cosa poteva fare?, camminava lungo tutto il corridoio, non aveva niente da leggere, ne da ascoltare e quindi si limitava a passeggiare, visto che tutti gli altri dormivano o leggevano qualche cosa sul letto, cosi cammina, cammina, non incontra nessuno, oltre agli infermieri che erano di servizio, e mentre percorreva il corridoio pensava a quanto fosse noioso essere ricoverato, non si ricordava che fosse cosi, ma ormai era li e non poteva fare altro, anche perché i sintomi continuavano e ancora nessuno aveva detto niente, forse domani, ma ora!, cammina, pensa ancora alla sua vita e alle cose che non aveva ancora fatto o a quelle che avrebbe voluto fare, i pensieri si accavallavano e più ne arrivavano, più si ammucchiavano, spesso senza risposta o soluzione, solo quella sensazione strana, come di una macchina che ha l’acceleratore schiacciato fino in fondo, ma con la frizione staccata, sensazione che non è per niente bella, la conosceva da molto tempo e quasi si era rassegnato.
Oltre a quella sensazzione e a quei pensieri gli girava per la testa un’altra cosa che aveva sentito oggi pomeriggio e che in fondo lo ha trovato alla sprovvista, il grande cantante “Canta tu” era morto per una grave malattia, questa notizia aveva messo in moto le televisioni e le radio per fargli omaggio, cosi anche Ercole è riuscito, grazie al televisore che aveva preso in affitto il suo vicino di letto; quella sera hanno fatto vedere tutti i filmati delle sue canzoni più famose, Ercole si era sdraiato comodamente sul suo letto e ha visto la trasmissione, “Canta tu” aveva una folta chioma ricciolina e si faceva chiamare cosi perché le persone ogni volta che sentivano le sue canzoni venivano trasportate dalla musica e dalle parole che si mettevano a cantare in ogni luogo, la presentatrice presento la serata, “Signori e signori, Canta tu e Mogol”, una bella presentazione del cantante, qualche intervista, in modo particolare a Mogol e poi una buona parte delle sue canzoni, “Pensieri e parole – Il tempo di morire – La canzone del sole – Il mio canto libero – La collina dei ciliegi”, Ercole a sentire queste canzoni fece molta fatica a trattenersi dal cantare, non stava bene in un ospedale, seguirono altre interviste, filmati, copertine di dischi e cenni storici, poi ricominciarono con le canzoni e filmati di queste, “Ancora tu – Amarsi un pò – Si, viaggiare – Neanche un minuto di non amore – Una donna per amico – Aver paura d’innamorarsi troppo – Nessun dolore – Prendila così – Perché no – Una giornata uggiosa – Arrivederci a questa sera – Con il nastro rosa – Orgoglio e dignità”, poi ancora la sequenza delle interviste e filmati si ripetè, poi ancora un’altra serie di canzoni, “La spada nel cuore – Le formiche – Io vivrò senza te – Non è francesca – Balla Linda – Un’avventura – 29 settembre – Acqua azzurra, acqua chiara – Mi ritorni in mente – 7 e 40 – Dieci ragazze – Anna – Emozioni – Fiori rosa, fiori di pesco – Anche per te”, il programma finì molto tardi, con altri commenti, interviste e ricordi del cantante, Ercole guardava tutto, con molto trasporto, si alzava dal letto solo per andare in bagno, poi di nuovo a letto, cercando la posizione più comoda.
Ancora quelle canzoni gli risuonavano nelle orecchie e nel petto, e anche se tutti ormai erano andati a letto, lui ancora ci pensava, fino a quando decise che avrebbe comprato una sua raccolta.
Ancora fece qualche giro nel reparto, ormai le gambe cominciavano a farsi pesanti, non tanto per la distanza percorsa, era abituato a ben altro, ma per la debolezza che sentiva e il cibo che non era poi dei migliori, si avvicinò lentamente al letto, si sdraiò e dopo aver steso le gambe sentì una sensazione come di rilassamento, rimase nel letto per altri dieci minuti, poi si addormentò, anche se nel reparto c’era un pò di casino, non molto, nella norma.
L’anima del prodotto
Giugno 19, 2009 by controstorieL’esperienza mostra che i veri imprenditori, quelli che hanno un duraturo successo, possiedono anche una straordinaria sensibilità per i gusti del pubblico, per i loro bisogni.
Li sanno intuire, anticipare.
E’ impossibile inventare un prodotto partendo solo dalle ricerche di mercato, chiedendo direttamente al pubblico che cosa ha bisogno. Perché non sempre è coscente di cosa gli serve veramente, oppure non lo sa indicare con chiarezza.
Per questo occorre vivere con loro, partecipare ai loro problemi, sentire come lui sente ed allora siamo noi stessi a sperimentare ciò che serve.
La ricerca di mercato e la tecnologia vengono dopo.
Domenica delle Palme.16-3-2008
Giugno 19, 2009 by controstorie“Seguiamo il cammino di Cristo che conduce a salvezza”; “La sua morte ha distrutto il peccato, la sua risurrezione ha ricreato la nostra innocenza”.
“Diventa un segno della nuova creazione e un anticipazione della gloria che Gesù, nella sua – ora-, rivelerà dalla Croce”.
La profezia del servo sofferente interpreta la passione di Gesù, che consegna se stesso alla morte per liberarci dal peccato. Grazie alla sua offerta non solo “vivrà a lungo”, ma “vedrà una discendenza”: anche noi partecipiamo della sua glorificazione.
Seguire le orme di Gesù significa riconoscere che solo da lui possiamo essere liberati dal male, e che in lui riceviamo la possibilità di amare come lui ci ha amati, in un amore più forte del male e dell’odio. Una via è così tracciata al nostro errore.
-Fratelli, Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca, quando era oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siate stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime.
O Dio o mammona
Giugno 19, 2009 by controstorieNessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire Dio e a mammona.
Mt6,24
Villa Sacro Cuore
Giugno 19, 2009 by controstorieSempre domenica, mattina, sveglia alle 6,20, una breve colazione, una giornata di sole stupendo e dopo aver sistemato qualche cosa salgo in macchina, sono le 7,20, le strade solo desolate, è bellissimo guidare quando tutti ancora dormono e la domenica aiuta, cosi come se fossi su una pista di automobilismo arrivo in Villa, la Brianza sa essere generosa con il suo verde e anche oggi non si è risparmiata, alle 7,50, sono al cancello della Villa Sacro Cuore, senza scendere dalla macchina entro, neanche mi stessero aspettando, passo il viale alberato dove sfocia nell’entrata principale della Villa, dal cancello si ha quasi una visione suggestiva, incorniciata da tutto quel verde, giro a destra e scendo una piccola discesa che mi porta al parcheggio, appena metto giù i piedi dalla macchina mi vengono in mente i ritiri spirituali che avevo partecipato e ogni volta rinnovo quel ricordo, con passo lento, cercando di annusare l’odore degli alberi mi dirigo verso l’entrata, che ovviamente conoscevo.
Mi aspettavo di trovare qualche Madre, ma non c’era nessuno, avrei potuto essere anche un ladro, ma non lo sono, cosi guardo il lungo corridoio nella speranza di vedere qualcuno, ma niente, il corridoio di marmo intarsiato dava la solita bellissima impressione di grande semplicità, nella sua complessità, i muri sono di una fattura di villa molto antica, come lo è, cosi ancora non si vede nessuno, e quindi decido di visitare la cappella principale, anche se al suo interno ne ha sette o otto compresa la cripta, salgo al piano superiore, quella enorme scala di cemento la conoscevo benissimo, tutta la villa aleggiava nel silenzio, salgo e il disegno del pavimento più semplice di quello inferiore mostrava tutta la sua lucentezza, a destra ci sono le camere delle Madri e del Cardinale, a sinistra altre stanze, come in tutta la villa e la cappella, entro lentamente come se volessi svegliarmi da un sogno e scoprire che quella sala era illuminata e piena di persone, il attese della messa o dei vespri, ma non è stato cosi, la Cappella era vuota e buia, non fa niente, mi siedo e ascolto, ascolto il silenzio, strano, ma ascoltare il silenzio può essere assordante, le orecchie mi fischiavano come delle sirene, e il rumore dei volatili era molto evidente, a differenza di quelli cittadini, dove il loro canto viene nascosto molto dal rumore, ma andava bene anche cosi, per un breve periodo, guardo la chiesa e guardo per la centesima volta la sua struttura, i due mosaici alla mia destra e alla mia sinistra mi evocavano il ricordo di Gesù, l’enorme crocefisso sospeso sopra l’altre mi ricorda le icone russe e la passione di Cristo in croce, le due figure ai suoi piedi non sono riuscito a riconoscerle, alle sue spalle il solito funambolico merletto di marmo che accompagna la vista alla riproduzione in marmo della madonna, senza contare tutta l’architettura a cupola della cappella, dove nella sua cima si viene a creare un grande ottagono e un’altra cupola comincia a chiudersi, veramente bella quella cappella, illuminata è ancora più suggestriva, ma ero solo e quell’atmosfera mi invogliava al raccoglimento, ma in quel momento non avevo idee da meditare, cosi mi alzo e scendo, sperando di trovare delle Madri, ma ancora niente, le 8,30, decido di visitare i giardini, un passo fuori dal portone e sono in pieno dentro allo spettacolo, semplice in verità, ma quello che c’era sembrava messo al punto giusto, infondo la strada che portava al cancello, alla mia destra un giardino ben tenuto e arredato a dovere, un grosso gazebo di legno provvisto di tavolo in pierta e sedie di metallo, poco più in la un’ altro gazebo di stoffa, ogni tanto si trovavano delle piccole statue di angeli, fontanelle o statue che con la sua lapide invitava il visitatore alla meditazione, al silenzio e al Signore, tutto questo bagnato da un sole stupendo e da stupendi versi di corvi, cornacchie e grossi gufi, dall’altra parte della strada che porta all’uscita il giardino continua, una riproduzione della roccia di Lourdes accognieva uno spazio per la preghiera all’aperto, girando in quella zona, si scorge una importante discesa del terreno che scopre una lunga serie di stazioni per la via crucis, ma la cosa più bella ancora non era arrivata, dietro alla roccia, e nascosta da una serie di alberi e siepi, si stova una statua a grandezza naturale, in marmo, rapresentante la Madonna che meditava e pregava quanto stava succedendo, alla sua visione mi sono commosso un poco, prima di tutto perché mi ricordavo quando proprio le Madri mi avevano regalato una foto di questa statua, che ancora conservo, ma poi anche ho avvertito che infondo sono anche amato da loro, anche se bisogna fare qualche ragionamento su questo, ma poco importava, poteva anche bastare quello, come le altre statue, una grande lapide commentava la sua grandezza, a quel punto mi rendo conto e mi ricordo che le statue sono state fatte per ricordare più facilente le persone che ci amano, tornato dentro la villa, ancora suggestionato dall’ambiente e dal ricordo, mi guardo in giro e ancora nessuno si fà vivo, allora vado nell’altro giardino, ricavato all’interno dell’edificio a forma di “C”, si allargava in un’altro più grande, due fontane e molti angeli adornavano quello spazio, li mi ricordo le passeggiate che facevo quando facevo gli esercizi, vado fino alla balconata che si affaccia a una muraglia a sbalzo, dove nel fondo corre un grande prato, tutto il territorio della villa è circondato da una muraglia di tre metri, che nasconde una parte di essa, ma la cosa che nessuno può nascondere è l’enorme statua di Gesù, sette metri di bronzo, con un grosso cuore in evidenza, circa dieci anni fà era stata ripulita e mostrava tutto il suo verde splendente, immagine che conservo ancora, se non sbaglio autografata da un certo Parde Salman, che ricordo moltissimo come un relatore avvincente, senza levare miniente a Don Bruno Maggioni o Enzo Bianchi, che ho conosciuto personalmente e le due battute che ho avuto modo di scambiare con il Cardinale Carlo Maria Martini, tutto questo mi lega a questa villa che ancora dopo molti anni sento l’esigenza di visitare.
Alla fine ritornando dentro la casa finalmente trovo le madri, che mi riconoscono e mi salutano con molto affetto, riesco a scambiare qualche parola con loro, ma sono molto prese, il Don Giuseppe, il direttore che c’era prima è stato trasferito, e quello nuovo non lo conosco abbastanza, una mezz’oretta di chiacchiere, poi le Madri vanno via, gli chiedo di vedere la libreria e sulla fiducia mi danno le chiavi per aprirla, sono solo e guardo ogni volume, cercando di trovare qualche cosa di interessante, ma tutto convergeva in quello che già avevo, qualche volume religioso, per questo non ho preso niente, avevo già tutto, chiudo la stanzetta, poi passo al banco, dove c’è una suora in servizio, gli consegno le chiavi e gli dico che “Gira e rigira la storia è sempre quella”, lei rimane un poco inerdetta, poi mi faccio aprire il cancello e vado via, con la promessa di ritornare per gli auguri di Natate.